Lui mi tratta male. (E’ semplicemente inaccettabile)

lui mi tratta male
Lui mi tratta male
. E’ una delle frasi più cercate su Google, pensa un po’. Centinaia di donne ogni giorno, ogni mese cercano un aiuto e un conforto sul web a un problema molto diffuso. Quello di stare con un partner scostante, maleducato, violento verbalmente e chissà che altro. Uno che le tratta male.

"Di qualunque tipo di relazione si parli, i sorrisi devono essere sempre maggiori delle lacrime. Mauro Soldano"

Già, perché dietro quell’orribile frase, lui mi tratta male, c’è un universo infinito e drammatico di atteggiamenti svalutanti, parole offensive, promesse tradite.

E ogni donna che è trattata male dal proprio compagno lo sa bene anche se non lo vuole riconoscere; e così in molte vanno su Google a cercare aiuto, perché si vergognano a chiedere aiuto ad altri (per non rivelare come è davvero la loro relazione) e non hanno il coraggio di rompere con chi le tratta male. Come se su internet ci fosse la soluzione “magica” a un problema che ha un’unica soluzione: andarsene.

La maleducazione, la prepotenza e l’arroganza di certi uomini si possono manifestare nelle forme e nei modi più vari all’interno di una coppia e nei confronti di una donna.

Sai qual è il vero problema in un rapporto nel quale lui la tratta male?

Il problema è che lei non lo lascia. Il problema è che lei lo giustifica. Con le solite stupide scuse trite e ritrite: “Poverino, è stanco, è nervoso; ha problemi sul lavoro; sta affrontando una crisi personale; gli mancano i suoi figli (ai quali non passa l’assegno); la moglie lo ha lasciato solo trent’anni fa e lui si deve riprendere dal trauma; alla scuola materna al terzo giorno del secondo anno gli hanno rubato la merenda; ha perso la partita a calcetto; la moto non gli parte; il padre ha subito un’operazione per un’unghia incarnita e lui è entrato in depressione (anche se manco si ricorda più dove il padre stia di casa)”.

E ancora: “Se lui mi tratta male avrà le sue buone ragioni… Sono io che me lo merito, perché sono consapevole di avere i miei difetti, di commettere degli errori, sono io che non faccio abbastanza per capirlo e per andargli incontro”.

Non esiste proprio: nelle relazioni bisogna stare solo se sono buone relazioni. Che si tratti di relazioni sentimentali, professionali, famigliari. E invece c’è questo disperante malinteso. Si resiste e si sta con persone tossiche: capi, colleghi, partner, “amici”, famigliari. Non è assurdo?

Quanto tempo e quanta vita trascorriamo tollerando persone intollerabili? Chi te lo fa fare di sopportare un partner che ti maltratta, che non è più che rispettoso, più che gentile? Ogni minuto della nostra vita, della tua vita è prezioso, preziosissimo, perché mai devi sprecare i tuoi giorni a farti trattare male da qualcuno, un partner per giunta?

In ogni situazione del tipo lui mi tratta male l’ostacolo consiste nelle mille giustificazioni che lei si racconta a cominciare dalla celebre “Ma lui prima era diverso”.

E poi c’è la sua paura di rimanere sola insieme alla paura di lasciarlo, per le possibili ritorsioni.

“E se poi lui me la fa pagare?” “E se fossi io a sbagliare tutto?” “E se poi non trovo un altro come lui?” (Beh, questa in effetti mi piace un sacco: non trovare mai più un altro come lui…. Mai più.)

Quando si trovano in una situazione del tipo lui mi tratta male, molte donne si colpevolizzano e danno ragione al compagno. Molte donne, quando vengono trattate male non pensano di stare con una bestia di partner, ma anzi si interrogano sui propri errori e sui propri sbagli. Un cortocircuito assurdo della mente e dell’emotività. Eppure accade, soprattutto a chi è stata cresciuta a pane e colpevolizzazione. A pane e svalutazione di sé, a pane e briciole di amore, concesse sempre “a condizione che…”.

Lui mi tratta male.  Mille modi diversi per fare gli stronzi

“Se mi tratta male è perché IO ho sbagliato in qualcosa. Non sono stata abbastanza comprensiva, tollerante e gentile. In effetti lui ha tutte le ragioni di essere arrabbiato e di trattarmi male. Devo correggermi e imparare a comportarmi meglio”.

Perché, si sa, lo dicono anche le famose nonne e lo ripetono le madri: gli uomini sono fatti così, sono aggressivi, irritabili violenti, è nella loro natura. Non sono cattivi. Sono semplicemente fatti così e bisogna accettarli.

La brutalità, la maleducazione e l’aggressività, dopo tutto, non sono i tratti tipici di un maschio, di un vero uomo?

Col cavolo.

Brutalità, maleducazione e aggressività sono tratti tipici di persone tossiche, di persone pericolose, di gente che va evitata. Altroché virilità.

"Il vero signore è simile ad un arciere: se manca il bersaglio, ne cerca la causa in sé stesso. Confucio"

Il fatto è che ci sono donne che non vedono o non vogliono vedere i comportamenti orribilmente tossici dei loro partner e dei loro corteggiatori e assumono il classico atteggiamento da zerbini.

E tale atteggiamento non fa altro che rinforzare i comportamenti maltrattanti del cafone di turno. Questo è. Perché chi maltratta, di base è un codardo e i codardi quando colgono la disponibilità altrui (o, peggio, la fragilità), ci danno dentro. Trattano sempre peggio. Se lui ti tratta male è una gran brutta persona ed è pure codardo. C’è di che andarne orgogliose, veh. Dico, di avere un partner del genere.

In che modo un uomo ti tratta male?

Ci sono un’infinità di modi diversi. Per esempio ti critica apertamente (per il tuo carattere, per il tuo aspetto fisico, per quello che fai e che ami), giudicandoti, dandoti dei “buoni consigli” o prendendoti in giro, senza alcuna benevolenza e magari in presenza di altri.

Non risponde alle tue chiamate o ai tuoi sms; non ti chiama; critica la tua famiglia; non ti tratta bene a letto e non si preoccupa del tuo piacere; usa un linguaggio insultante e un tono di voce alterato; urla; alza le mani; fa scenate; è bugiardo; usa atteggiamenti passivo-aggressivi; quando è con te è molto chiuso e taciturno o parla troppo, solo di sé e quando è con altri cambia dal “giorno alla notte”; minaccia (di lasciarti, di sputtanarti, di danneggiarti); ti sfrutta economicamente o semplicemente ti sfrutta per l’aiuto che gli dài, il supporto che gli offri, le opportunità che gli metti a disposizione.

Magari anche solo perché cucini e pulisci. Il maltrattatamento è spesso molto basico. Anche chi non usa le famose formule di cortesia “buongiorno”, “buonasera”, “per favore”, “grazie” maltratta. O chi le usa con i modi e i toni sbagliati.

Molti trattano male gli altri senza fare o parlare, semplicemente con un linguaggio del corpo, che in realtà dice tutto. Altroché.

"Per sempre non si dice, si fa. Mauro Soldano"

E ancora, l’elenco dei tanti modi in cui si compie il lui mi tratta male è infinito.

Ti tratta male quando non presta attenzione ai tuoi bisogni ma semplicemente ai suoi. Quando non ti aiuta in casa. Quando parla senza guardarti in faccia (a proposito di linguaggio del corpo). O, ancora, parla con un volume della voce inadatto alle circostanze, bofonchia, sussurra non completa le frasi.

Ti tratta male quando a letto è frettoloso e non si preoccupa di un prima o di un dopo.

Oppure quando assume comportamenti opposti a seconda delle circostanze: se è con te trascura il proprio aspetto fisico e invece si cura in modo maniacale se esce con altre persone.

Ti tratta male se son gliene importa niente di come stai e di cosa fai e non ti chiede mai: “Come stai?”, “Che cosa fai / hai fatto?”. “Come va il lavoro? La salute? La tua famiglia?”

Non ti sorride mai, non ti abbraccia mai almeno che abbia bisogno di qualcosa. Ti sta accanto solo quando le cose ti vanno bene e se ne va quando cominciano a non andare più tanto bene.

Se ti tratta male non è l’uomo per te

Un uomo che tratta male la propria compagna è un uomo da non frequentare. Perché mai sarebbe da frequentare, poi? Per avere una relazione d’odio? Ma tu sei così disperata da accettare e volere una relazione d’odio anziché una relazione d’amore?

Che amore può esserci in una relazione che si costruisce attorno al lui mi tratta male? Che te ne fai di un uomo del genere? Di una relazione del genere?

Cerchi forse una buona opportunità per metterti in luce in base al principio del contrasto: mi faccio trattare male e sopporto, così vesto i panni della vittima e della martire, di fronte al comportamento di uno stronzo di tal fatta? E’ questo che ti serve nella vita? O ti serve rispecchiarti nei maltrattamenti per avere una continua conferma esterna di quel che tu pensi dentro di te, cioè di non valere nulla?

"Nei tempi moderni sono spariti via via i gentiluomini, i valentuomini, i galantuomini, e finalmente son quasi scomparsi perfino gli uomini. G. Papini"

Vi è un altro motivo mortifero per il quale molte donne stanno in una relazione all’insegna del lui mi tratta male e subiscono sempre di più. Sono convinte che subendo convinceranno il proprio partner a cambare, a trasformarsi, a diventare rispettoso, affettuoso e generoso.

Non c’è speranza invece: nessuno cambia perché qualcun altro decide o desidera di cambiarlo.

Di più il pensiero e l’atteggiamento distruttivi che si basano sul ragionamento “Lui mi tratta male e io subisco, sopporto, paziento perché così lui cambierà” aumentano le possibilità che il “lui” in questione i propri comportamenti li peggiori.

Perché percepisce quanto infinitamente si può allargare e contrasta la volontà di controllo che la partner vuole mettere in atto su di lui.

Chiaro il concetto? Tu perdi sempre. Anche quando credi di poter vincere.

Una persona che tratta male gli altri non è una persona degna di considerazione. Non è degno di affetto e di attenzione un uomo che tratta male te e tratta bene gli altri. Così come non è degno di attenzione chi tratta male te e gli altri o chi tratta bene te e tratta male gli altri.

Il principio base è che nessuno ha diritto di trattare male nessuno. Un uomo (come pure una donna) che tratta male qualcun altro manca di un valore basilare dell’esistenza e delle relazioni umane. Va lasciato al suo orribile destino di persona maltrattante.

E per una ragione importante: la situazione lui mi tratta male è una situazione di abuso.

Se non alza le mani e non c’è violenza fisica. Ma c’è molta violenza psicologica, in frasi, comportamenti, gesti e sguardi.

Accettare e sottoporsi alla violenza sia essa fisica o psicologica è come continuare a nutrirsi di veleno.

Non permettere a un uomo che ti tratta male di avvelenare te e la tua vita.

Articoli Correlati

Gratis per te!

Non sbagliare e non soffrire più! Trova l'amore! Vuoi capire quali sono i tuoi comportamenti sbagliati con gli uomini e come puoi evitarli? Vuoi aumentare la tua autostima e avere più sicurezza nelle relazioni?

Lascia un Commento!

254 Commenti

  1. Avatar di Gaia

    Gaia 7 mesi fa (13 febbraio 2017 16:25)

    Cara Ilaria...come stai?....leggo sempre i tuoi consigli...una cosa però non mi è chiara : il perdono secondo te è sbagliato?.... A volte mi sembra di capire che se chi abbiamo di fronte sbaglia, per noi che riceviamo il torto sarebbe meglio mandare tutto al diavolo....come se le colpe di tutto fossero solo dell'altro. Se ad esempio litigo con il mio partner non sarebbe giusto mettere in discussione anche noi stessi?...... Ho un marito fantastico,gentile e premuroso e paziente,vedo e sento ogni giorno il suo amore che io ricambio appieno....ma ci capita comunque di litigare,anche per causa mia ,e solo in quei frangenti capita magari ad entrambi di alzare i toni e dire cose che nemmeno si pensano ,o di esagerare con i termini..per la rabbia del momento ... Le scuse però poi arrivano,sempre...... Bisognerebbe ignorarle secondo te.....?.....grazie. Un abbraccio
    0
    Rispondi a Gaia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (13 febbraio 2017 21:44)

      Gaia, se con tuo marito va tutto bene e i vostri battibecchi sono normali, sporadici, brevi e sempre risolti in maniera civile, perché ti fai questa domanda?
      9
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Gaia

      Gaia 7 mesi fa (14 febbraio 2017 14:26)

      Ciao Gea...è proprio perché va tutto bene che pongo questa domanda...... Leggendo gli articoli mi pare di capire che la tolleranza in un rapporto quasi non debba esistere,il tuo uomo deve rigare dritto,quasi non può sbagliare un vocabolo o dimenticare un grazie...un prego...insomma una specie di pupazzo...... Io amo mio marito...lui anche...ed è normale che a volte,vuoi per stanchezza piuttosto che per stress quotidiano capiti di non essere sempre al massimo....di pretender sela per stupidaggini...di arrabbiarsi con l'altro.. Ciò non significa a parer mio che non ci sia rispetto o non sia vero amore...... Non si può mettere in discussione il rispetto e l'amore dell'altro ogni volta che si discute.....
      -1
      Rispondi a Gaia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (14 febbraio 2017 17:28)

      Ciao Gaia, intervengo io anche perché la domanda originaria tu l'avevi rivolta a me ed era mia intenzione risponderti anche se con un po' più di calma dato che il tema è un po' più complesso di quello che sembra. Il mio pubblico, per ora, per la maggioranza è fatto di donne e, che piaccia o meno, è universalmente riconosciuto (da studiosi di varie discipline e di vari orientamenti, non da chiromanti e astrologi) che le donne siano più propense a subire in modo eccessivo, dal partner, sul lavoro e dai figli anche (nonché dai genitori etc etc). Poi in particolare io mi rivolgo a donne che spesso hanno questa propensione a subire un po' più spiccata della media. Quindi il mio messaggio alle lettrici deve essere forte e chiaro: non bisogna subire, proteggetevi, spesso subite senza accorgervene, non fatelo. Il tema del perdono è importante e sia qui sia nei miei percorsi io parlo spesso di perdonare cominciando - udite udite - da se stesse. Dato che il perdono, messo in mano a persone troppo accondiscendenti e comprensive e con la tendenza a sminuirsi e autocolpevolizzarsi può diventare uno strumento pericoloso. Perdonare è utile, dato che il perdono libera dalle melme e dalla melma del passato. Ma perdonare una melma non significa comprenderla e giustificarla, sennò si cade nell'orribile trappola manipolatoria in cui chi le ha prese (e per prese io non intendo solo fisicamente) si ritrova a coprire di comprensione e di compassione il proprio aguzzino. Ma no, proprio no. Ci sono uomini sbagliati, malvagi, perversi: se perdonarli significa allontanarli, va bene, diversamente non va bene per niente. Chiaro che tutte le relazioni sane sono fatte di "venirsi incontro" e non di "andarsi contro" e quindi l'accettazione dell'altro è basilare. Ma accettare l'altro non significa accettarne gli abusi. Questa è una simpatica distinzione che il genere femminile deve fare. Veniamo a te, sempre che ti interessi: il fatto che tu abbia fatto due interventi su questo argomento suscita qualche sospetto. Il modello dei tuoi commenti è del genere: sono qui per dire e non dire, per sentirmi dire quel che voglio e per rifiutare quel che non mi va. Ti dico come la penso, anche qui sempre che ti interessi: una coppia unita che litigando si dice le peggio cose e poi ritratta con tenerezze, nella migliore delle ipotesi è una coppia formata da soggetti immaturi, nella peggiore uno dei due soggetti o (più raramente) entrambi sono dei manipolatori (litigare con i peggio insulti e tornare alle tenerezze sono due delle tre fasi del ciclo dell'abuso). Poi evidentemente se sei qui i simpatici litigi con il tuo compagno sono abbastanza frequenti. Inoltre c'è un altro indizio sospetto sulla tua situazione: il fatto che tu non ti sia accorta che questo blog trasuda di veri e propri incitamenti al rispetto di sé e al rispetto dell'altro: ci sono moltissimi articoli dedicati alla gentilezza reciproca, all'importanza di non essere controllanti, all'evitare di essere rompiscatole e intollerante, alle modalità con cui mostrare amore e rispetto al proprio compagno. Ora hai anche la mia risposta. Sta a te usarla per chiarirti le idee o per rafforzarti - magari - in una posizione non utile nel medio e lungo termine. Siamo liberi, tutti. E su questo blog un po' più che altrove.
      23
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Michela2

      Michela2 7 mesi fa (14 febbraio 2017 19:10)

      Condivido il tuo pensiero Ilaria. Io ed il mio compagno litighiamo poco. Lui non mi ha mai detto le peggio cose neanche se portato da me all'"esasperazione ". Io, qualche volta gli ho detto le peggio cose o meglio cose che sapevo potevano ferirlo. Uno perchè sono un po' immatura o lo ero e due perchè sono anche un po' manipolatoria. Non nell'eccessivo ma alle volte mi scaricavo con lui solo per la voglia di litigare con qualcuno, lui che è un uomo meraviglioso. Cerco sempre di maturare e di migliorarmi. Quindi le peggio cose non si dicono. Chi le dice fa comunque un errore. Manca di rispetto cosa che io ho fatto e me ne dispiaccio e vergogno.
      7
      Rispondi a Michela2 Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (15 febbraio 2017 0:10)

      Le peggio cose non si devono dire.
      5
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gaia

      Gaia 7 mesi fa (15 febbraio 2017 17:15)

      Cara Ilaria,ho letto la tua risposta.La prima parte l'ho trovata normale,naturale.La seconda invece,ovvero quella diretta a me, proprio con me non c'entra nulla e non capisco come tu possa essere arrivata a scrivere certe cose...forse dovresti leggere meno frettolosamente e superficialmente e poi,forse, provare ad esprimere un giudizio,naturalmente discutibile. Prima di tutto mi trovo qui solo perché seguo il tuo blog per curiosità e leggo tutti i tuoi articoli a prescindere..non perché io vengo trattata male da chicchessia,il mio compagno compreso. In secondo luogo io non ho mai parlato di dirsi le peggio cose,non ho mai detto che nei litigi tra me e il mio compagno ci si offenda o ci si prenda a parolacce, l'hai dedotto tu da non so cosa......io ho parlato di esagerare con i termini ovviamente rispetto ad una conversazione pacata e tranquilla,di manifestare il nervosismo in modo più concitato,NON di mancarsi di rispetto. Non sono assolutamente qui per dire o per non dire o per sentirmi dire quello che voglio e rifiutare ciò che voglio,non hai proprio capito. Sono qui perché leggendo alcune cose che tu scrivi, a volte mi pare che tu sia esageratamente intransigente,leggere "se non utilizza il grazie o il prego o li utilizza con un tono sbagliato ti tratta male"....mi sembra un po' esagerato, anche perché può capitare a chiunque di essere sovrapensiero e dimenticare un grazie o un prego, ed è questo il motivo che mi ha spinto a scrivere,questa esagerazione. Non so su quali basi tu possa asserire che se sono qui è perché i miei litigi sono più frequenti di quello che ho scritto,perché ti garantisco che non è così,tra noi c'è un grande rispetto e di sicuro non è messo in discussione da un grazie mancato o una manifestazione di nervosismo un po sopra le righe. Forse dovresti metterti in discussione anche tu ogni tanto ed evitare di utilizzare sempre e comunque un tono di saccenza,soprattutto se qualcuno manifesta dei dubbi su ciò che scrivi. Siamo tutti qui per parlare e portare le proprie esperienze,allo stesso livello,come persone,e può capitare di fraintendere visto che nei messaggi non ci sono i toni. Per quanto riguarda ciò che scrivi nel tuo blog , permettimi di dirti che si,è vero,trasuda di argomenti interessanti e di aiuto,ma qualche volta trasuda anche di esasperazioni ed esagerazioni, hai detto spesso che nella vita ci vuole anche leggerezza poi dovrei allarmarmi se il mio compagno dimentica di dirmi grazie perché mi sta trattando male ??.... Ti faccio notare che io ti ho chiesto come stai all'inizio del mio primo messaggio e tu non mi hai risposto......mi stai trattando male anche tu allora ,o mi stai mancando di rispetto?.... Mah..... 😳
      -2
      Rispondi a Gaia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (15 febbraio 2017 19:41)

      Ecco, appunto. Come volevasi dimostrare. Si chiamano schemi questi, figure. Ci sono molte persone che intervengono per porre delle questioni loro e se non viene risposto come si aspettano, si irritano. Cito dai tuoi commenti: "Ma ci capita comunque di litigare,anche per causa mia ,e solo in quei frangenti capita magari ad entrambi di alzare i toni e dire cose che nemmeno si pensano ,o di esagerare con i termini..per la rabbia del momento …" (...) "lui anche…ed è normale che a volte,vuoi per stanchezza piuttosto che per stress quotidiano capiti di non essere sempre al massimo….di pretendersela per stupidaggini…di arrabbiarsi con l’altro..". Gaia, se non sollevavi la questione tu nessuno di noi l'avrebbe saputa. Dovresti allarmarti se il tuo compagno dimentica un grazie? Chi ti ha detto niente, scusa? Ovviamente fa' un po' quel che vuoi. Tu te la canti e tu te la suoni e ribadisco, per l'utilità delle altre lettrici: c'è qualcosa che non va e non lo si vuole riconoscere. E no, Gaia, non siamo tutti qui per parlare delle proprie esperienze allo stesso livello: questo è uno spazio privato che io metto a disposizione. Poi, siccome a fronte delle tue insicurezze che non vengono placate da una rassicurante pacca sulla spalla ti irriti e vuoi criticare, fallo pure, per noi è molto istruttivo. Le tue non sono opinioni sul blog e su quanto c'è scritto e come, ma un modo per spostare il problema da ciò che ti dà fastidio nella tua vita privata a ciò che scrivo io. E' una fuga. E' un comportamento abbastanza tipico, non sei la prima ad averlo e non sarai l'ultima, né qui sul blog. né nel mondo. Onestamente ti sconsiglio di continuare a seguire il blog, perché il tuo senso di opposizione ti può rafforzare a rimanere in uno stato che non ti fa bene. Tutto qui.
      6
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (15 febbraio 2017 22:21)

      Chapeau bis, Ilaria. Aggiungo che é assolutamente vero che non dire "per favore" né "grazie" sia un brutto segno. Avevo notato che, nelle mail che il mio ex narcisista perverso mi chiedeva di tradurgli o correggergli, ometteva sistematicamente di scriverli. Glielo feci notare e li aggiunse senza convizione, per mero opportunismo, visto che erano mail di lavoro. A me certe cose non quadravano e avevo ben ragione. Se ci fossi stata tu allora, e non certa gente che mi diceva che mi facevo troppi problemi, mi sarei risparmiata anni e anni di sofferenza... ma é andata cosi. Ho scoperto il tuo blog poco dopo aver lasciato il mio compagno manipolatore e più ti leggo e più mi rendo conto che avevo ragione e che avrei dovuto ascoltarmi. Il tuo blog é preziosissimo e, come ti ho già detto altre volte, i tuoi articoli andrebbero tradotti in tutte le longue. Mi dispiace davvero tanto che ci sia chi mette in discussione il tuo lavoro e si trinceri nelle sue false e perniciose convinzioni.
      4
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (15 febbraio 2017 22:55)

      Ma non si può e non si deve piacere a tutti e chi mette in discussione il mio lavoro per le ragioni che ho esposto sopra lo fa perché si trova in una situazione di fragilità, ecco. Poi è risaputo che io non sono qui a convincere e a convertire nessuno, dato che spiego bene che non si può e non si deve aiutare chi non ha raggiunto determinate consapevolezze. (Sia ben chiaro che le considerazioni che abbiamo fatto finora non vogliono assolutamente sottintendere che le persone delle quali si parla siano in un rapporto abusivo o anche disfunzionale: io mi limito a osservare quanto mostrato nei commenti).
      1
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (15 febbraio 2017 23:40)

      Si, Ilaria, é giusto che ognuno la pensi come vuole, ma a me (e faccio un discorso generale, non solo in merito ai commenti di Gaia) sembra logico non stare a commentare su un sito che non piace o non interessa o con cui si é in disaccordo, per il semplice gusto di dire "Si, pero', ma...". Se non interessa il dialogo (che non significa voler cambiare idea o farla cambiare all'altro: questo puo' accadere come no, quello che conta é lo scambio di opinioni), le proprie ragioni uno potrebbe tenerle per sé. In my humble opinion.
      1
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (15 febbraio 2017 23:43)

      Eh, ma molti commentando "contro" tranquillizzano i loro tormenti, quelli dei quali non sono consapevoli.
      2
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (16 febbraio 2017 0:04)

      Si, diciamo che fanno un uso "alternativo" del blog. Pazienza.
      3
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Gaia

      Gaia 7 mesi fa (16 febbraio 2017 11:34)

      Ma chi mai ha detto che tutto ciò mi riguarda?..chi mai ha detto succede a me che mi si tratti male?....ma perché si deve vedere per forza quello che si vuole ma che io non ho detto?.... Il fatto che ci siano delle discussioni qualche volta è normale o no??...e anche dimenticare un grazie è normale...o no?? Sto dicendo questo.....può capitare anche nei migliori dei rapporti....senza dover per forza andare a pensare che ci si tratta male.....per questo ho portato il mio esempio,in positivo,non in negativo,assolutamente senza sottintendere chissà quale insicurezza o mancanza. Comunque grazie per la psicoanalisi spicciola ricavata da un messaggio frainteso......😉
      0
      Rispondi a Gaia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (16 febbraio 2017 11:50)

      Ancora qui sei? Allora c'è proprio della malafede. Vai altrove. Ma che psicanalisi spicciola? Che cosa ne sai tu di psicanalisi e di che cosa sia? Non sai nemmeno quello che dici, parti per la tangente, probabilmente nello stesso modo in cui descrivi che accade tra te e il tuo partner e a vedere come ti comporti qui, davvero non saprei dire che begli scambi d'amore ci sono tra te e lui. Che cosa ne sai tu dei migliori dei rapporti? Che cosa ne sai tu dei grazie e dei prego? Che cosa vuoi? Ti va bene stare con un maleducato (che di certo ricambi della stessa moneta)? Hai idea di quanto interessa a noi, dell'immensità infinita del quanto ce ne importa? E poi a proposito di esempi positivi e di analfabetismo funzionale, ti è abbastanza chiaro che questo è un articolo dedicato all'abuso e al maltrattamento, webete che non sei altro, che giri sui blog a parlare a vanvera e a trollare e sostenere scempiaggini con insistenza, priva di argomenti e solo piena di livore? Lo hai capito vero che qui non siamo a casa tua dove ti insulti liberamente con il tuo compagno? Volevi dare un esempio e una testimonianza di amore e di gentilezza? Ohilà, meraviglioso, adoro questo tipo di interventi. Perché non sei intervenuta su questi articoli a spiegarci quanto l'amore e la gentilezza sono importanti in un rapporto e quanto la tua meravigliosa storia d'amore ne sia una prova vivente? Ti sembrava di essere troppo in tema e costruttiva? http://www.lapersonagiusta.com/essere-felici/gentilezza-attrazione-seduzione/ http://www.lapersonagiusta.com/trovare-la-persona-giusta/lezioni-amore-sesso/ Hai una voglia di litigare strabordante, vai via di qui e tornatene alle risse con il tuo degno compagno. Levati dall'anima.
      7
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (16 febbraio 2017 13:47)

      Ecco perché, Ilaria, sin dall'inizio mi puzzava il commento fatto proprio a questo articolo e perché poi scrivevo che mi dispiace molto che ci sia gente che metta in dubbio il tuo lavoro. Certo che ce ne vuole di santa pazienza a gestire un blog serio e a tutelarlo dai manipoli di troll con commenti distruttivi e domande capziose... A questo proposito, devo constatare che non hai ancora risposto al suo educatissimo "come stai?" :-P Meglio farsi 'na risata e poi tornare alle cose serie. ;-)
      -2
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Gaia

      Gaia 7 mesi fa (16 febbraio 2017 14:58)

      Ma che problemi avete?....e tu Ilaria continui a non capire nulla....leggendo le tue per altro molto acide risposte mi chiedo di chi tu stia parlando.....perché di me proprio non hai capito nulla...... Mah....va be......buona giornata 🙂
      2
      Rispondi a Gaia Commenta l’articolo

    • Avatar di Serena

      Serena 7 mesi fa (16 febbraio 2017 18:34)

      Mamma mia Gaia, quanta esasperante ricerca di attenzioni... perché mai Ilaria avrebbe dovuto "capire qualcosa di te", mica ti conosce, si limita (come tutte noi) a leggere quello che scrivi e a farsi una sua idea. L'atteggiamento con cui si pretende che gli altri ci debbano capire, come se si fosse depositari di chissà quale diritto, lo trovo estremamente irritante. E poi, a che pro quindi il tuo intervento iniziale? Raccontarci quanto sei felice col tuo compagno? Buon per te. Francamente trovo molto più salutari le strigliate di Ilaria che non il tuo ottimo esempio. E sai una cosa? Siamo tutte qui per questo. Buonasera
      2
      Rispondi a Serena Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (16 febbraio 2017 19:09)

      Ben detto Serena! Adesso speriamo che Gaia trovi qualcosa di più divertente e utile da fare (da sola o con suo marito) che star qui a trollare. E se non lo trova, sono caLLi suoi. Fine discussione.
      -1
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Gaia

      Gaia 7 mesi fa (17 febbraio 2017 17:08)

      Si..in effetti i vostri commenti sono proprio l'esempio di buona educazione e rispetto...forse dovreste mettere un pochino di più in pratica ciò che dite di leggere su questo blog. Giusto per chiarire e chiudere con questa polemica volevo dire che ,visto che ancora non si è capito,ho scritto il mio commento iniziale solo perché ho trovato esagerate alcune cose,che a parer mio si possono tranquillamente perdonare. Per tutto il resto sono assolutamente d'accordo con ciò che è scritto e non ho mai detto il contrario.La mia domanda ad Ilaria era per così dire "retorica"....non era né una critica né un modo per dire o non dire chissà cosa.....non ho nessun desiderio di litigare con nessuno come invece è stato detto,tanto meno in blog...tant'è vero che non ho mai offeso né giudicato nessuno,come invece è stato fatto con me da subito, poi per cosa?...per un commento evidentemente frainteso??.....sotto ogni articolo c'è scritto " LASCIA UN COMMENTO " quindi o si aggiunge "SOLO SE SEI D'ACCORDO O TI RITROVI IN QUESTA SITUAZIONE ".....oppure tutti i vostri insulti,le vostre deduzioni e le vostre banalità sono assolutamente fuori luogo. E prima di parlare di educazione fatevi un esame di coscienza. Fine di questo patetico è inutile teatrino che avete sollevato . Buona serata
      -2
      Rispondi a Gaia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (17 febbraio 2017 19:59)

      Va bene Gaia, però chiudiamola qui davvero. Il mio obiettivo (in genere e in questo caso in particolare) è spiegare alle donne che il maltrattamento, l'abuso e la violenza sono inaccettabili. Qualsiasi "ammorbidimento" di questo principio suscita in me una totale opposizione. Questo è un articolo dedicato al maltrattamento e io insisto perché vengano fornite indicazioni chiare e precise, dato che molte donne hanno il vizio di perdonare l'imperdonabile. Di fronte all'abuso io ambisco a che ciascuna donna si trovi come di fronte a una parete di ghiaccio obliqua che pende verso di lei: senza scuse e senza appigli. Un commento che sotto questo articolo possa dare un qualsiasi appiglio a chi si trova in difficoltà e fragilità e quindi sia magari in uno stato di confusione a me non fa nessun piacere. Ci sono temi sui cui, per ragioni puramente tecniche-professionali, non ritengo opportuni interventi contrari: se ci fai caso il blog è pieno di commenti che irridono a quel che scrivo, mi contraddicono e mi criticano. Se non sono offensivi li lascio, anche perché li trovo "istruttivi" su come va il mondo. Ricordati che tutti i commenti (compresi i tuoi in cui mi attacchi) li approvo io, quindi se volessi censurare potrei farlo e per me sarebbe molto più semplice che starmi a spiegare e rispiegare... Siccome la tua insistenza in questa discussione mi intenerisce e mi fa capire che sei affezionata al blog (cosa che oltre a lusingarmi, un po' presuntuosamente trovo positiva per te perché io credo in quel che scrivo e faccio) ti chiedo di fare lo sforzo di capire la mia posizione ("l'abuso è abuso, non ci sono scuse e scusanti"), anche se - per fortuna - non ti riguarda. Punto e basta. Se vuoi continuare a lasciare le tue testimonianze (considerando quello che ho spiegato) sei la benvenuta.
      8
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (15 febbraio 2017 16:28)

      Chapeau, Ilaria. Hai scritto tutto quello che c'era da dire.
      1
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

  2. Avatar di Livia

    Livia 7 mesi fa (27 febbraio 2017 11:29)

    E' proprio vero che la violenza psicologica fa molto molto male, ti ferisce nel profondo, ti fa sentire una nullità, ti porta in un pozzo senza fine e senza luce. Quanto fanno male le parole che ti vengono dette e ti fanno sentire una nullità. Cominci a non mangiare più e a non dormire, ti trascuri, non ti trucchi, piangi, non hai voglia di uscire di casa, tremi, hai gli attacchi di panico. Le parole che ti vengono dette rimbombano nella tua testa e ti senti impazzire: "Sei troppo piccola e la gente mi prenderebbe per un pervertito", "Ti trucchi male", Non hai nemmeno un pò di seno, "Perchè non metti il perizoma?", "Devi stare a certe mie richieste sessuali sennò sei una bambina", "Sei una rompiscatole" (detto tante volte che perdi il conto), "Sei sciocca", "Fai battute stupide", "Sei pesante", a letto dopo averlo fatto cerchi di abbracciarlo ma lui ti evita, ti da le spalle oppure vuole essere lasciato in pace, gli accarezzi il viso e gli da fastidio, non si preoccupa del tuo piacere ma solo del suo, ha fretta di andarsene dopo averlo fatto, ti critica se ad una certa ora devi stare a casa a mangiare con la tua famiglia e ti dice "A casa mia facciamo come ci pare" e sbuffa se te ne devi andare, ti controlla e vuole sapere dove vai e cosa fai, si arrabbia se tardi di cinque minuti, poi uscite assieme, beve e non connette così se gli chiedi cos'ha ti risponde male "Stai zitta" e dopo "Che non hai visto cos'avevo?" dulcis in fundo, critica le tue foto: "Qui non mi piace come stai" ed apprezza solo quelle dove sei venuta bene e n cui eri truccata aggiungendo pure che hai la minigonna e quando ti vede uscire con lui per due volte con i pantaloni, si preoccupa se metti la minigonna oppure no.
    1
    Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 7 mesi fa (27 febbraio 2017 11:33)

      Domanda: che cosa ti fa stare con un mostro delinquente del genere? La questione è tutta qui.
      4
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 7 mesi fa (27 febbraio 2017 12:07)

      Per fortuna Ilaria queste mie considerazioni sono l'insieme di esperienze passate e ormai concluse. Certe volte leggendo e rileggendo i tuoi articoli, oltre ad imparare qualcosa di nuovo e a sentirmi capita e più forte, ne approfitto per fare il sunto del mio passato e condividere le mie esperienze negative e non con te e gli altri lettori. Leggendoti soprattutto in questo momento della mia vita e seguendo il tuo percorso "Come sedurre un uomo senza stress né per te né per lui" mi aiuta ancora di più. Ho anche il rilassamento che avevi regalato nel Natale 2015-2016 e sono intenzionata a portarlo avanti (meglio tardi che mai). Grazie per tutto
      3
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (27 febbraio 2017 13:23)

      Bene Livia, mi fa piacere che sia ormai acqua (lurida) passata! In bocca al lupo, un abbraccio!
      2
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 7 mesi fa (27 febbraio 2017 15:31)

      Grazie Gea, è sempre un piacere confrontarmi con te sul blog. Un abbraccio forte anche a te.
      1
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 7 mesi fa (27 febbraio 2017 19:59)

      Grazie a te, Livia! ;-) Buona serata :-)
      0
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

  3. Avatar di Sara

    Sara 6 mesi fa (5 aprile 2017 22:49)

    Buona sera dopo 10anni di violenza fisica e psicologica ho deciso di chiudere questa relazione malata. Ho paura di restare sola anche se mi sento bene, non ho più nessun amicizia, neanche una lontana, faccio solo casa lavoro, ho solo i miei che non considero amici ma solo genitori! Ho sopportato sino ad ora continui insulti sul mio fisico (poco seno) sulle mie idee ( io sbaglio già solo a pensare) sulla mia famiglia ( due genitori normalissimi impiegati ed un fratello universitario) insulti e insinuazioni eppure sono troppo innamorata e solo con il mio amore verso di lui, ho sempre taciuto e messo da parte la rabbia e L tristezza di essere maltrattata con la speranza che un giorno lui potesse migliorare, mai una carezza un abbraccio una parola gentile una sorpresa, ma andavo avanti con la speranza che io potessi insegnarli ad amare il prossimo ho sempre cercato di seminare amore con i gesti e con le parole ma ho sempre raccolto solo delusione cattiveria e distruzione. Mi fa paura. Pensavo di poter essere per lui non solo la fidanzata che lo soddisfasse in cucina, a letto, come bella presenza fuori e come donna di casa ma anche la madre che non ha mai avuto e la nonna che ultimamente ha perso ma lui mi ha sempre trattato da schiava e chiedevo a dio di non ascoltare le sue parole. Io per 300 euro al mese in nero lavoro per lui e se in casa mi riempie di insulti vi lascio solo immaginare come si comporta a lavoro. Sono stanca veramente ma ho paura
    1
    Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (5 aprile 2017 23:25)

      Aspetta, l'hai chiusa questa relazione o ci sei ancora dentro? Se è la seconda che ho detto, ci sono dei passi da fare subito per uscirne quanto prima (dato che devi uscirne), diversamente se hai paura, probabilmente hai delle buone ragioni per averne e bisogna fare altri passi. Ti consiglio di chiamare il 1522, rispondono (in italiano) 24 ore al giorno. Devi agire.
      2
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Sara

      Sara 6 mesi fa (6 aprile 2017 1:05)

      Salve, la ringrazio davvero per la risposta tempestiva, non immaginavo una risposta e così rapida poi! Era uno sfogo perché per lui non cucino più bene perché a letto lui non mi soddisfa, perché appena arriva l'aria diventa pesante e mi mette ansia anche e solo con lo sguardo e con il tono, perché davvero non ne posso più di subire malvagità, possibile che sono davvero così sbagliata? Possibile che non ne faccio mai una buona? E mai un grazie, un piccolo cenno di assenso, un'approvazione, un sorriso d'intesa, una pacca sulla spalla. E con tutto l'amore che li posso volere mi sento proprio schiacciata dalla negatività più assoluta. Tutto quello che faccio é sempre discutibile o c'è poco sale oppure ho salato troppo, e a terra c'è già una macchia e poi al suo bed and breakfast ( in cui do una mano cioè a mio parere faccio la maggior parte delle pulizie che a casa mia in 30anni non ho mai fatto ed inoltre non mi gratifica ne con "un brava Sara " né economicamente essendo indietro di un anno con i pagamenti anche se lui é molto ricco... va bene soprassediamo sul denaro) non pulisco lo specchio e c'è una macchia e il pavimento é scivoloso e devo mettere l'acqua in frigo e devo mettere i bicchieri che mancano e se faccio di testa mia sono violenze fisiche pugni schiaffi e calci! ( mi sto mantenendo morbida) Sono cresciuta in una famiglia unita e serena e cerco di installare in lui questi valori di solidarietà aiuto reciproco sacrificio per migliorare insieme, ma lui ha distrutto tutto é cresciuto con genitori separati in cui la nonna li ha sempre fatto da mamma e adesso che é mancata da un anno ho cercato di starli ancora più vicina e di accontentarlo in tutto ma senza risultati, pensavo fosse l'uomo della mia vita dopo essere stati compagni di classe e dopo 10 anni di fidanzamento lui non vuole figli e mi tratta sempre peggio basta sono andata via da casa sua questa mattina ma so già che tra tre giorni mi mancherà ma questa volta voglio chiudere definitivamente
      0
      Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (6 aprile 2017 10:07)

      Mi vien da ridere quando mi scrivono: "Accipicchia, non mi aspettavo una risposta." Male. Si vede che frequentate costantemente persone sbagliate. Male. Si vede che siate abituate nei peggiori dei modi. Male. Perché avete una gran brutta vita. Male. Perché se vi aspettate un comportamento negativo da parte di chi interpellate, perché accidenti lo interpellate? Per sollecitare un maltrattamento? Ecco. Per il resto la leggerezza con cui racconta la sua tragedia mi impressiona. Comprendo e mi impressiona. E' la situazione peggiore in cui un essere umano può trovarsi. Se ne vada e veda di non sentire la mancanza delle botte ma a incominciare a sentire la mancanza di carezze.
      4
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Sara

      Sara 6 mesi fa (6 aprile 2017 10:56)

      Buon giorno, chissà lei che violenza deve aver subito oppure a chi deve esser stata vicina per comprendere così bene gli altri. Il suo articolo mi ha colpito veramente perché ha fatto uscire fuori con parole semplici tutto ciò che una sente e non riesce ad esternare. É una brava "motivatrice" lei e con una piccola frase ha racchiuso tutto ho proprio bisogno di una carezza un piccolo gesto intriso di immenso significato una semplice carezza che mi faccia sentire voluta che mi faccia sentire accettata che mi faccia sentire donna che mi faccia sentire! Tutta la mia famiglia mi dice di lasciarlo ma io é come se sentissi la responsabilità di fare da madre perché anche suo padre non c'è più ma ora basta non ne posso più anche se dice di amarmi questo non é amore ho solo paura di restare sola da un lato ma dall'altro penso che vorrei una famiglia sento l'istinto di madre che avanza e desidero dei figli che per lui sono solo soldi da cacciare
      1
      Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (6 aprile 2017 11:00)

      Glielo ripeto, se ne vada, perché, mi creda, la vicinanza con questo mostro fa diventare un po' mostro anche lei...
      3
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di London

      London 6 mesi fa (6 aprile 2017 10:19)

      Sara, mi dovrai scusare, ma la tua storia non si può nè sentire nè leggere. Non so quanti anni tu abbia ma non si può sentire che una donna debba subire tanto da un uomo del genere, che di uomo ha ben poco! Sei cresciuta in una famiglia unita e serena e poi cos'è successo che sei finita a convivere con una persona tanto malvagia? Sono più di 10 anni che tenti di trasferirgli valori e in cambio non prendi solo occhiatacce, rispostacce o qualcosa di verbale ( che non va mai bene) addirittura parli di pugni, schiaffi e calci e dici che ti stai mantenendo morbida? Dai, su , lascia li tutto ciò che hai, anche gli arretrati del tuo lavoro e salvati allontanandoti da sto sfigato.
      5
      Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Sara

      Sara 6 mesi fa (6 aprile 2017 11:22)

      Grazie mille London ho 31 anni e sono segretaria di uno studio medico oltre a lavorare per lui e ho perso gli anni migliori a piangere e stare male e non riesco ad uscirne ci ho provato tante volte ma tra una settimana so già che avrà finito le scorte di cibo e devo andare a cucinare e a pulire ma questa volta ci devo riuscire a resistere e lasciarlo definitivamente, vivo in una città ma non ho una vita sociale non so più che significa prendere un caffè con le amiche ( non ne ho) mia madre sostituisce "l'amica" ma non é la stessa cosa, la leggerezza di fare shopping oppure andare al mare o una gita non c'è mai stata perché lui a mare non ci va perché ha la pancia e in giro no perché non gli piace camminare e con amici no perché se no scroccano la cena è sempre soli io e lui lui ed io. In dieci anni solo 3 viaggi pagati a metà e dovevo offrire anche a suo fratello! E poi quelle notti in cui non faccio incubi sogno vecchi amici che mi fanno una festa ( sembra una stupidaggine ma io da 10 anni non vado ad una festa con persone della mia età magari vado a feste dei miei zii e parenti ma non sono amici e poi non ho mai il gusto di essere accompagnata vado sempre sola e con i miei) basta devo solo essere forte a mantenere questa decisione i miei mi sono vicino ma sono sempre genitori non posso raccontare tutto qui nessuno mi conosce e divento un fiume in piena. Mi hanno anche consigliato di rivolgermi ad uno psicologo ma non voglio devo riuscire da sola e poi ho tanta paura tante paure
      3
      Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela

      Emanuela 6 mesi fa (6 aprile 2017 11:35)

      Ciao Sara, è comune che queste persone tendano a farti terra bruciata intorno perché tu non abbia più punti di riferimento e valvole di sfogo, proprio per aumentare quel senso di dipendenza che cercano di infonderti. Quindi non sei tu che non hai amici, ma lui che non te ne fa avere. Lo sottolineo perché non avrai problemi a ristabilire una normalità quando avrai chiuso con lui. Mi fa piacere sapere che hai 31 anni, perché vuol dire che hai tantissimo tempo ancora davanti a te per poter creare una famiglia sana e questa esperienza potrà servirti per tenerti lontana da persone simili. E' importante però capire e prevedere le sue reazioni, nel senso che quando finiranno le scorte e ti dovesse cercare, quale sarà la sua reazione ad un tuo silenzio alle sue chiamate, sms o altro? Verrà a cercarti e userà ancora violenza? sei pronta a quel punto a chiamare le forze dell'ordine? perché penso che vista la tua situazione è molto probabile che tu debba essere pronta a questo. Intanto liberatene anche solo mandando un sms, non ti preoccupare della forma ( lui non mi pare si preoccupi di usare un certo galateo con te ) e poi spegni tutto, tienilo lontano dalla porta di casa, se ti è possibile parti per un po'. Comunque proprio sola non sei, ora ci siamo noi :) continua ad aggiornarci.
      3
      Rispondi a Emanuela Commenta l’articolo

    • Avatar di Sara

      Sara 6 mesi fa (6 aprile 2017 12:13)

      Già vedendo le vostre risposte e preoccupazioni verso un'estrema mi sento protetta. Cara Emanuela ringrazio molto anche lei la questione forze dell'ordine é già archiviata. Una volta mio padre chiamó i carabinieri perché lui era fuori casa mia e non voleva andarsene e oltre ad allontanarlo non hanno fatto niente poi a casa sua vennero due poliziotti una volta che li chiamò un signore del palazzo perché sentiva le mie urla ed i pianti ed oltre a prendere gli estremi cercarono di placare la situazione e andarono via perché naturalmente alla loro domanda se avesse usato violenza io risposi di no anche se avevo la faccia gonfia per non aver messo la cinta ai pantaloni e sedendomi vide che fuoriusciva un po' l'elastico degli slip, mi ricordo bene che un poliziotto gli disse "guardala mentre noi parliamo lei guarda te" ma a lui queste parole non significavano niente, poi ancora a 18 anni la mia famiglia diffidò sua madre ( con cui ancora oggi non ho rapporto se non una telefonata a Natale una a Pasqua e al compleanno ) perché chiamava insistentemente a casa e si presentava sotto casa mia ed una volta mi ha anche assalito alle spalle per convincermi a lasciare suo figlio, in fine i miei a 20 anni hanno diffidato lui perché lui mi diffido scrivendo con l'avvocato visto che ad una festa dopo gli eventi sopra narrati io lo vidi abbracciato con la "mia migliore amica" e non ce la feci a stare ferma e sputai sul suo giubbotto. Insomma scusate se mi sto aprendo un po' ma non ho veramente più fiducia di nessuno e per finire rispondendo ad Emanuela credo che se mi cercherà l'unica arma che potrò adottare sarà l'indifferenza perché non voglio più passare quello che ho passato e che porto dentro ancora le ferite.
      1
      Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (6 aprile 2017 13:28)

      Cara Sara, allora, tutti pronti a prendersela con le forze dell'ordine, che è come sparare sulla crocerossa dato che molti rappresentanti delle medesime rappresentano esattamente la cultura e assumono esattamente i comportamenti di chi dovrebbero fermare. Maschilismo e misoginia sono ben diffusi tra le loro file. Va bene, ok. E allo stesso tempo non è sempre così. Nel suo caso sono intervenuti, probabilmente lei e il suo meraviglioso compagno siete noti nel circondario e anche alle forze dell'ordine. Che cosa potevano fare gli agenti? Prendere lei, con la sua cocciutaggine (la medesima che mostra qui) e portarla via? Sa bene che non si può fare. La sua storia è una storia di follia di gruppo, nemmeno di folie à deux. Io credo che lei non racconti davvero tutta la verità e comincio a sospettare che stia usando il blog come ennesimo schermo. Comincio a pensare che in qualche modo qualcuno una mano gliela abbia porta, il che mi conferma che la sua situazione è grave, visto il poco interventismo esterno che di solito caratterizza queste situazioni: la sua famiglia, i vicini, le forze dell'ordine. Coloro che le suggeriscono di rivolgersi a uno psicologo. Di treni pronti a portarla a una diversa destinazione ne sono passati tanti nella sua vita, e credo che per un po' passeranno ancora. Si sa che io non ho molta simpatia per certe figure professionali e soprattutto per le loro modalità di intervento, ma sono abbastanza certa che nel suo caso ci sia stato di più, che i tentativi di aiutarla siano stati più strutturati ed espliciti. Ma lei l'ha scritto, ed è un chiaro segnale che non gliene frega niente di salvarsi: vuole fare da sola. La sua storia non è una storia dove carnefice e vittima sono ben definiti: il suo essere mamma e nonna (!?!) di questo disperato (inteso nella peggiore delle accezioni) e i dettagli che racconta dicono che lei ha una gran parte nel rendere quest'uomo, se possibile, ancora peggiore di quello che è e, soprattutto, nell'alimentare un legame estremamente perverso, anche per "merito" suo. Le suggerisco di misurare bene i suoi prossimi interventi qui, giacché io non voglio essere sua complice.
      4
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di London

      London 6 mesi fa (6 aprile 2017 12:23)

      "so già che avrà finito le scorte di cibo e devo andare a cucinare e a pulire"....???? rileggiti bene questa frase. Cosa sei la sua serva? oltretutto si lamenta anche di come cucini. Non andare, chissà che non gli cali la pancia e si sgonfi un po' quel pallone gonfiato!!!
      6
      Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Sara

      Sara 6 mesi fa (6 aprile 2017 17:11)

      Haaaahhahah london é fantastica ha proprio ragione! Cara Ilaria le rispondo con educazione ma mi delude, mi dispiace non c'è niente di vero nelle sue affermazioni e mi dice anche di non scrivere più per non essere complice???? Oppure perché sente un peso di responsabilità troppo pesante nel sostenermi? Se sono ancora da 10 anni in questa storia é perché sono debole e da sola non ce la faccio e appena cerco aiuto e inizio ad entrare nei particolari nessuno più vuole starmi accanto perché é una storia troppo dura e complicata. Io mi sono fortificata e sono cresciuta da sola ma tengo tutto dentro proprio per gente come lei che sembravano volessero aiutarmi sostenendomi anche solo con un po' di dialogo e poi si rivelavano delle voltafaccia appena capivano la situazione. Ringrazio infinitamente esco esco non si preoccupi ma non per codardia solo per la sua reazione proprio fuori luogo.
      -1
      Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (6 aprile 2017 18:06)

      Eh già.
      -1
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Vesper

      Vesper 6 mesi fa (6 aprile 2017 18:33)

      Sara,in una sola parola hai la sindrome di Stoccolma come ahimè molte e molte altre sventurate che ripetono a mó di litania "per il bene che gli voglio sopporto"! E lui?Per il bene che ti vuole cosa farà?Continuerà a massacrarti fisicamente e psicologicamente?
      3
      Rispondi a Vesper Commenta l’articolo

    • Avatar di Sara

      Sara 6 mesi fa (6 aprile 2017 19:00)

      Ne sono consapevole anch'io lo riconosco e mi sono informata sulla sindrome di Stoccolma e del rapporto che si instaura in effetti mi rispecchio molto in questa situazione, sono già due giorni che non lo vedo e non lo sento e sto bene a casa dei miei, con mio fratello siamo stati fuori a pranzo e un po' in giro, questa leggerezza che non provo mai e poi con il mio lavoro la giornata passa velocemente ma la notte arrivano i pensieri... e se non incontrerò nessuno nel mio cammino? E se non farò figli? E se entrerò in depressione?
      1
      Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Vesper

      Vesper 6 mesi fa (7 aprile 2017 8:16)

      E se sarai viva e felice nonostante sarai single?E se sarai felice perché dopo che avrai lavorato seriamente su te stessa troverai un compagno degno di questo nome?E se sarà tardi per avere un figlio tuo lo adottassi?È un pò come ti ha scritto Ilaria prima..si è talmente abituati al peggio e ad avere a che fare con persone mediocri che ci si meraviglia se qualcuno dimostra di essere il contrario!
      4
      Rispondi a Vesper Commenta l’articolo

    • Avatar di Sara

      Sara 6 mesi fa (7 aprile 2017 17:41)

      Grazie vesper per il sostegno. Mi auguro che troverò davvero un uomo affettuoso intelligente e simpatico a cui possa donare tutto l'amore che ho, non pretendo chissà cosa mi accontento del mio lavoro di segretaria e vorrei una famiglia semplice basata sui veri valori, vorrei solo un po' dì bontà e con i modi giusti affrontare le difficoltà senza ansia senza respiri inquietanti senza l'aria pesante che lui solo sa creare per i nonnulla. Questa mattina l'ho chiamato perché mi servivano le mie scarpe da corsa per fare una camminata con mia madre e ci siamo incontrati sotto casa sua e nell'assoluto mutismo mi ha consegnato questa busta e anch'io non ho detto una parola. Dico la verità io volevo vederlo però me ne sono pentita subito dopo vedendo la sua reazione. Forse non mi manca lui perché a casa mia sto bene nessuno mi insulta o mi alza le mani o usa un tono grave ed arrogante come fa lui, forse mi manca l'abitudine, la solita routine, grazie veramente a tutte voi per il sostegno.
      0
      Rispondi a Sara Commenta l’articolo

  4. Avatar di Chiara

    Chiara 4 mesi fa (16 maggio 2017 20:23)

    Ciao a tutte Di maltrattamenti ce ne sono tantissimi! Da quelli fisici a quelli psicologici. Ma ognuna di noi è dotata per natura di quel qualcosa che si chiama"istinto" intendo quella capacità di sentire se qualcosa che subiamo ci possa provocare dolore. Per me essere trattata male e': non ricevere amore, trascuratezza, bugie, comportamenti manipolatori, egoismo, mancanza di rispetto, di stima. Quando manca tutto questo, e' dura dirselo.... Ma non siamo amate!! E anche qua siamo di fronte ad evoluzioni diverse.
    1
    Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

  5. Avatar di Anna

    Anna 4 mesi fa (17 maggio 2017 10:16)

    Il commento di Chiara mi ha fatto pensare che alcune persone (come me) non "credono" a quello che vedono e quello che sentono. Letteralmente. Ovvero tendono, non solo a non ascoltarsi ed autoconvincersi che va tutto bene, ma proprio a pensare di essere talmente sbagliate, che quello che sentono è sbagliato o esagerato o non rispondente alla situazione. In pratica, a pensare di essere "matte". Nei post del blog la cosa è affrontata rispetto appunto all'ascoltare l'istinto, però mi piacerebbe sapere che cosa si possa fare nello specifico. È un atteggiamento che può farci arenare a lungo in una situazione di maltrattamento o manipolazione ... (da cui, nel mio caso, la singletudine "ostinata", e la meditazione, a latere della terapia)
    2
    Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Chiara

      Chiara 4 mesi fa (17 maggio 2017 12:15)

      Ciao Anna, io credo che delle volte tutte noi chi per un motivo chi per un altro in un certo senso non vogliamo "vedere". Per quello che riguarda me ammetto di aver fatto anche peggio..... Io sentivo e vedevo tutto al punto tale che ero dimagrita... Prosciugata, avevo la tachicardia, e la mia vita si era bloccata su tutti i fronti. E considera che quando viviamo un amore appagante tutto decolla! Non si affloscia niente. Ma io ero testarda volevo a tutti i costi che le cose cambiassero come dicevo io. Questo per dirti che tutte noi abbiamo una vocina dentro che ci dice: occhio qualcosa non va! Ma spesso non la ascoltiamo.
      2
      Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 mesi fa (17 maggio 2017 12:27)

      Se si raccomanda di dare retta all'intuito e alle sensazioni "inspiegabili" una ragione ci sarà. E il negare l'evidenza o il non ascoltare i segnali è tipico di chi non vuole accettare la realtà per quella che è. Tante donne dipendenti e bisognose negano: "Non mi chiama perché è preso dal lavoro; mi picchia perché mi ama troppo; non si decide perché è traumatizzato dalla storia precedente." Tutte barzellette che sembrano meno dolorose di dire: "Sto con una persona totalmente inadatta". Se una pensa che uno la picchia perché la ama troppo, immagina un po' a che cosa si sottopone. Eccolo lì lo spazio per la manipolazione, altroché. Singletudine ostinata, meditazione (che se non diventa una dipendenza e una fuga ha un suo perché), terapia (che è inutile o molto più spesso peggiorativa perché se non mirata alla questione allontana ancora di più dalla realtà e fa stare "parcheggiati" dando solo l'illusione di star facendo qualcosa per sé) sono tutte fughe dal reale, sono rifugi in cui si posticipa il proprio confronto con il mondo e la propria vita a data da destinarsi. Infatti spesso sono luoghi per atti manipolatori.
      6
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 4 mesi fa (17 maggio 2017 13:57)

      In effetti a distanza di tempo, le cose si rivelano quasi sempre essere come io le avevo viste, questo dato empirico per ora è il mio appiglio. È che basta una sola persona che mi dica: ma guarda sei esagerata tu, a farmi vacillare. Siccome data la situazione particolare che mi è capitata, praticamente tutti (anche chi la dovrebbe conoscere bene, o dovrebbe dare un minimo di credito) dicono che esagero io, per me è un supplizio. Immagino che capiti a molte, e infatti nel blog e nei commenti se n'è parlato. Come gestire le relazioni con parenti e amici ... considerando che i parenti sono appunto quelli che per tutta la vita ti hanno messa a tacere? Figuriamoci poi con un estraneo. In pratica, se non parli, non ti apri; se parli, ti esponi. Never explain never complain... ma inizio ad averne abbastanza.
      0
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 mesi fa (17 maggio 2017 14:12)

      Anna, è molto semplice di quello che tu vuoi farla apparire: soprattutto nel nostro paese nessuno - a parte chi ci è passato e pochissimi specialisti molto specialisti - sa nulla di storie abusive. Non ne sanno i sanitari, gli psicologi, gli avvocati e i giudici. Immaginiamoci i politici e i legislatori. Che cosa vuoi che ne sappiano le famiglie e le amicizie che ragionano secondo vecchi stereotipi di coppia che sono di base: se non si va d'accordo con il partner si ha un brutto carattere; se lui/lei tratta male è perché è a disagio o non si sa prenderlo/la etc etc. Poi, siccome chi entra in relazioni disfunzionali di solito proviene da famiglie in cui ci sono legami disfunzionali (sennò non si caccerebbe in legami disfunzionali), è ovvio che le famiglie disfunzionali sono ancora più inadeguate ad accorgersi e sostenere. Fatta questa premessa, per andare oltre, è necessario rassegnarsi ("surrender" dicono gli inglesi) e decidere di uscirne senza contare sugli altri, se non quei pochissimi che sanno di che si tratta. Continuare a rimuginare sul "Sono stata male e non mi capiscono" fa parte e alimenta il comportamento disfunzionale.
      6
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 4 mesi fa (17 maggio 2017 14:29)

      Infatti è quello che faccio. Cioè non faccio conto sul fatto che gli altri capiscano. È dura ma tu mi confermi non c'è altro da fare (vedi? cerco conferme). Mi conforta sapere che almeno è costruttivo per me
      1
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 mesi fa (17 maggio 2017 14:32)

      E' così. A proposito di cercare conferme: meglio una conferma richiesta a me, che mi occupo di questo, che mille mezze conferme e atti di bisognosità richiesti ad altri che non ne sanno nulla o una vita intera di rimuginamenti.
      7
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  6. Avatar di Tania

    Tania 4 mesi fa (26 maggio 2017 14:39)

    Quanto avrei voluto leggere questo articolo quando stavo ancora con il mio ex: hai fatto il suo ritratto sputato, ci hai preso in tutto (tranne la violenza fisica, almeno quella...). Però, probabilmente, anche leggendolo non mi ci sarei riconosciuta, o avrei minimizzato. Purtroppo, bisogna essere pronte a cogliere questi messaggi positivi, e quando stavo con lui non lo ero. Grazie Ilaria per questi articoli: sono illuminanti, ben fatti e molto completi. Avrei una domanda, però: come detto anche da te nell'articolo, all'inizio di una relazione questi uomini non danno la minima avvisaglia sul loro essere manipolatori e maltrattanti. Quindi, come si fa a riconoscere questi soggetti? La mia paura è di ricascarci e farmi prendere di nuovo da un uomo del genere
    2
    Rispondi a Tania Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 4 mesi fa (26 maggio 2017 15:28)

      Ciao Tania, ci sono passata anch'io e sul finire il mio ex aveva anche alzato le mani. Credo sia importante chiudere al primo brutto segnale, anche piccolo, ma brutto. Il mio unico rimpianto é di non averlo fatto agli inizi, di non aver messo in atto l'intenzione di lasciarlo dopo un paio di mesi per aver ascoltato dei cattivi consigli ricevuti da gente sciocca, in un contesto malsano che, nella mia situazione di "expat" senza (allora) amici fidati vicini, e con una depressione latente, poi esplosa, é stato micidiale. Non mi dilungo, anche perché ogni storia é diversa. Comunque l'esperienza vissuta, se hai imparato la lezione e non hai, a priori, uno schema disfunzionale ancora da scardinare, ti aiuterà a chiudere rapidamente non appena il violinista dovesse cominciare a stonare. In bocca al lupo! Un abbraccio.
      5
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela

      Emanuela 4 mesi fa (26 maggio 2017 16:21)

      Ci pensavo proprio oggi e trovo che sia difficile riconoscere inizialmente i segnali, nel mio caso per esempio, i soggetti mi avevano studiata negli interessi prima di approcciarmi, quindi si erano finti in sintonia con i miei gusti, con le mie vedute di vita, con le mie passioni e altri elementi che si sono persi per strada. Forse un campanello molto forte potrei dire che è stata la fretta che comunque mi dava l'idea di fiato corto, di entrare a gamba tesa nella mia quotidianità. Quella ricordo di averla avuta chiara come sensazione che qualcosa mi puzzasse.
      2
      Rispondi a Emanuela Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 4 mesi fa (26 maggio 2017 18:14)

      Idem, Emanuela. Direi che adesso mi insospettisce l'eccessivo interesse, ovvero l'invasività in tutte le sue forme: complimenti eccessivi, troppi messaggi, troppo controllo, presenza invadente. Purtroppo se non ci si è passati si scambia tutto ciò per "passione". Ma torniamo al punto: se non ci conoscono, che cosa li appassiona così tanto di noi? Male che va, mettendo dei paletti, se il soggetto è solo irruento, si darà una calmata ... altrimenti vedrà che non c'è trippa per gatti e ciao (ovvio: sei tu che sei fredda, disturbata, odi gli uomini, eh ma mica se una volta è andata male ... e tutto il protocollo standard del lavaggio del cervello).
      2
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di max

      max 4 mesi fa (26 maggio 2017 18:39)

      Normalmente quello che appassiona dovrebbe essere semplicemente proprio la scoperta dell' altra persona...normalmente..
      2
      Rispondi a max Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 4 mesi fa (26 maggio 2017 20:26)

      Si certo, ma esiste anche il rispetto... parliamo di adulti, non di ragazzini. Insomma si nota se si tratta di autentico entusiasmo o dell'invasione della Polonia. :)))
      -1
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Tania

      Tania 4 mesi fa (27 maggio 2017 0:36)

      Grazie mille per le vostre risposte. Concordo pienamente sull'eccessiva passionalità di persone che nemmeno ti conoscono: prima quel tipo di interesse mi avrebbe lusingata, ora invece lo considero di un'invadenza esasperante. Lo considero un segno positivo, perché perlomeno significa che ho imparato e sono meno sprovveduta. Gea, guarda, da quando la storia è finita ho lavorato davvero molto su me stessa e so che ormai sono in grado di riconoscere atteggiamenti manipolatori e meschini, però ogni tanto il dubbio di poterci ricascare mi viene. Mi dispiace per il tuo vissuto, ma sono contenta che sia riuscita a rialzarti, ci vuole molta forza
      3
      Rispondi a Tania Commenta l’articolo

    • Avatar di Tania

      Tania 4 mesi fa (27 maggio 2017 0:42)

      Grazie mille per la risposta. Effettivamente, credo che all'inizio si debba essere molto "presenti" e tenere nella dovuta considerazione le proprie sensazioni. Ti dirò, ora ho imparato a riconoscere gli atteggiamenti manipolatori e prevaricanti, in seguito ad un grosso lavoro su me stessa, però ogni tanto il dubbio di non saperli riconoscere in tempo mi viene. Mi dispiace per il tuo vissuto, ma credo tu debba essere orgogliosa di te per la nuova forza che sei riuscita ad acquisire, perché non è affatto facile
      1
      Rispondi a Tania Commenta l’articolo

  7. Avatar di Lullaby

    Lullaby 4 mesi fa (30 maggio 2017 14:18)

    Ciao Ilaria, ho letto il tuo articolo perché, come dici nell'incipit, faccio parte di quel folto numero di donne che un giorno prende e digita che lui la tratta male. Chissà perché lo facciamo, io leggo forum e articoli a non finire...e mi dic che forse è lui, ma forse quella che abusa sono io...vivo in una continua dicotomia. Mi svaluta ad ogni screzio, basta una piccola cosa per essere chiamata "stupida" o "idiota". Per dirmi che una come me non la vuole nessuno, che non faccio nulla, che sono maleducata (avevo una famiglia dove si consumavano frequenti violenze di ogni tipo, genitori assenti e disfunzionali), che non mi vuole nessuno e si sta bene quando non ci sono. Normalmente io sarei scappata a gambe levate e con i miei ex sicuramente è finita per varie ragioni, ma abbiamo ancora ottimi rapporti che durano da anni, di amicizia è reciproco sostegno. Siamo giovani studenti, e abbiamo una figlia di cui mi occupo 5/7 giorni solo io. le occasioni per uscire sono pochissime chiaramente e piano piano negli anni mi sono isolata per stare ogni momento con lui. Ho amici, ma con cui indosso una maschera che fatico a togliere e che ho imparato a mettere già da bambina. Oltre a tutte le paure che sono state descritte nell'articolo, ne sento una preponderante...e se fossi io quella sbagliata? A volte esagero veramente perché alcuni suoi gesti (mollarmi in un negozio senza una parola o chiamarmi stupida per sciocchezze davanti alla bambina) perdo la pazienza dopo un po' che si discute...oppure mi ha così ben lavorata, complice il mio passato, che mi sto convincendo di questo? Ero una ragazza molto curata, sia fisicamente che intellettualmente, ora non riesco più a prendermi cura di me, non sento più la spinta. Vorrei chiedere aiuto ma ho paura di non essere presa sul serio da nessuno, purtroppo in molti casi è così...la gente poi pensa che sia forte per il mio passato e mi viene automatico recitare quella parte senza ammettere il dispiacere o il dolore...sono confusissima
    0
    Rispondi a Lullaby Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 4 mesi fa (30 maggio 2017 19:13)

      Sembra di sentire la mia storia (e di tante altre). Allontanati da questa situazione e da questa persona. Non starti a chiedere se hai tu qualcosa che non va, non sarebbe comunque una buona ragione per "meritare" maltrattamenti. Allontanati e troverai il modo di tirare fuori il meglio per te e per tua figlia. Un abbraccio.
      1
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Lullaby

      Lullaby 4 mesi fa (30 maggio 2017 20:44)

      Lo penso spesso, ma non ho mai il coraggio. Da un lato ho paura di restare sola, dall'altro ho troppa paura per fidarmi di chiunque e penso che almeno lui "lo conosco già..." è questo mi dà una specie di sicurezza. Un esempio...non viene a letto a dormire con me perché "tanto non si fa niente"...con i miei ex una frase così non è mai uscita, e non me la prendo se vuoi guardare di più la TV. Ma questa frase, mi fa sentire come se fosse colpa mia, una mia mancanza, ma come potrei mai fare qualcosa con qualcuno che nel letto con me ci viene solo per quello? Poi mi dico che sono troppo paranoica e talvolta colgo l'antifona e cedo...ma perché mi sento "mancante", come se sbagliassi qualcosa nei suoi confronti...o che non c'è mai stato entusiasmo da parte sua perché io sono "così". Le dice con leggerezza e mi dice che capisco male io, e forse è vero e allora ho davvero io qualche problema è in quel caso vorrei chiedere aiuto.
      0
      Rispondi a Lullaby Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 4 mesi fa (30 maggio 2017 21:51)

      Qui il problema non sei tu. Il problema serio è il maltrattamento. Si restare sole fa paura. Però più stai in queste condizioni, più diventa difficile cambiare le cose. Io alla fine avevo autostima ed energie sotto zero, e non riuscivo più a fare le cose più banali per me stessa. Ero una specie di ameba e per mia fortuna se ne è andato lui. Certo avevo un lavoro e la casa, ma ne siamo usciti malconci. Tu hai un lavoro? Hai una vita fuori casa? Esiste un centro d'ascolto da quelle parti? Inizia allontanandoti per frequentare altre situazioni, non ti isolare assolutamente.
      0
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

  8. Avatar di Coral

    Coral 2 mesi fa (11 luglio 2017 21:56)

    Anch'io digito questa frase su Google. Il mio ex, conosciuto sul lavoro, entrambi adulti di più di 30 anni, mi ha lasciata perchè ero troppo grassa per lui. Lui non è magro, è normale, per lui io ero obesa e si vergognava a stare con me. Diceva che se voleva che mi trattasse con rispetto dovevo dimagrire perchè lui rispetta solo chi gli piace. E alla fine mi ha lasciata. Durante la nostra storia durata un anno mi ha detto che non aveva mai tradito nè trattato male le sue fidanzate precedenti perchè loro erano magre e bellissime e quindi lui le trattava bene per ringraziarle di stare con lui, insomma mi diceva che se mi trattava male era perchè io ero grassa. Per la cronaca, porto la 42...proprio obesa vero? Da ricoverare subito e operare domattina, vero? Dopo che mi ha lasciata mi sono sentita distrutta, mi vedevo veramente obesa, avevo purtroppo cominciato a vedermi con i suoi occhi e non più con i miei. Dopo qualche anno ho scoperto per puro caso che trattava male anche le sue ex. A ognuna trovava un difetto e diceva "Non ho mai trattato male una mia fidanzata prima, ma tu non meriti che ti tratto bene perchè sei brutta". Ad una, che ho conosciuto, ha detto "Non ho mai trattato male le mie ex, ma tu porti gli occhiali, gli occhiali mi fanno schifo, quindi devo maltrattarti perchè non merito di stare con una brutta". Ad un'altra sua ex aveva fatto lo stesso discorso perchè aveva poco seno. Insomma, un vero manipolatore, direi anche misogino. Adesso per fortuna ho ritrovato l'autostima che lui mi aveva tolto.
    5
    Rispondi a Coral Commenta l’articolo

  9. Avatar di Lucia

    Lucia 1 mese fa (6 agosto 2017 12:43)

    Ciao Ilaria, ho letto questo articolo proprio cercando quelle parole "lui mi tratta male" su google. Ho 23 anni e frequentavo un ragazzo che sembrava essere perfetto all'inizio... ma c'era qualcosa di lui che non mi convinceva non sono mai riuscita a lasciarmi andare completamente. Sembrava che volesse correre troppo, diceva che io ero diversa da qualunque altra ragazza con cui era stato soprattutto per il mio essere molto "seria". Ed ecco che questo mio pregio poi è diventato un difetto per lui... neanche dopo un mese iniziano i primi litigi perché "ho la mentalità chiusa"(nato dal fatto che io non volevo restare a dormire da lui) ma lui continuava a voler stare con me perché era sicuro che sarei cambiata e il mio modo di pensare non era colpa mia ma della mia rigida educazione. Vorrei elencarti tutte le cose che seppur alcune delle quali me le abbia dette ridendo mi hanno fatto aprire gli occhi sulla sua persona ma sono tante e già le hai citate anche tu dall'aspetto fisico(sei troppo magra fino al culona) al mio carattere( sei una bambina, con te non si può fare un discorso serio). Io sono una persona molto debole e più mi rendevo conto che lui mi stava "manipolando" e più mi chiudevo in me stessa e non gli raccontavo più nulla di me. All'ennesimo insulto ho capito quanto "tossica" fosse per me questa persona che diceva di amarmi ma che nei fatti mi mortificava e mi faceva sentire sbagliata... è stato difficile aprire gli occhi e ci ho messo un po' di tempo perché ero entrata in quel circolo vizioso " lui sta con me nonostante tutti i miei difetti che riconosco di avere, dove lo trovo un altro; devo tornare ad essere la ragazza bella e intelligente che lui diceva che io fossi all'inizio"... però ecco che ora a distanza di due settimane( durante le quali la tentazione di cercarlo c'è stata per questi maledetti social che ti fanno vedere che lui ti segue e ti controlla ancora in quello che fai) mi ritrovo con questi dubbi se ho fatto bene o meno a chiudere questo rapporto... i sensi di colpa perché continuo ad averli?!
    0
    Rispondi a Lucia Commenta l’articolo

  10. Avatar di Giu

    Giu 2 mesi fa (5 agosto 2017 22:18)

    Ciao Ilaria ci ho messo un po' ad avere il coraggio di scriverti , ma ho bisogno di aiuto . Ero una imprenditrice e per motivi finanziari la mia società è collassata. Ero professionale, tenace sicura di me e questo ha attirato un uomo che mi ha sempre riconosciuto delle doti che altre non avevano . Fino a quando il mio sogno di avere un ruolo importante in azienda si è infranto e ho dovuto rimettermi a cercare lavoro. Ho perso sicurezza , stavo cercando una nuova occupazione e più percepiva le mie paure più il mio partner cercava di evitarmi. Lo amavo davvero prima che succedesse questo , non aveva occhi che per me, o almeno credo . Negli ultimi mesi ha chiesto una pausa che dura da 3 mesi . Mi ha rifiutata e umiliata. quando sparivo mi cercava e quando mi avvicinavo e chiedevo "ma non possiamo ricominciare da capo" ecco che diceva che con il lavoro avevo perso la dignità . Mi ha urlato dietro al telefono per settimane , poi gli dicevo di incontrarci per farla finire nel migliore dei modi. Uscivamo per parlare e gli facevo capire che ero stanca e preferivo chiudere e stare bene e mi esortava a ripensarci . Mi baciava appena vedeva qualcuno che mi guardava . Io allora cambiavo idea e mi domandavo se stessi distruggendo qualcosa di importante e si finiva con il salutarsi sotto casa con la voglia di darci una possibilità . Il giorno dopo spariva , lo chiamavo e mi diceva che stava per partire o che per settimane doveva uscire con amici . Ritornavamo al punto di partenza e se chiedevo spiegazioni mi diceva che avrei dovuto già capire che non mi avrebbe amato . Tutto questo finché due giorni fa gli ho chiesto il perché facesse così e mi ha urlato dietro dicendo che ero una merda perché per amore il mio orgoglio era sotto le scarpe " ti sei vista che da imprenditrice ora sei quasi a supplicare un uomo" . Sono mesi che non mangio più e non dormo . Sono mesi che faccio fatica a guardarmi allo specchio senza lacrime e mi chiedo cosa ho fatto di male . Può una donna perdere un uomo perché ha delle difficoltà economiche o di gestione dei sentimenti? Gli ho pianto davanti agli occhi e mi ha detto che le donne che piangono sono gli zerbini che nessuno vorrebbe sull'uscio di casa. Ti prego quindi chiedo un aiuto per uscirne , per capire come si possa trattare così le persone senza rispetto alcuno . cosa ho sbagliato nel mio rapporto?
    1
    Rispondi a Giu Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (6 agosto 2017 21:31)

      Considerando che ci sono donne che perdono il compagno perché si ammalano di cancro, direi che si, può essere benissimo che lui non ti voglia più perché hai dei problemi. Un conto è girare con una imprenditrice, un altro con una disoccupata depressa. Non so che giri frequenti, ma alcuni sono terribili, senza pietà. Compagni e compagne che servono da status symbol, come la barca o l'auto di lusso. Quindi occupati dei tuoi problemi e dimentica lui. Una volta si diceva che gli amici si riconoscono nel momento del bisogno.
      3
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 1 mese fa (6 agosto 2017 22:44)

      Un bell'esempio di narcisista sadico, che gioia. Cara Giu, ti chiedi cosa hai sbagliato nel rapporto. Direi che l'errore più grande è stato quello di non mandare a zappare questo gran pezzo di sterco nel momento in cui la tua situazione lavorativa si è fatta critica, per dedicarti a te stessa e alla tua realizzazione. Essendo sadico e perverso ha tratto piacere dallo stuzzicarti facendo leva sulla tua vulnerabilità per poi buttarti via come un giocattolo vecchio ma siccome è un soggetto da manuale psichiatrico, ha insistito a giocare al gatto e al topo fino ad arrivare a questo punto. Questo è uno da cui si deve girare al larghissimo, niente contatti niente chiarimenti niente spiegazioni né niente di niente. L'aiuto lo devi chiedere non per "per capire come si possa trattare così le persone senza rispetto alcuno" ma per non permettere mai più a nessuno di ridurti in polpette. Meglio mangiarle al ristorante o cucinarsele per sé, le polpette. Coraggio! ;)
      5
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di Romy

      Romy 1 mese fa (7 agosto 2017 12:16)

      Cara Giu, purtroppo hai incontrato un essere ignobile, come hanno già sottolineato le altre prima di me. Questo mentecatto è stato anche chiaro, perché ti ha offesa apertamente. Te l'ha detto senza nessuna pietà, come hai scritto tu (copio/incollo): "mi ha urlato dietro dicendo che ero una merda perché per amore il mio orgoglio era sotto le scarpe, ti sei vista che da imprenditrice ora sei quasi a supplicare un uomo". Perciò non c'è nulla da spiegare sul suo conto. Adesso non devi più concentrarti su di lui: perché ti poni domande su un individuo del genere? Perché ti chiedi "come si possa trattare così le persone senza rispetto alcuno?". Si può, eccome se si può trattare così, dal momento che molti lo fanno con estrema disinvoltura. Preso atto di questa verità, adesso devi cercare di concentrarti su te stessa per ritrovare con calma la tua serenità interiore, condizione indispensabile per ricominciare da tutti i punti di vista. Ciò presuppone chiudere tutti i contatti con questo individuo, senza cedere al desiderio di rispondere a eventuali messaggi e senza accettare patetici incontri chiarificatori, che ovviamente non servono a nulla dal momento che è già tutto molto limpido. Tieni presente che, vedendoti così insicura e incerta, costui potrebbe anche rispondere a qualche tuo messaggio, ma lo farebbe soltanto per la gioia di umiliarti ulteriormente. Vuoi regalargli questa gioia? Vuoi dargli un appiglio per farlo divertire alle tue spalle? La disoccupazione non è un marchio d'infamia, ma qualcosa che nella vita può capitare a chiunque. Però, se si hanno accanto persone ignobili, narcisisti e mentecatti, si rischia di cadere in depressione con la conseguenza di non riuscire neppure a riemergere sul piano professionale. Quindi, ecco un primo abbozzo di soluzione valido per chiunque si trovi in situazioni del genere: bisogna liberarsi completamente dalla spazzatura, cioè da tutte le persone tossiche che criticano, umiliano e offendono, e pensare a se stesse, magari facendosi aiutare sul piano psicologico da una persona esterna e qualificata. In bocca al lupo.
      4
      Rispondi a Romy Commenta l’articolo

  11. Avatar di Maddalena

    Maddalena 1 mese fa (9 agosto 2017 9:50)

    Cara Ilaria, sono tornata su questo articolo per leggerlo e rileggerlo e fissarmi bene ogni singola parola in mente! Quanto hai ragione! È da tanto che leggo il tuo blog eppure credo di non aver imparato nulla. Non ho imparato perché non sono riuscita a difendermi da un uomo che mi ha trattata male! Ho conosciuto questo tizio che non voleva storie serie, e sapendo che non era quello giusto per me, mi sono detta che mi avrebbe fatto bene vivere una storia di solo sesso e in totale libertà! Io che credevo ormai di essere una donna forte, di essere un grado gestire le emozioni, anzi l'ho fatto proprio di prosito...per vedere se ero indipendente!! Mi sono detta, per ora non frequento nessuno perché non divertirmi?....be non mi sono divertita per niente! Lui rimandava sempre gli appuntamenti e io lo giustificavo dicendo vabbe non è una storia seria, mi sentivo rifiutata, che non ero abbastanza bella, abbastanza disinibita! Lui mi scriveva spesso per chat...ma di persona quasi mai! Ho saputo solo dopo che la stessa cosa l'ha fatta con un altra donna! Io mi sentivo speciale invece, speciale a tal punto che non ho aperto gli occhi! Ora la storia è chiusa, ma il punto non è lui il punto sono io! Come ho fatto ha ritrovarmi a questo punto, come ho potuto credere che fossi tanto speciale, tanto forte! E mi ritrovo ancora più debole di prima!! Hai ragione Ilaria le persone sbagliate vanno cacciate dalla nostra vita!!! Ma io come risalgo ora??
    0
    Rispondi a Maddalena Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (9 agosto 2017 13:18)

      Non ho capito. Lui vuole una storia di solo sesso, e tu pure. Ti sentivi speciale in che senso? Lui era speciale?
      0
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di max

      max 1 mese fa (9 agosto 2017 13:42)

      su Maddalena, hai avuto un po' di sfortuna...malgrado volessi provare una storia non impegnativa, hai beccato uno sfigato che poi nel concreto...non concretizzava!...il prossimo (magari conoscilo direttamente di persona e non su una chat, così hai già un feedback maggiore) andrà meglio!
      2
      Rispondi a max Commenta l’articolo

    • Avatar di Maddalena

      Maddalena 1 mese fa (9 agosto 2017 22:02)

      È già Max...hai centrato in pieno! Magari prima di imbattermi nella prossima storia credo io debba lavorare su me stessa...Grazie. 😉
      0
      Rispondi a Maddalena Commenta l’articolo

  12. Avatar di Freedom

    Freedom 3 settimane fa (31 agosto 2017 13:25)

    Hai ragione Gretel, ho analizzato a lungo, anche in terapia, il mio imprinting relazionale. Ho avuto una madre anaffettiva, un fratello 10 anni più grande di me che mi picchiava se non facevo quello che voleva, una sorella maggiore con cui mia madre mi ha sempre messa in competizione per tutto il periodo in cui ho vissuto in famiglia (lei era la secchiona, elinquella brava, affidabile, la mia seconda mamma, la chiamava) , problemi a non finire con le donne, sempre gelose di me, dalle amiche e alle altre (purtroppo o per fortuna la natura con me è stata molto generosa), e con gli uomini per cui devo sempre cercare di far passare il mio aspetto fisico in secondo piano, la bella e intelligente non esiste. Ho ho dovuto lottare tutta la vita per conquistarmi il mio posto e soprattutto perché si apprezzassero la mia testa e le mie capacità. Il risultato è che dovunque mi sono applicata ho avuto grandi successi, riconoscimenti, ho creato un'azienda, socialmente sono sicuramente soddisfatta di quello che ho fatto senza dover dire grazie a nessuno se non a me stessa. Ho avuto un grandissimo amore che è stato il mio ex marito, ma anche lì la gelosia di una suocera onnipresente ha logorato il nostro rapporto (ricordati che prima di essere tuo marito è sempre mio figlio, e quando io lo chiamerò lui ti lascerà da sola x venire da me, queste le sue parole il giorno del nostro matrimonio). Quello comunque era un uomo vero, dolce, sensibile, corretto e coerente, ancora adesso abbiamo un ottimo rapporto e anche se lui si è risposato, so che il nostro amore si è solo trasformato, se ho necessità di qualcosa lui può essere sempre un riferimento per me. Anzi, forse avrei dovuto parlare con lui di quello che mi stava accadendo, ma sono orgogliosa e testarda, sono sempre stata abituata ad arrangiarmi da sola e non l'ho fatto. Mio padre (i miei si sono separati quando avevo 7anni e lui se ne andò in un'altra città) mi adorava ma la sua compagna era gelosa del nostro rapporto è quando avevo 17 anni gli diede l'ultimatum, o me o lei. Allucinante! Avevano un bambino piccolo, così io gli dissi di non preoccuparsi e sparii dalla sua vita, questo è uno dei grandi rimorsi e rimpianti che ho, perché lui mori pochi anni dopo di infarto e io non l'avevo più visto. Quindi si, ho avuto una vita difficile, una costante negazione degli affetti e so bene quello che faccio è cercare una figura che mi protegga e poi, vedendo le ultime storie, vado a finire con degli stronzi che sono apparentemente forti ma che poi si dimostrano persone superficiali ed inconsistenti. Ma una relazione come questa con Psyco (lo chiamo così) mai, mai nel mio passato e mai più nel mio futuro. Stanotte ero presa da mille pensieri, avrò preso sonno verso le sei, continuavo a pensare che forse ho un caratteraccio. Forse sono davvero intollerante, forse è colpa mia. Poi rileggendo i miei appunti, le cattiverie continue che mi faceva, mi davo della scema da sola, ma come posso solo avere dei dubbi? Quell'amore di cui parla quel mostro non è amore, mi ha usata, mi ha fatto soffrire le pene dell'inferno, stupida io che gliel'ho permesso, mi chiedeva continuamente di fargli regali, andavamo a cena fuori e dividevamo x due la spesa anche se io mangiavo come uno scricciolo e lui tra vino o birre e cibo spendeva quattro volte quanto me, gli parlavo e si girava dall'altra parte senza nemmeno degnarmi di uno sguardo, se anche stavo male voleva s****are e quando. I negavo mi copriva di insulti, era arrogante, prepotente, maleducato, mi viene il vomito a pensare che pessima persona fosse, e io mi facevo in quattro per lui, per rubargli un sorriso. Si era una situazione da vittima, hai ragione, e mi piaceva di un piacere malsano, sai perché? Perché dopo che mi aveva urlato le sue cattiverie con quella forza devastante per cui io mi tappavo le orecchie e piangevo come una bambina nella sua totale indifferenza, poi mi abbracciava, mi perdonava (anche se io non avevo fatto nulla e non c'era niente da perdonare) e finalmente mi sembrava di ricevere amore. Un meccanismo malato e perverso che finalmente si è inceppato perché ora lo vedo chiaramente. Ho letto tanto in materia, ho fatto terapia, e scrivo, scrivo fiumi di appunti catartici, ho grazie a Dio tante persone che mi vogliono bene davvero che mi stanno circondando di attenzioni e non mi fanno sentire sola, mi ripetono da mesi che dovevo andarmene e ora che l'ho fatto mi sento più forte, anche se ancora, come è normale, ogni tanto vacillo, ma passerà. Quando ho conosciuto Psyco, alle sue prime sfuriate, stringevo i pugni appena alzava la voce perché mi ricordava mio fratello quando gridava e poi mi picchiava. Io non potevo proprio sentire urlare, nemmeno guardando un film. Dopo aver convissuto tutto questo tempo con un bastardo simile, aver subito stupidamente quelle angherie, ho creato una sorta di autoprotezione, alla fine alle sue urla mi ribellavo e ho cominciato a difendermi, io che non grido mai e ho sempre toni pacati, ho messo la mia armatura e oggi non mi fa più quell'effetto. Questa è l'unica cosa forse positiva, insieme al fatto che nessuno, mai più, si dovrà permettere di mancarmi di rispetto. Al primo segnale giro i tacchi e me ne vado. Ora devo riprendere i miei ritmi, la mia palestra, il cinema, i libri, vedere i miei amici, tutte cose che avevo abbandonato per stare con lui. Ma sono davvero libera. Quello "spero" l'ho scritto per scaramanzia perché lo so che stavolta non posso tornare indietro, ormai lo vedo per quello schifo di individuo che è. Mi cercherà ancora finché non troverà la prossima vittima, ma non mi importa più. Vorrei che soffrisse, almeno la metà di quanto ho sofferto io, ma questi "esseri" non soffrono perché il cuore non ce l'hanno. Alla fine nessuna vendetta, non mi interessa, significherebbe continuare a pensare a lui, deve solo sparire dal mio mondo è tornare nel suo, fatto di bugie e di inganni, di cattiveria è illusione. Io ora vivo la mia vita e voglio continuare a credere che l'amore esiste e ha il volto di o che sorride e ti porge un fiore.
    5
    Rispondi a Freedom Commenta l’articolo

    • Avatar di Stellina3

      Stellina3 3 settimane fa (31 agosto 2017 23:00)

      Ciao Freedom. Io non so perché, alle volte, si accettano situazioni inaccettabili ed estreme. Ho avuto esperienza con un uomo che anch'io chiamavo psyco. Ci sono uscita solo 1 mese e mezzo e poi ho chiuso la storia ma c'è voluto un anno per togliermelo realmente di torno. Complice un suo infortunio che non lo fece uscire per un po' e un nuovo fidanzamento, con nuova vittima. Io sono figlia unica. I miei sono sempre stati insieme ho avuto comunque tanto amore. Sicuramente il passato incide ma anch'io, nonostante avessi avuto una bella famiglia e un bel passato ci sono cascata seppur per poco tempo. Sai, all'epoca vivevo con mia mamma. Dopo che l'ho lasciato e me lo trovavo nei vari locali che frequentavo quando tornavo a casa guardavo mia mamma dormire e pensavo che avevo paura che potesse farmi del male o far del male a lei. Alle volte vedevo la sua immagine sulle scale di quando mi faceva le imboscate vestito di tutto punto. Freedom, pensa a te stessa in primis e Alle persone veramente importanti per te come tuo figlio. Non tornare mai indietro anche se sarà difficile, il mio psyco non si arrendeva e sembrava un cane bastonato. Io avevo 26 anni e ce l'ho fatta. Mai più nessuno mi tratterà male. E non ho passato neanche la metà della metà di quello che hai passato tu. Hai tante persone che ti vogliono bene intorno. Chiedi aiuto ma non tornare indietro mai. Un abbraccio
      1
      Rispondi a Stellina3 Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (1 settembre 2017 1:40)

      @Freedom. Grazie per aver dedicato del tempo a rispondermi. Conosco bene i meccanismi che stanno alla base di cose simili e i dettagli, per quanto cruenti e raccapriccianti, non mi stupiscono. Non mi piace dirti "povera" o darti una pacca sulla spalla perché hai troppa dignità per averne bisogno. Ripeto, come ho scritto più sopra: proteggiti. Dagli stronzi, dal tuo passato, dai bisogni della tua bambina interiore ferita che spera quel che non può arrivare. Esattamente come faresti se dovessi dare un consiglio a un'amica, una sorella, una figlia. Con le persone cui si vuol bene non si è sempre "permissivi" e ciò accade proprio perché si desidera il loro bene: non permetterti più di scivolare in un piacere (!) miope e perverso condito dall'illusione data dalla tua speranza di avere un abbraccio da chi ti alza le mani e da chi ti nega amore. È dura riconoscere l'amore negato, ma è impossibile ricevere da chi tratta male che sia un compagno o un familiare. Vittima-carnefice-salvatore: è uno dei meccanismi relazionali più voraci di autostima, vita, tempo, serenità, energia. Se lo vedi, quel meccanismo, lo depotenzi, anche se non pienamente, non fin da subito. Sarà molto dura (non potrai farlo unicamente da sola, chiedi assolutamente supporto, isituzionale e non, come ho già scritto) ma...ti disintossicherai. :) Il primo passo è smettere di pensare al fatto che tu non hai colpe nei confronti di alcuno, ma solo responsabilità nei confronti di te stessa. Il senso di colpa ti immobilizza e ti cristallizza in uno stato vittimizzante, la presa di responsabilità ti fa battere il pugno sul tavolo e dire "adesso basta". p.s. Anche io penso di avere un caratteraccio, ma non penso assolutamente di meritarmi uno psyco accanto :)
      0
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

  13. Avatar di Freedom

    Freedom 3 settimane fa (31 agosto 2017 4:51)

    Anche io sono arrivat a questa pagina scrivendo lui mi tratta male, come tante di noi. Ieri ho chiuso, questa volta spero per sempre, con un narcisista perverso al quale x un anno e mezzo ho permesso di usarmi e rovinarmi la vita. Dopo i primi tre mesi di passione travolgente negli quali lui era galante, divertente, presente (dopo nemmeno due mesi siamo passati addirittura alla convivenza, cosa che non avrei mai fatto con nessuno!) piano piano ha iniziato ad arrabbiarsi in modo violento per nulla. Avrei dovuto andarmene alla prima risposta cattiva e violenta, in effetti l'ho fatto ma subito mi ha chiesto scusa, mi ha portata a cena al mare e ci sono ricascata. Da lì una escalation di comportamenti sempre piu aggressivi, e io, stupida, gliele facevo passare tutte. Litigavamo, me ne andavo e poi lui era bravissimo a convincermi che mi amava e non sarebbe più accaduto. Rileggo il mio diario e mi sento una stupida, il copione è sempre stato lo stesso e io ogni volta perdonavo e glimriaprivo il mio cuore sanguinante sperando che proprio lui, il mio carnefice, ne facesse guarire le ferite. Siamo andati in vacanza in Messico, dopo giorni di litigate feroci, ma come sempre è stato un incubo. La seconda sera si è arrabbiato per una sciocchezza e ha cominciato a darmi della tr..a, cosa che faceva sempre appena si alterava. Gli ho risposto che t... lo era sua. Dare (che, mi spiace, non c'è più). Mi ha mollato una sberla sulla coscia con tutta la sua forza, urlando come un pazzo tanto da farci chiamare dalla reception dell'hotel perché stavamo disturbando i clienti (erano le due di notte). Poi si è calmato, quando è tornato a letto gli ho detto che non accetto epiteti del genere e che non doveva più permettersi di mettermi le mani addosso. Non l'avessi mai detto! Ha ricominciato a urlare che se me lo dice è proprio perché io sono una tr..a e gli ho risposto istintivamente come prima. Aveva in mano il telecomando della TV, mi ha dato una botta sulla natica ancora una volta fortissimo, tanto che mi sono uscite subito delle bolle, poi si è alzato è andato in bagno continuando a gridare. Avevo già preparato la valigia, quindi senza dire nulla me ne sono andata via, ho trascorso la notte su una poltroncina in Reception e all'alba ho preso un traghetto per un'isola lì vicino. Lui mi chiamava e quando il telefono gli si è scaricato finalmente ho trovato il silenzio. Arrivata sull'isola una sua amica, nonché sua ex, mi chiama dicendomi che lui è preoccupato X me, le spiego cosa è successo e che non voglio più vederlo. Dopo qualche ora lui ricomincia a massaggiarmi che mi ama, che vuole sposarmi, che senza di me non vive, le solite promesse del cavolo, e io, ancora una volta cedo e gli dico dove mi trovo affinché mi possa raggiungere. La,pace è durata un giorno, dopodiché ha ricominciato il solito maltrattamento, X ogni piccola cosa. Per cosa mangio, x cosa dico, x come mi vesto, alternato a momenti in cui mi abbraccia, mi bacia, vuole fare sesso. Già perché l'amore poi è per i ragazzini, lui fa sesso solo come piace a lui e di quello che desidero io, dei baci, delle carezze, non gli interessa nulla. Comunque abbiamo passato 15 giorni da dimenticare, l'ultimo addirittura mi insultava urlando perché avevo mai di testa e vomitavo (cosa che spesso mi capita quando ho il ciclo) ed ero "fracica", un rottame, e giù parolacce a non finire. Siamo tornati pochi giorni fa, 16 ore di viaggio in cui avremo parlato forse due minuti e mi sono vista 4 film. La sola cosa che mi ha detto, quando mi sono scese su lacrimone vedendo un film romantico, è che sono una str..za a commuovermi x quelle stupidate d'amore. Tornati ognuno a casa propria, è quasi sparito X due giorni, ha dormito tutto il tempo, poi ieri ci siamo visti, gli ho detto che volevo parlargli, mi sono seduta in cucina mentre era impegnato a riporre la spesa appena fatta. Gli ho detto che non aveva senso continuare una storia che non mi faceva stare bene e lui, senza nemmenomgirarsi mi ha risposto "ok, tanto io a te non ti calcolo proprio". Perfetto, me ne sono andata. Mi ha mandato sms di insulti, poi mi chiedeva di tornare da lui per parlare, ancora una volta parlare del niente. Gli ho scritto una lunga email, un atto dovuto, forse più per mettermi l'anima in pace che x lui, dove tentavo,di spiegargli che mi dispiaceva, che le avevo provate tutte ma con un cafone così aggressivo non potevo più continuare, che ho io voglio un uomo che mi protegga e un amore che non mi distrugga ma mi renda felice. Mi ha risposto che non avrebbe mai letto la mia mail di m..., che è tutta colpa mia, che lui si comportava così perché sono io quella aggressiva, insomma di tutto e di più, cercando di farmi sentire come se fossi io quella sbagliata. E poi di nuovo mi dice che mi ama e mi chiede di tornare da lui. Non gli ho risposto, mi dispiace da morire e nemmeno capisco il perché. Cosa dovrebbe mancarmi? Perché ho questo senso di vuoto, sono quasi le 5 e non riesco a darmi pace? Diversi miei amici mi stanno vicino, lui non piaceva a nessuno di loro, in realtà non piaceva a prescindere, non rispettava mai la gente è stava sulle scatole appena iniziava ad aprire bocca. Ma cosa ci avrò visto di così speciale x buttare via un anno e mezzo della mia vita? Perché mi manca? Ho una paura fottuta di restare sola, mi mancano le sue mani, poi ripenso al bastardo che era e rinsavisco. Ma quanto è difficile, mi sembra di impazzire, sarei tentata di tornare da lui, ma sarebbe un suicidio.
    1
    Rispondi a Freedom Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (31 agosto 2017 9:13)

      Freedom (libertà?!), gli stronzi hanno, dispiace doverlo dire, diritto di esistere. Ed agiscono perché trovano persone che si crogiolano nel loro ruolo di povere vittime, come te, che provi piacere (sì, ho scritto: provi piacere) nel fare la vittima. Io mi concentrerei su questo: su come funzioni tu che ti incastri a meraviglia con questo rimasuglio di società psicotico e schizoide. Qual è la tua storia familiare? Qual è il tuo imprinting relazionale e quali sono le tue mappe emotive? Soffermati sulle tue parole "ieri ho chiuso, questa volta spero per sempre". Spero? Ma sei tu che decidi della tua vita o Papa Pio? Speri cosa? Che non ti monti la voglia di farti la dose? Perché se tu speri che lui cambi, perdona, ma svegliati perché non sei più una bambina? Ti mancano le sue mani? Che, è l'unico Homo Sapiens (?) ad avere le mani su questo pianeta? Perdona la durezza, ma quando vedo situazioni del genere mi pare di vedere gente dipendente da delle droghe. Pensa a perché tu funzioni così e risolvila quanto prima: trovati un buon terapeuta, possibilmente analista, che ti dica come funzioni e perché e poi sarai tu a trivare il come per uscire da 'sto modo pazzesco di comportarti. Perché rischi di trovarne un altro. Amputa l'arto in cancrena e smettila di fare queste sceneggiate; non voglio pensare che conviviate ancora: se è così vattene ora. Valuta se, attraverso un avvocato fargli recapitare una diffida, tenendo ben presente che il reato di stalking implica misure effettive da subito, avvisa i tuoi amici, specialmente i più robusti e cerca di non metterti in situazioni in cui potrebbe farti del male o peggio. "Un uomo che ti protegga"...SEI TU CHE TI PROTEGGI, TU E SOLO TU.
      4
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 3 settimane fa (31 agosto 2017 10:23)

      @Gretel, non ho letto in nessun punto del messaggio di Freedom una sorta di autocompiacimento nell'essere la vittima della situazione. Vittima lo è, però. Deve comprendere di essere vittima di una persona con problemi che lei non può risolvere e soprattutto che non hanno modo di risolversi per magia. Comprendo perfettamente la sua incredulità nel cambio di registro del signore, perché forse non lo sai, ma queste persone sono davvero molto coinvolgenti e "perfette" nella fase iniziale, salvo poi lasciare sgomenti quando dopo averti dato l'impressione di grande intelligenza unita a notevole empatia, ti massacrano in ogni punto. Ciò che oggi è necessario per lei è evitare di fornire qualsiasi tipo di spiegazione al signore, evitare qualsiasi risposta e soprattutto evitare di mettersi nelle condizioni di essere ricercata. Con il tempo verrà lo sguardo d'insieme su quello che ha vissuto e potrà riconoscerne i segnali in futuro. Qui lo si è scritto più volte: guardarsi bene da chi ha fretta di concludere, da chi lancia subito fuochi d'artificio e promesse d'amore eterno e a basso costo. Se è troppo bello per essere vero è perché non è vero. Non c'è altro da indagare e le cose vanno semplificate nella vita e non rese più tortuose e complesse tramite sondaggi, analisi infinite ed estenuanti. Il perché lei abbia accettato questo signore sta nella dose massiccia di romanticismo, affetto e sogni che le ha saputo vendere nella fase iniziale, evidentemente lei ne era carente e non le è sembrato vero poter avere tanto tra le mani. Riconoscere i propri limiti però non aiuta sempre a riconoscere le virtù degli altri. Stia qui, legga i numerosi articoli e imparerà a darsi dei punti fermi tra ciò che può andar bene e ciò che è tossico. Eviterei toni aggressivi verso una persona che di violenza ne ha già ricevuta in abbondanza e vive in altrettanti sensi di colpa.
      10
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di marie

      marie 3 settimane fa (31 agosto 2017 13:59)

      Concordo completamente con @EmanuelaT (che ringrazio davvero di cuore per questa risposta, da leggere e rileggere!). Cara @Freedom il primo passo (e il più complicato) è proprio chiudere qualsiasi contatto con questo pessimo-pessimo-pessimo soggetto e fare in modo che lui non abbia nessun canale per ricontattarti. Non chiederti perché o per come (che tanto non sono importanti), chiudi semplicemente ogni contatto e pensa unicamente a come prenderti cura di te. L'unico "perché" che conta qui è che tu devi stare bene. E ogni singola volta ti viene anche solo la tentazione di dedicargli un millesimo di secondo (non dico ogni secondo in cui ti manca, perchè lui NON ti manca, ti manca l'idea inesistente che hai di lui, ma NON ESISTE appunto, è un'idea, esiste solo la bestia che non vuoi rivedere - cerca di ricordartelo sempre, anche se non è piacevole), dicevo, ogni volta che tendi a dedicargli un millesimo di secondo focalizzati sul tuo unico obiettivo: stare bene, che implica anche come primo passo lo stare lontana da chi te lo impedisce e ti fa del male. Questo soggetto di fa del male, è l'unica certezza che devi avere. Tu devi occuparti di star bene e devi proteggerti, questo l'unico obiettivo a cui mirare. Su questo sii dura e ferma con te stessa, tieniti in mente questi due principi base e da lì riguadagna lo spazio sicuro per lavorare su di te. Sarà un processo lungo, di ricostruzione (e di smontaggio delle fragilità che ti porti dentro) ma TI ASSICURO (per provata esperienza) che ne escerai mille volte più forti. Un abbraccio e forza, non sei sola, stai qui e leggi Ilaria e il blog, e ricordati che devi solo scegliere di vivere davvero!
      9
      Rispondi a marie Commenta l’articolo

    • Avatar di freedom

      freedom 3 settimane fa (31 agosto 2017 17:57)

      E' appena venuto qui a prendere una cosa che mi ero scordata di dargli, ho fatto rispondere al citofono a mio figlio facendogli dire che non c'ero. Ha preso la sua valigia e se n'è andato, senza chiedere come stessi, senza batter ciglio. Ora ho una tachicardia pazzesca, rileggo i vostri post e cerco di riprendere forza. E' vero, l'uomo che amo non esiste, questo me lo dovrei tatuare a fuoco sulla fronte oltre che nel cuore. Vi ringrazio per le vostre parole, davvero.
      3
      Rispondi a freedom Commenta l’articolo

    • Avatar di max

      max 3 settimane fa (31 agosto 2017 20:32)

      Freedom hai fatto un grande sforzo!...continua cosi e riprenditi la tua integrità di donna e di persona, goditi tuo figlio e vedrai che arriverà un uomo vero che ti amerà come meriti!
      2
      Rispondi a max Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (31 agosto 2017 21:03)

      @Emanuela. La durezza è una cosa. L'aggressività un'altra. Se pensi che il mio messaggio sia aggressivo non hai colto il senso (oppure non l'hai voluto cogliere). Ho parlato di chiudere immediatamente e proteggersi, con la nota necessaria di approfondire il perché per più di un anno ha tollerato i comportamento del pazzo tornando sempre da lui (perché questo è un fatto). Noi andiamo sempre verso il piacere, anche quando ci facciamo male. Non dovrebbe essere uno sforzo lasciare uno stronzo mentre in questo caso lo è: sembra debba rinunciare a una cosa bella e non a un mostro squilibrato. Pare, da quello che qui si legge, che l'individuo sia stato cortese i soli primi tre mesi (cosa da verificare effettivamente visto che trattava male gli altri) ma qui parliamo di una relazione di un anno e mezzo per cui stiamo riferendoci a uno che si comporta male (questo non è male questo è scompensato forte) da più di un anno. Ed è necessario chiedersi perché si sta con un coso del genere, per il proprio bene. In criminologia esiste una branca che si chiama vittimologia e studia i comportamenti di chi dà al reo le vie per agire. Vorrei con questo - e mi auguro di non essere fraintesa perché il punto qui non è lisciare una persona adulta che soffre ma levarsi da torno gli stronzi e la gente pericolosa (sic! questo è uno psicotico con tratti schizoidi) - passasse il concetto di responsabilità e non di colpa (responsabilità = abilità a rispondere). Lei è responsabile - ognuno è responsabile di sé stesso - e dire "spero che sia finita" fa tenere a lui il "coltello dalla parte del manico" quando lei non ha semplicemente nulla da sperare, ma solo da agire la sua potenzialità di persona adulta. Questo allontana gli psycho automaticamente.
      2
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 3 settimane fa (31 agosto 2017 21:33)

      @Gretel, che durezza e aggressività siano due cose distinte lo so e il tuo messaggio mi è parso aggressivo, prova ne è che Freedom, presa dai sensi di colpa, è corsa a giustificarsi con un papiro sulla sua vita che trasudava ansia ad ogni rigo. Hai utilizzato, nel tuo intervento, un registro che non mi piace. E l'alternativa non è lisciare il pelo, qui nessuno lo ha fatto, ma esporre le proprie opinioni in un formato differente da quello ben conosciuto da freedom, perché lei inizi a comprendere che dialoghi e relazioni sane possono esistere senza passare da violenza o manipolazione.
      2
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di max

      max 3 settimane fa (1 settembre 2017 1:44)

      @gretel: In questo caso concordo con Emanuela (con la quale mi ero anche confrontato perché non ci erano piaciute alcune cose scritte di entrambi)...a mio avviso sei stata troppi dura e netta (se non leggevo il tuo nick avrei pensato fosse Ilaria a scrivere!), e sinceramente (dato che non sei ilaria) non ne capisco il motivo...cioè sicuramente è un discorso che ti tocca, ma qua se ti rileggi, sembri un avvocato che sta facendo un interrogatorio ad una povera ragazza (estremizzando eh)...e poi ok che è uno stronzo pezzo di merda, mezza tacca tossica e nefasta che è meglio che freedom cancelli subito dalla sua vita, ma chi siamo noi per uscircene con "psicotico con tratti schizoidi"?....voglio dire, è sicuramente un uomo di merda, ma dare diagnosi cliniche solo sulla base di quello che si legge qua, ce ne vuole....e non spetta a noi....ho preso spunto qua, ma potevo citare decine di interventi di lettrici che sull' onda dei commenti (o sull'onda della prima risposta di ilaria) ci vanno giù con l' accetta
      -1
      Rispondi a max Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (1 settembre 2017 12:00)

      @max. Semmai, se vogliamo estremizzare, mi sento l'avvocato della ragazza che le sta facendo delle domande per aiutarla (se ha scritto qua sta chiedendo aiuto). Sì, sono in qualche coinvolta perché ho visto diversi casi simili (conosco una ragazza che ha cambiato nome e residenza dopo essersi nascosta da un pazzo e anni di atti di autolesionismo pesante) ed è inaccettabile vedere una persona adulta, mamma e di successo nel proprio lavoro, abbiamo scoperto, vittima di uno psicotico (mi pare evidente lo sia, a meno di non trattarsi di una nevrosi piuttosto greve insieme all'alternanza di "troia" e di "ti amo" con mani alzate all'occorrenza...squilibrato lo è certamente) quando potrebbe liberarsi, cosa che sta facendo e mi auguro continui a farlo con costanza e perseveranza senza ricadere in un momento di debolezza fra qualche settimana, perché bisogna essere coscienti che questo rischio può esistere. Il pensiero "mi mancano le sue mani" non deve più attraversarle la testa. Sono stata dura e netta perché per svegliarsi serve e per smascherare pensieri che inquinano la mente e che si sa essere assurdi ma che si fanno comunque in modo ossessivo. Pulire a fondo le piaghe può essere doloroso, ma, prima di suturare, è l'unica.
      1
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (1 settembre 2017 2:40)

      @Emanuela. No, Freedom non è corsa a giustificarsi scrivendo un papiro pieno di ansia. Freedom ha risposto, peraltro intelligentemente e lucidamente seppur con qualche dubbio, alle mie domande in alcuni casi (volutamente) provocatorie, proprio perché potesse esercitarsi nel vedere l'assurdità di certi suoi comportamenti lesivi della sua persona. L'aggressivo qui è un altro, evitiamo confusioni (l'ultima frase su violenza e manipolazione fingo di non averla letta come illazione del tutto arbitraria). Che Freedom debba allontanarsi dall'energumeno è assodato: capire i propri schemi e cancellare uno stronzo non sono due azioni che si escludono vicendevolmente. L'ho scritto pure nel mio primo messaggio, dando anche suggerimenti concreti, messaggio che però è stato letto parzialmente (e in cui, fra l'altro , in cui riconoscevo la durezza del mio intervento). Ma a me importa davvero che Freedom l'abbia compreso. Non scrivo per esser popolare, ma per dare suggerimenti a mio parere utili utilizzando una forma che reputo altrettanto utile.
      2
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (1 settembre 2017 10:46)

      Gretel, non mi pare proprio che la frase su violenza e manipolazione fosse rivolta a te. Valuta di rileggere con calma :)
      4
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (1 settembre 2017 11:29)

      L'ho ribadito diverse volte che esiste una differenza fondamentale fra colpa e responsabilità (proprio perché la tendenza è quella a creare colpe) ed è questa differenza che è fondamentale da comprendere. La vittimologia esiste proprio come strumento preventivo di presa di coscienza per autoproteggersi. Se tu smetti di comportarti da vittima, il carnefice comincia a girarti al largo perché non fai più il suo gioco, fai perdere di potenza la dinamica. Con questo non voglio dire che sei al riparo (tanto è che ho parlato di diffida, stalking, supporto delle amicizie). Ripeto: gli stronzi esistono (potessimo eliminarli, ma non si può) e capire che siamo noi sole a proteggerci e ad essere responsabili del nostro spazio vitale è centrale. Se lei comprende che questa cosa sta nelle sue mani (altroché colpevolizzazione, io la chiamo responsabilizzazione) la sua strada è in discesa. Ma se vogliamo dire che io con ciò desidero farla sentire colpevole e non depositaria di una responsabilità che nessuno le può togliere, è un chiaro fraintendimento.
      0
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (1 settembre 2017 11:47)

      Gretel, ti esprimi con affermazioni apodittiche, che hanno anche un valore di verità e non c'entrano con la questione, semplicemente perché i tempi non sono ancora maturi e non è questo il modo migliore per aiutare una persona che si trova nella situazione di Freedom. La distinzione tra responsabilità e colpa è chiara, ne parlo ben spesso anch'io ma in questo contesto rischia di essere fraintesa e inutile. La mia interpretazione di quanto ha vissuto Freedom è che lei è stata vittima (eh, sì, è stata vittima al 100%, non si discute, perché gli imbroglioni esistono e si può essere imbrogliati) di un perverso narcisista. Quindi è stata ingannata e maltrattata. E questo è un punto. Il secondo punto è che questo inganno e maltrattamento (tra l'altro con caratteristiche molto peculiari che fanno sì che la vittima sperimenti degli aspetti molto tipici di annientamento dell'autostima, della capacità di scelta, del senso critico etc etc e un trauma pesante) hanno avuto delle conseguenze che in soldoni si traducono in una fragilità psicologica. Quindi in questa fase è inutile se non per dire dannoso chiedere alla persona coinvolta di fare degli sforzi che lei difficilmente è in grado di fare per adesso. Freedom è a un buon punto di consapevolezza, ora deve avere cura di sé in modo da riprendersi. Il primo passo da fare è distaccarsi completamente da questo personaggio e riprendere uno stile di vita sano dal punto di vista materiale (mangiare bene, dormire, fare attività fisica, impegnarsi in attività lavorative nei limiti delle energie a disposizione) ed emotivo (stare con persone amorevoli e rispettose, comprensive, dedicarsi ad attività ricreative non stressanti, operare piccoli cambiamenti in positivo). Quando le energie emotive saranno recuperate, con il tempo, si reinterpreterà quanto vissuto. L'analisi non serve proprio a niente, anzi rischia di fare dei danni. Mi sento molto vicina a Freedom e sono estremamente solidale con lei.
      10
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (1 settembre 2017 12:10)

      @Ilaria. Certamente. Abbiamo due visioni diverse dell'approcciare il problema, cioè su quando debba inserirsi l'analisi, naturalmente con intenti positivi. Siamo tutti solidali con lei, credo che questo sia assolutamente insindacabile.
      2
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (1 settembre 2017 12:29)

      @Gretel, mi permetto di dire che forse si è creata un po' di confusione. La vittima, per quanto ne so, colpevolizza gli altri, non se stessa. Sentirsi vittima di qualcuno significa puntare il dito contro terzi, evitando di assumersi le proprie responsabilità. Qui credo che si tratti di ben altro... Se Freedom avesse realmente compreso di essere la vittima di questo individuo, non lo avrebbe perdonato e non sarebbe tornata da lui. Evidentemente si è sentita in colpa nei suoi confronti, quindi ora secondo me (come ha ben esplicato Ilaria) non ha senso parlare di responsabilità o di colpe. Penso che Freedom si sia sentita già abbastanza colpevole, fin troppo, direi.
      0
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (1 settembre 2017 16:36)

      Un delle caratteristiche della vittima, Emilia, è che si colpevolizza.
      1
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (1 settembre 2017 17:04)

      Sì, infatti è quello che ho detto. Secondo me Freedom si è colpevolizzata abbastanza, nonostante lei fosse la vittima che subiva. Di solito, però, in un rapporto in cui si riconoscono i "ruoli" (vittima-carnefice), la vittima colpevolizza l'altro. Non so se riesco a spiegarmi...
      0
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (1 settembre 2017 17:27)

      Riesci a spiegarti e in realtà la questione è un po' più complessa.
      0
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (1 settembre 2017 17:46)

      Lo capisco assolutamente, perciò non voglio approfondire ulteriormente. Poi, è difficile argomentare tematiche così delicate. Volevo soltanto dire a Gretel che secondo me sbaglia quando afferma: "Se tu smetti di comportarti da vittima...". Una vittima, se sa veramente di esserlo e sa di essere in pericolo, non colpevolizza se stessa. E non credo che questo sia il caso di Freedom, da quanto sono riuscita ad evincere. In ogni caso, spero che lei riesca a riprendersi al più presto.
      0
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 3 settimane fa (1 settembre 2017 12:25)

      @Gretel, come anticipato da Ilaria, che ringrazio, non avrei potuto sostenere che il tuo intento fosse manipolatorio, né lo penso, come intuisco che non volessi usare violenza e renderti superiore a qualcuno o popolare. Sono intervenuta perché, per mia esperienza, so che un certo tipo di approccio può scatenare sentimenti diversi da quelli che sicuramente è nel tuo intento risvegliare. Può generare appunto un senso di colpa. Freedom deve imparare a muoversi in modo che le sue decisioni siano prese perché lei stia meglio, non perché deve svolgere bene il compito per non scatenare la reazione di Gretel ( o chi per lei ) che non gliela manderebbe a dire. Non deve preoccuparsi di compiacere nessuno qui dentro, né raccontarsi in modo così intimo per giustificarsi. Non voglio rimproverarti, ma solo farti notare che un determinato approccio può non ottenere il fine che ti prefiggi. Ipotizza di andare dal medico perché hai preso un malanno, è normale che il medico ti spieghi cosa è accaduto e perché ( in modo da non ripetere il malessere ) e ti dia una cura ( libero poi di seguirla o meno e ci sta che al tuo vederti tornare alla terza volta per lo stesso motivo inizi a parlarti in modo più fermo ) E' antipatico ( ma succede ) che il medico, invece, esprima giudizi colpevolizzanti perché nella sue testa è convinto che il paziente vada trattato in quel modo perché non ripeta l'errore. Che poi è anche quello che fa il genitore ( sbagliando ) quando il bambino cade e si fa male, o ha un problema a scuola o con gli amici. Sei convinta che un approccio differente equivalga a lisciare il pelo e non al contrario a dare autonomia ?
      2
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 3 settimane fa (31 agosto 2017 21:42)

      In questo momento, è meglio che Freedom non si interroghi troppo su di se, e usi le sue energie per allontanarsi da questa situazione. Ho visto tante donne "riagganciate" in virtù di questo lavoro di messa in discussione. Si pensa: ho fatto questo, ho sbagliato in questo, quindi le cose possono cambiare o addirittura vado a chiedere scusa!!! Arriverà anche il momento di guardarsi dentro per capire quali schemi disfunzionali si sono messi in atto, ma più in là. Nel mio percorso, per la verità, sono state prima sviluppate le capacità di autoprotezione. Già così, si vede molto degli schemi disfunzionali. Ma mettersi in discussione troppo presto penso sia controproducente.
      3
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (31 agosto 2017 22:14)

      Anche secondo me ora è troppo presto per comprendere tutto. Sono convinta che Freedom sa di aver fatto la cosa migliore per se stessa, ha solo bisogno dei suoi tempi per acquisire la piena consapevolezza della sua scelta.
      0
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 3 settimane fa (1 settembre 2017 7:07)

      @Anna, concordo pienamente. Bisogna semplificare. Alla fin fine ti rendi conto che per uscire dal pantano basta applicare poche regole base che qui sono ripetute fino alla nausea. Quando si prende la situazione in mano e si decide autonomamente rifiutando situazioni poco gradevoli, ci si sente più forti e pian piano la matassa si sbroglia. Riaggomitolarsi sul passato in continuazione non serve a nulla, se non ad arricchire eventuali analisti.
      2
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 3 settimane fa (1 settembre 2017 16:40)

      @Emanuela T: A volte, per modificare gli schemi, sul passato bisogna tornare. Non nell'immediatezza, però. D'altra parte, è probabilmente vero che non tutte le vittime sono "vittime" in conseguenza di loro propri schemi disfunzionali in senso stretto, visto che l'educazione sentimentale femminile "standard", quella normale (principe azzurro, cenerentola, brava bambina, ecc), facilita non poco la vita a irresponsabili, truffatori e psycho.
      0
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (31 agosto 2017 22:06)

      "In criminologia esiste una branca che si chiama vittimologia e studia i comportamenti di chi dà al reo le vie per agire". Mmmm... Gretel, passa proprio ciò che non vorresti.
      3
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (1 settembre 2017 2:08)

      @Emilia. Cosa passerebbe nella fattispecie dell'estrapolazione di una frase decontestualizzata?
      0
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (1 settembre 2017 11:03)

      Ti rispondo io Gretel: colpevolizzazione.
      2
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (1 settembre 2017 11:06)

      Ho letto tutto il tuo messaggio e ho copiato e incollato solo la frase secondo me più saliente, se non altro perché subito dopo ti auguri che il senso di quello che affermi non venga frainteso.
      0
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 3 settimane fa (31 agosto 2017 11:11)

      A latere. Mi fai venire in mente, parlando di vacanze, che, nel mio caso, doveva rovinare tutti i momenti che potevano essere in teoria belli, o sereni o tranquilli. Ad un certo punto, la mia vita oscillava fra la noia e la disperazione, con picchi di rabbia, senza rifiato. Endorfine sotto zero, autostima sotto zero non solo per il suo comportamento ma anche per il mio (rabbia, reazioni inconsulte, oppure apatia). Ora inizio a dimenticare, ma leggere queste cose e ripensarci mi fa apprezzare la vita momento per momento. Sto serena, nessuno mi minaccia, nessuno mi impedisce di fare quello che voglio, nessuno mi tarpa, nessuno interferisce intenzionalmente con il mio stato emotivo. E pensare che c'è a chi sembra normale, non lo apprezza e si annoia ... Io dopo diversi anni mi sento ancora miracolata. E questa consapevolezza aiuta a tenere lontana la gente che rompe o maltratta.
      6
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di London

      London 3 settimane fa (31 agosto 2017 20:27)

      Sono sicura che psyco lo fosse anche nei primi tre mesi dove era impeccabile, un uomo (?) con questi comportamenti che descrivi dal terzo mese in su e soprattutto in vacanza non può non aver trasmesso segnali, è che non li si vuole vedere o si vedono troppo tardi. Bisogna imparare a riconoscere i segnali prima che sia tardi. Avanti, già un uomo che mi dice sei una tr..a vola giù dal terrazzo immediatamente in più i maltrattamenti fisici, inaccettabili. Se continui a perdonarlo, lo sai cosa diventerà quello schiaffo sulla coscia e sui glutei, vero? Sparisci dalla sua vista, cancella sto animale, senza offesa per i poveri cuccioli, dalla tua vita. Sarà dura all'inizio ma vedrai come ti sentirai dopo la disintossicazione da psyco. Sarei curiosa di sapere quanti anni ha sto poveretto, non che conti l'età, eh.... Cerca di fare cose che ti piacciono.
      7
      Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Romy

      Romy 3 settimane fa (1 settembre 2017 10:35)

      Freedom, avergli fatto dire da tuo figlio che non eri in casa è stata un'ottima decisione, l'inizio di un percorso positivo. Adesso devi pensare soltanto a liberarti da questo psicopatico, evitando sistematicamente ogni contatto, anche il più piccolo, ed evitando di rispondere a qualsiasi eventuale messaggio che costui possa inviarti in futuro. Uno psicopatico del genere, infatti, può tentare di riagganciarti per il solo gusto di rovinarti l'esistenza ed esercitare potere su di te. L'unico modo per liberarsene definitivamente è continuare a negarsi, alzare muri, essere inflessibili, non cedere mai. Hai già fatto un primo passo importante, ora si tratta solo di proseguire.
      3
      Rispondi a Romy Commenta l’articolo

    • Avatar di Freedom

      Freedom 3 settimane fa (1 settembre 2017 20:20)

      Innanzitutto vi ringrazio, tutti i vostri approcci alla mia situazione (non mi piace chiamarla problema) mi sono utili. Ho il cervello in subbuglio, il fatto di essere tornata in Italia domenica e patire il jet lag contribuisce a rendere le mie notti interminabili rendendo la situazione più pesante, però ancora ragiono ma non sragiono. Non mi sento vittima, pur essendolo stata , e voglio apposta parlare al passato anche se so benissimo che gli strascichi di quelle ferite per un po' si faranno sentire, ma come sono sopravvissuta a quelle del passato sopravviverò anche a queste, e sarò sempre più forte. Ho scritto volutamente che sono io ad aver permesso che questo accadesse, me ne prendo le mie responsabilità e ora forse mi dispiace di più aver fatto del male a me stessa e avere perso del tempo prezioso che aver perso lui, perché, come avete giustamente scritto, l'uomo che mi manca non esiste. Per la cronaca Psyco ha 55 anni, ma ne dichiara 10 di meno convinto di essere credibile, io ne ho qualcuno meno, siamo quindi adulti, il che a maggior ragione non giustifica, se mai ci fosse qualcosa di giustificabile, questo suo comportamento instabile e violento. Un fallito che nella vita non ha costruito nulla, non ha un lavoro stabile (si autodefinisce imprenditore ma non imprende nulla) , ha sempre speso tutto quello che ha guadagnato in giro per il mondo, tra donne e parties, si ubriaca perché solo gli idioti noiosi e bacchettoni passano le serate in tutta lucidità e non si sanno divertire, anzi se ci fosse pure qualcos'altro tipo coca o canne, sarebbe pure meglio. Nessuno lo cerca, non ha amici se non un vecchio compagno di merende solo anche lui, ma che comunque penso che lo sopporti più in nome del passato che non per quello che lui è realmente. Vive sognando la vita da miliardario, yacht, feste e piscine, scroccando dove può inviti per illudersi di appartenere ad un mondo che non lo riconosce, detesta la buona educazione e pretende che gli altri accettino il suo modo di essere irriverente e arrogante. Progetta di trasferirsi a Ibiza dove sicuramente farà soldi a palate, è convinto di avere un grande potenziale ma la vita è bastarda e non gli riconosce i suoi meriti, non gli piace lavorare, gli fa schifo la gente, insomma, una persona alquanto sgradevole, me ne rendo conto adesso, o meglio, me ne rendo conto e non lo accetto più e mai più cercherò di supportarlo per aiutarlo ad essere migliore. Nemmeno me l’ha chiesto, lui è perfetto così com’è, i poveracci siamo noi. Non ho la sindrome della crocerossina e soprattutto non merita più nulla da parte mia, nemmeno questi pensieri. Ma io scrivo per me, non per lui, per liberarmi da queste tossine e respirare la vita a pieni polmoni.Ogni volta che lui mi viene in mente faccio sì che immediatamente, come in una partita a tennis, di rimbalzo ad ogni pensiero risponda l'immagine di qualcosa che lui ha fatto, ho una scelta talmente ampia che riesco a ricacciarlo subito via. Non sto a tediarvi con la lista infinita delle sue cattiverie, ma sono talmente evidenti, talmente disgustose, talmente riprovevoli che è davvero raccapricciante pensare che esista una persona simile. Si dice che la mente vede quel che il cuore detta, ed è vero, ma il mio cuore l'ha spezzato e la mente ora guarda altrove. Leggendovi ho pianto, di un pianto liberatorio, era come se vi sentissi tutti intorno a me, è forse vero che mal comune mezzo gaudio... in qualche modo il dolore pesa meno, quindi grazie. Mi sono immersa nel lavoro a capofitto, ho smesso di controllare il telefono per vedere se ci sono suoi messaggi ed ho bloccato su Facebook Psyco e i suoi amici per evitare la tentazione di andare a sbirciarne i profili per trovare qualche sua traccia. Sto riprendendo a camminare, ogni tanto inciampo ancora, ma il fatto che abbia parecchie persone intorno che non mi lasciano sola, compresi i miei figli che si sono dimostrati due giovani uomini meravigliosi, mi consente di concentrarmi su di me e sull'obiettivo primario, il mio benessere. Mi vengono i brividi se penso che esiste un'altra donna da qualche parte, ancora non lo sa, che sarà la sua prossima vittima.
      12
      Rispondi a Freedom Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 settimane fa (2 settembre 2017 20:50)

      Non ho avuto la connessione per un po' di tempo. @Emanuela, grazie. Sono sicura che sedute intorno ad un tavolo saremmo molto più in una condizione di scambiare delle opinioni senza fraintendimenti perché si sentirebbero i toni e si comprenderebbero più cose, per esempio che ciò che scriviamo qui è anche frutto delle nostre storie. E WOW, @Freedom, questo tuo ultimo messaggio è davvero bellissimo. Non mollare, non farlo. Mai.
      3
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

  14. Avatar di Margherita

    Margherita 2 settimane fa (7 settembre 2017 23:17)

    Ciao Ilaria,vorrei chiederti cosa ne pensi quando a trattarti male e' la figura paterna. Mi riferisco soprattutto alla violenza,alle urla e all'aggressivita' verbale. Ora che sono grande e vivo lontana il problema non si pone, ma quando torno per le vacanze spesso ricapitano episodi di litigi e violenza verbale. Ho sempre sperato che cambiasse ma lui non cambia mai. Anche se e' mio padre dovrei allontanarlo dalla mia vita definitivamente? Questo vorrebbe dire allontanarmi dalla mia famiglia
    0
    Rispondi a Margherita Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (8 settembre 2017 11:17)

      Ciao Margherita, da quel che scrivi e da come lo scrivi credo che su questo tema - per altro molto importante - tu abbia fatto già abbondanti riflessioni e soprattutto abbia già tratto delle conclusioni. La questione dei genitori tossici merita un po' di approfondimento e se di fatto tuo padre continua ad avere questi comportamenti la cosa migliore da fare è proprio quella di lasciarlo al suo destino. Il che non significa allontanarti dalla tua famiglia. Credo ci sia un modo per tenerti lontana da lui e lasciarlo solo con le sue violenze e continuare a coltivare rapporti con il resto della famiglia, che tra l'altro potrebbe avere dei vantaggi dal tuo nuovo comportamento.
      3
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 2 settimane fa (8 settembre 2017 11:26)

      @Ilaria, mi farebbe piacere approfondissi il tema, mi riguarda da vicino.
      2
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 settimane fa (8 settembre 2017 13:22)

      @Ilaria. Anche a me farebbe piacere, grazie.
      0
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Margherita

      Margherita 2 settimane fa (8 settembre 2017 16:27)

      Grazie mille Ilaria per il consiglio. Lui mi vuole sicuramente bene a modo suo, ma ha troppi problemi ed è sempre nervoso e aggressivo.Io non lo odio più, ma la sua vicinanza mi succhia le energie. Alcuni parenti e amici dicono che è sempre mio padre ed è giusto che io mantenga dei rapporti con lui. Io non sono sicura sia tanto giusto, voglio serenità nella mia vita e me la merito. La cosa che più mi disturba non è il fatto di non aver rapporti con lui o averli raramente (perchè comunque per il resto sto bene e mi piace la mia vita nonostante la mia famiglia non sia quella della mulino bianco, anzi) ma il fatto è che la gente giudica, se non hai rapporti con i tuoi genitori fa domande indiscrete o storce il naso, oppure si sente in dovere di sgridarti e darti consigli in stile baci perugina. "La famiglia è la famiglia", si certo, peccato che non tutti i genitori siano dei bravi genitori e io mi sono resa conto che lontano da mio padre sono molto più felice. Perchè dovrei sacrificare la mia felicità per adeguarmi alla massa? Se non hai un rapporto con i tuoi genitori vieni costantemente giudicato e catalogato come persona disagiata e problematica. Odio anche la pietà e la compassione, non mi piace che mi si dica "poverina", non ho bisogno di questo. Io non mi sento "poverina". Però ammetto che il giudizio altrui è invadente, a volte è pesante da affrontare, sembra che ogni volta io mi debba giustificare, e sinceramente vorrei lasciare il passato dove sta. Ho anche un po' di timore a parlare di questo con l'altro sesso, in particolare penso al mio futuro compagno, se mi dovesse giudicare? Se la sua famiglia mi dovesse giudicare? Come posso affrontare il giudizio degli altri? Ti ringrazio molto, manterrò i contanti con il resto dei miei familiari, con loro mi trovo bene ed è come se mi sentissi in una famiglia normale.
      5
      Rispondi a Margherita Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (8 settembre 2017 16:40)

      Provo sempre un po' di sconcerto quando vedo tanta attenzione posta sul giudizio degli altri. A tutti questi esperti di dinamiche famigliari proporrei la provocazione di Cristo agli aspiranti lapidatori dell'adultera: "Lanci la prima pietra chi è senza peccato..." Ho il sospetto che i primi a giudicarti siano quelli che non hanno idea di che cosa siano rapporti famigliari sani. Le famiglie da sempre sono la fabbrica del disagio, con poche eccezioni. Dunque, gli altri devono ben guardarsi dal farsi gli affari tuoi e soprattutto tu devi smetterla di dare tanta importanza agli altri. Le famiglie realmente felici sono ben poche e ben poche le persone che possono dire di non aver magagne in famiglia. Mi sembra che tu debba anche toglierti dalla testa che questo possa essere un problema per un tuo potenziale partner. Se ti dovesse giudicare sarebbe un partner inadatto a prescindere e inoltre una persona con ben poco spessore e ben poca esperienza di vita. E ripeto: è importante che sia tu a liberarti dall'ossessione del giudizio degli altri.
      12
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 2 settimane fa (8 settembre 2017 18:54)

      Che piaga, pure il familismo ... Fregatene, e cerca semplicemente di restare in pace. Il che non implica la necessità di cercare gli schiaffi per avere l'occasione di porgere l'altra guancia. Quello che è troppo, è troppo.
      1
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Margherita

      Margherita 1 settimana fa (10 settembre 2017 3:35)

      Grazie mille Ilaria. Mi hai dato molto di cui pensare e ne faccio tesoro. Cerchero' di lavorare su me stessa e sul mio timore del giudizio altrui.
      0
      Rispondi a Margherita Commenta l’articolo

  15. Avatar di giulia

    giulia 4 mesi fa (26 maggio 2017 16:27)

    Credo sia un articolo bellissimo. Io mi rispecchio molto. Purtroppo sono cresciuta con un papà abusante (alzava le mani a mamma) e questa cosa mi ha segnata. Ad esempio anche il tono di voce arrogante di un uomo mi fa partire a dirgliene quattro. Il sunto é che questa situazione mi ha fatto diventare in modo da non permettere a nessuno di trattarmi male. Ci vuole pero sicurezza in se stesse ma soprattutto (per quelle come me) evitare di covare rabbia perché altrimenti ogni minima cosa si fraintende! Capisco pero anche chi si fa trattare male (essendolo stata anche io). pensavo di meritarmelo! Che le cose cosi dovevano andare ed era destino così! Ma che cavolate andavo pensando! Tutti meritiamo rispetto e chi non lo fa é un emerito imbecille che deve sfogare rabbia e controllo sugli altri perché probabilmente aveva genitori che non glielo permettevano! Scappate dai disturbati!
    3
    Rispondi a giulia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 4 mesi fa (26 maggio 2017 22:33)

      Ciao Giulia, mi spiace per quello che hai vissuto in famiglia e per tua madre. Sono d'accordo con la conclusione, ma permettimi di dissentire sulla spiegazione del comportamento dei disturbati. Molto spesso l'individuo manipolatore e abusante é stato trattato come un principino dai suoi, specialmente dalla mamma. Il mio ex era cosi e trattava male tutte le donne, madre e sorella compresa. Mio padre non ha mai alzato le mani su mia madre e mai avrei immaginato di ritrovarmi con uno che avrebbe alzato le mani su di me. La realtà é meno schematica e più complessa. Grazie per la tua testimonianza e auguri di cuore per il tuo futuro!
      3
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di giulia

      giulia 4 mesi fa (27 maggio 2017 19:16)

      Ciao Gea e grazie. Guarda in parte hai ragione perché sono stata con ragazzi abbastanza viziati , ora gli altri due non so, ma il terzo era viziatissimo dalla mammina. Il padre invece era il genere di uomo che delegava tutto a lei, perché certe cose sono da donna...una motivazione che mi ha spinta a scappare é stata: Ma reggerei due suoceri così??? Litigherei anche con loro!!!
      2
      Rispondi a giulia Commenta l’articolo

    • Avatar di Viola

      Viola 1 settimana fa (12 settembre 2017 21:40)

      Sono d'accordo con Gea purtroppo. La realtà è davvero meno sintetizzabile. Io un padre autoritario l'ho avuto. Una certa violenza verbale in famiglia era pane quotidiano,ma nessuna violenza fisica...ma perché io poi sia caduta due volte su individui violenti, uno in ogni modo possibile in giovane età e l'altro che mi ha annientata a parole, molto più avanti, da molto più adulta. La colpa è stata mia che glielo ho concesso per sei anni. Ho cercato di lasciarlo mille volte in sei anni. Ma sono stata debole ogni volta che mi veniva a cercare incolpando me, o supplicando, dipendeva dai casi. Ma ripeto...posso incolpare quasi solo me che ho voluto crederci ogni volta. Alla fine ho concluso che sono stata anni con uno che non sarebbe mai cambiato per me, mai mi avrebbe imparata ad amare, mai avrebbe notato le mie esigenze profonde, mai ci sarebbe stato al bisogno. Tanto io non ero mai meritevole per lui. Pazienza per i sei anni buttati così...peccato io non sia più una fanciulla. Ragazze mie, siate forti, lasciatelo appena la pancia ve lo dice.
      3
      Rispondi a Viola Commenta l’articolo