Come usi il sabotaggio in amore (senza nemmeno accorgertene) e come puoi smettere

sabotaggioC’è uno sport nel quale le donne sono imbattibili: si tratta del sabotaggio della loro vita, del loro amore, del loro lavoro. Chiamalo anche autosabotaggio, se preferisci e se ti è più chiaro. Oppure chiamalo anche “impegnarsi inconsapevolmente ma costantemente per rovinarsi l’esistenza”.

Invece il nostro compito “naturale” (cioè il compito di ogni essere umano sano ed equilibrato) è quello di essere felici, il più possibile. Se sei felice sei anche più affascinante e sai essere simpatica: lo spiego anche nella mia guida gratuita Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi (se non l’hai ancora letta, approfittane e scaricala adesso).

Quali sono le radici del sabotaggio o dell’autosabotaggio? Perché sono soprattutto le donne quelle superspecializzate a rompere le uova nel proprio paniere e a fare frittata di ogni piccola o grande questione della vita che le riguardi in prima persona? Che genere di nemico è il sabotaggio che si opera nei propri confronti?

Le radici del sabotaggio sono profonde, vengono da lontano, risiedono in un insieme di convinzioni, emozioni, presupposizioni che una persona ha riguardo a se stessa. Il sabotaggio della propria esistenza trova nutrimento nella bassa autostima, nell’incapacità di coltivare qualsiasi genere di pensiero positivo, nell’essere continuamente sfiduciate e pessimiste.

Il sabotaggio ha trovato terreno di cultura e concime in un’educazione – fin da piccolissima – che ha preteso di fare di una bimba, entusiasta e vivace, piena di energia, una creatura compiacente, impeccabile, sempre paziente, tollerante, disponibile a qualsiasi compromesso. Docile, ma di successo. Bella ma non oca. Intelligente ma non furba. Cauta nell’esprimere le proprie opinioni e non certo determinata e decisionista. Le decisioni per lei, le prende qualcun altro.

"Quando esiste la prospettiva di ricevere uno schiaffo, il vero masochista porge la guancia. S.Freud"

Il sabotaggio che una donna attua nei propri confronti nasce sostanzialmente dal credere fermamente a quelle spinte costanti ed esagerate ad essere sempre un brava bambina, bella e capaced  di fare e di capire. Ma che sa stare al suo posto e che non perde mai le staffe.

Un donna che si fa sabitaggio da sola quindi crede di non essere mai abbastanza, di non essere all’altezza, di non aver fatto mai la cosa giusta o, per lo meno, che la cosa fatta forse sì, era anche giusta e fatta “benino”, ma non abbastanza bene, non perfetta, non al massimo delle attese delle possibilità.

Ovviamente questo atteggiamento si applica – con esiti catastrofici – anche quando si tratta di seduzione. Se non si crede in se stesse, il momento della seduzione, da appagante e divertente, si trasforma in una terribile tortura, in una piccola montagna da scalare. Che fa sentire ancora più forti alcune pessime sensazioni come quella della timidezza e dell’insicurezza (non per niente ho dedicato un intero percorso a Come sedurre un uomo senza stress).

Sabotaggio e relazioni d’amore

Tu ti chiederai: “E va bene Ilaria, un bel discorsetto mi hai fatto (anche un po’ deprimente a dire la verità), ma a questo punto ti chiedo? Che cosa c’entra il sabotaggio con le relazioni d’amore, a prescindere dalla seduzione e dal corteggiamento?”

Intanto chiariamo bene un aspetto: il sabotaggio è un effetto. E’ una conseguenza. Più o meno funziona in questo modo: Maria (nome di pura fantasia) crede di valere molto poco; ha pochissima fiducia in se stessa, ma soprattutto crede di non meritarsi nulla (gliel’hanno fatto credere da quando era ancora in fasce). Nel senso: magari crede di avere anche delle doti, tipo intelligenza, pazienza, capacità di analisi e di ragionamento e così via. Ma siccome si sente sempre in errore (pensa di fare i famosi errori comuni) e in fallo, è convinta di non meritarsi quel che la farebbe felice. Cioè: va bene, ammette senza problemi di essere capace, intelligente e magari anche bella. Ma è convinta nel profondo di non meritare, di essere indegna, di essere cattiva. Ecco. Questo è quel che pensa la campionessa di sabotaggio Maria.

"Vinci il male che puoi vincere. Arturo Graf"

Il che è orribile: perché un conto è considerarsi un’incapace totale, un altro conto è avere la percezione di avere delle potenzialità, ma di non riuscire a esprimerle del tutto. E’ frustrante al massimo.

E’ per questo che Maria si avvicina con una certa facilità a quello che potrebbe renderla felice, sodisfatta e appagata, ma siccome dentro di sé si sente profondamente “immeritevole” e “cattiva”, eccola là che allora si punisce e fa del sabotaggio su di sé. Si rovina le feste. Tutte, o quasi. O almeno le più importanti.

In amore sai a che cosa porta questo atteggiamento mentale, vero? Porta ad evitare gli uomini giusti e a mettersi con gli uomini sbagliati. Perché sulle donne che si sentono immeritevoli e cattive gli uomini sbagliati hanno uno straordinario potere: confermano alle signore sabotatrici la loro convinzione di essere cattive e immeritevoli. Rafforzano in loro il senso di colpa e di inadeguatezza che loro già sentono molto forte e molto familiare.

Ti dirò di più: le donne che si sentono immeritevoli e cattive e sono specialiste nel sabotaggio della loro vita e dei loro amori amore, si tormentano talmente, nella loro testa e con i loro pensieri negativi, che arrivano addirittura a giocare al ribasso. Cioè scelgono per sé il peggio e poi non riescono a lasciarlo andare. Scelgono gli uomini sbagliati e non riescono a rompere la catena delle storie sbagliate. Sai perché accade questo?

Perché, quando si trovano in una storia sbagliata, pensano di essere loro a sbagliare o a essere sbagliate, non che sia l’uomo con il quale stanno a non essere adatto o la storia in sé. Per cui, si reimpiono di sensi di colpa e fanno di tutto per “cambiare” il loro atteggiamento, zerbinandosi, perdendo il senso della loro dignità e soprattutto consumando energie intellettuali ed emotive nel tentare di arrivare a un ideale di perfezione che, pensano (sbagliando) potrebbe permettere loro di essere felici in amore.

In tutto ciò non ascoltano i propri bisogni fondamentali, che invece per avere una vita serena vanno assolutamente appagati (ne parlo nel dettaglio nel percorso I 7 Pilastri dell’Attrazione).

Sabotaggio e benessere personale

E’ per quello che molto spesso queste donne che applicano il sabotaggio su se stesse e sulla propria vita molto spesso si sentono prive di energia (anche di energia sessuale) e, pensa un po’, soffrono anche di disturbi fisici ricorrenti. Le donne esperte nel sabotaggio di se stesse sanno perfettamente come farsi del male. E hanno una certa difficoltà a perdere questa abitudine.

"Meglio mille rimorsi che un solo rimpianto. Linea 77"

Qualche giorno fa una lettrice – il suo nome è Mia – ha lasciato un commento all’articolo in cui spiego come diventare stronza e perché è importante comportarsi da stronza. Ecco quanto dice la nostra amica:

“Ciao Ilaria! Complimenti per il blog, fornisce ottimi spunti per riflettere. Ti seguo perchè sono nel mezzo di un percorso piuttosto difficile, dopo una relazione che definire disfunzionale è un eufemismo. Mi sono assunta tutte le mie responsabilità a riguardo, non provo più rabbia e credo sia stata un’esperienza che mi ha messo sotto gli occhi fragilità e ferite che non sapevo di avere. Per questo mi ha fortemente cambiata in meglio. E’ da un po’ che sto lavorando sulla mia “stronzaggine”, per come è intesa nell’articolo che hai scritto e, è vero, fa immensamente bene alla salute.

Sabotaggio: abbandonare la via cattiva e prendere la via buona

Sento che molte cose stanno cambiando per me, tuttavia continuo a imbattermi in uomini assolutamente inconsistenti e, anche se ho imparato a corazzarmi e a fermarmi prima di farmi molto male, del male me lo fanno lo stesso. Io ho deciso di stare bene, ma se continuo ad attrarre e farmi attrarre da uomini di un certo tipo evidentemente la strada da fare è ancora lunga. Oggi ho avuto bisogno di rileggere questo tuo articolo in particolare, come promemoria. So qual’è la strada da correre, ma a volte cado o mi perdo. E non riesco a capire perché. Grazie per il tuo lavoro.”

"Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l’ha perso solo per trovare di meglio. A. De Carlo"

Intanto ringrazio io Mia per i complimenti e per il contributo. E poi vorrei dire qual è la mia impressione riguardo a quel che scrive: io credo che Mia debba fare un passo importante. Smetterla di darsi addosso. Smetterla di pensare alle proprie responsabilità. Smetterla di pensare che la strada da fare è ancora lunga. Mia dovrebbe cambiare i propri pensieri e lasciare andare ogni convinzione, idea o anche accenno di indageuatezza. Mia deve smettere di accusarsi e di non sentirsi all’altezza. Perché nel suo messaggio lei mostra di essere una donna molto intelligente, molto sensibile, molto disponibile verso gli altri. Ma dimostra anche di darsi sempre addosso.

E, per parafrasare la citazione di Andrea De Carlo che ho riportato sopra, Mia deve abbandonare il sabotaggio che opera nei confronti di se stessa nel continuo colpevolizzarsi. Lo deve fare per trovare il meglio di un atteggiamento mentale che sia positivo e benevolo nei propri confronti, nei confronti della sua vita e anche del “destino”.

***

So che ho toccato un argomento delicato e, dal mio punto di vista, molto importante. E’ di tuo interesse? Secondo te, quali sono le situazioni o le ragioni nelle e per le quali più facilmente le donne praticano il sabotaggio di sé e della propria vita? Quali sono i metodi e gli atteggiamenti più giusti per evitare di cadere nel sabotaggio di sé?

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32 Commenti

  1. Avatar di valentina.maidiremai

    valentina.maidiremai 3 anni fa (14 dicembre 2014 22:05)

    voglio solo dire che sono d'accordo su tutto. pratico l'autosabotaggio da sempre e continuo a ripetere gli stessi errori in amore, nel lavoro... non sono mai adatta, sempre meglio gli altri, guai ad alzare la voce o esprimermi nel terrore di dire qualcosa di sbagliato, che comunque puntualmente quando sono a tu per tu con me stessa continua a tormentarmi e a farmi dire che così sbagliato non era. e quanto zerbino sono e sono stata per paura di non dare abbastanza al mio lui. Cara Ilaria se tornerai sull'argomento con altri articoli te ne sarò grata. valentina
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  2. Avatar di Rosa dei venti

    Rosa dei venti 2 anni fa (1 novembre 2015 12:55)

    Ciao Ilaria. Mi riconosco in molte delle cose che hai scritto. Ho avuto un'educazione rigida. Non potevo mostrare emozioni o debolezze. Ora sono ben consapevole di quello che valgo a livello lavorativo, ma ho problemi nelle relazioni. Non riesco a dimostrare affetto. Mi chiudo. È da qualche anno che lo schema si ripete. Inizio a frequentare una persona e all'inizio questo mio essere distaccata, non cercare mai l'altra persona e non dare mai sicurezze è considerato intrigante, ma alla lunga diventa logorante e fa allontanare. Mi sono sentita rinfacciare così tante cose! Ora frequento un ragazzo regolarmente da quasi un anno e ancora non riesco ad aprirmi a cose banali come dargli la mano per camminare per strada e ovviamente non lo sento come il mio ragazzo. È molto frustrante pensare 'come vorrei adesso saltargli in braccio e abbracciarlo' e invece rimanere li impassibile e magari fare l'esatto opposto e allontanarmi. So di avere dei comportamenti auto sabotanti ma non so bene da dove partire per cambiare.
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  3. Avatar di Sole

    Sole 2 anni fa (13 marzo 2016 20:26)

    Questo articolo ahimè mi descrive molto bene..
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  4. Avatar di Agata

    Agata 2 anni fa (23 maggio 2016 20:23)

    Mi ci ritrovo in pieno in questo articolo e di sicuro non è un caso che io lo abbia letto, proprio ora che mi sento così. Non sono più disponibile a fare entrare uomini sbagliati nella mia vita, e al momento sto conoscendo un ragazzo che non sembra affatto sbagliato. Ma proprio per questo allora stanno nascendo gli autosabotaggi, insomma sembra proprio che io non debba meritarmi questa felicità. Come quando ottengo dei buoni risultati nell'attività che mi sono costruita da zero, anche lì, non appena ho motivi per essere felice spuntano gli autosabotaggi. Se poi aggiungiamo anche ex amiche invidiose dei miei risultati che mi attaccano per screditarmi il quadro è completo. Sono stanca, se ogni cosa che faccio e che mi può rendere felice mi porta a star male così, che senso ha impegnarsi tanto? So che non mi arrenderò, ma comunque è vero che ci si sente senza energia
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  5. Avatar di Pina

    Pina 1 anno fa (30 maggio 2016 18:20)

    Ciao Ilaria ! E la prima volta che ti scrivo anche se ti seguo da tanto. Io ho sabotato la mia vita di. Da ragazza a 14 anni mi sono messa con colui che sarebbe diventato mio marito diventando il suo zerbino; a 40 mi sono innamorata di un altro e sono diventata peggio di uno zerbino . Ora a 50 credo di non avere più chancea e ho deciso di stare sola . Però oggi so quello che valgo e mi tengo lontana dagli uomini
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  6. Avatar di bianca

    bianca 1 anno fa (13 settembre 2016 14:19)

    Il sabotaggio non avviene solo mettendosi con uomini sbagliati ma anche quando si incontra quello giusto eppure lo si lascia. Ed è ancora più frustrante perché si è imparato a riconoscere le relazioni sane ma non le si sa portare avanti. Di solito ciò è dovuto a problemi dell'infanzia che generano meccanismi inconsci ma vorrei tanto sapere se qualcuno con la psicoterapia è riuscito a guarire.
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  7. Avatar di Titania M.

    Titania M. 1 anno fa (26 ottobre 2016 16:10)

    Fantastico post, grazie! Soltanto ora, a 38 anni, comincio a prendere coscienza di quanto il mio inconsapevole perfezionismo e il mio continuo darmi addosso mi abbiano di fatto paralizzata in ogni ambito dell'esistenza. Di quanto sia letteralmente ABUSANTE la vocina interiore, che poi è la mia stessa, che continua a ripetermi che non sono abbastanza, che fallirò inevitabilmente, che non merito di meglio; che mi rinfaccia spietatamente tutti i miei più piccoli errori, veri o presunti. Ma se non altro l'autosabotaggio, una volta individuato, può rivelarsi un segnale prezioso per capire quale sia il problema a monte, e come agire per superarlo. Da zavorra si trasforma in opportunità, perché se c'è consapevolezza allora può esserci cambiamento. La chiave di tutto, per quanto mi riguarda, è proprio arrivare all'accettazione di sé. Imparare a guardarsi con maggior compassione e indulgenza, a incoraggiarsi anziché rimproverarsi, e a darsi qualche pacca sulla spalla ogni tanto. Accettarsi, accettarsi, accettarsi: anche negli eventuali fallimenti, anche negli inevitabili errori. E assumersi la piena responsabilità del proprio potenziale. Non è facile, è vero, come non è facile lasciare una relazione per quanto "tossica": ma quanta forza ne deriva, è come nascere una seconda volta!
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  8. Avatar di Marimi

    Marimi 6 mesi fa (19 maggio 2017 18:02)

    Titania, condivido tutto ciò che hai scritto. In questo periodo difficile della mia vita sto tirando le somme e mi accorgo che tutti gli errori commessi, le situazioni difficili e le persone sbagliate sono frutto del mio innaturale autolesionismo. Ora a quasi 39 anni ho deciso di cambiare perchè finalmente mi sono resa conto che così sto buttando solo la mia vita. Cambiare non è facile perchè vuol dire amarsi per quello che si è senza troppi complessi, esattamente come dici tu: accettarsi è la chiave di tutto perchè è la base giusta per ripartire e vivere la vita con più serenità.
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  9. Avatar di Giuditta

    Giuditta 3 mesi fa (25 agosto 2017 12:15)

    Toccai questo argomento durante il mio periodo di sostegno psicologico e rileggere oggi quello che ancora attanaglia la mia vita è molto forte. Sto uscendo da una storia sbagliata, nonostante tutto continuo ad aggrapparmi con tutte le forze ad essa sottraendo energie preziose ad altre cose molto importanti. Il senso di colpa mi uccide, mi fa sentire inetta, incapace di fare qualsiasi cosa. Non riesco ad amarmi, sono innamorata dell'amore ma non riesco a viverlo a causa dei continui sabotaggi che attuo in ogni campo di vita. Amo troppo quella persona che mi fa sentire ancora più in colpa e inadeguata in maniera subdola e velata, voglio uscire da questo tunnel.
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    • Avatar di Gretel

      Gretel 3 mesi fa (25 agosto 2017 22:54)

      Sicura sicura sicura che tu voglia uscire da questo tunnel? ti piace così tanto (perché nessuno ti costringe a starci) restare imprigionata (con te come secondino) nel tunnel da te stessa creato? E soprattutto: ma il sostegno psicologico a cosa è servito? Quali nodi ha affrontato e sciolto? Leggendo il tuo messaggio pare di fare un (brutto) giro sulle montagne russe: su su su giù su giù su giù su giù giù su giù...una mia cara amica quando ho i momenti di sconforto mi dice una cosa bellissima e semplice: "tieni la barra dritta". Fai ordine. Fai pulizia. Fai entrare aria.
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