Quando il tuo uomo non ti stima, tu che fai?

quando il tuo uomo non ti stimaQuando il tuo uomo non ti stima, c’è solo una cosa da fare. Imperativamente.

E scommetto che sai bene di che si tratta, ma siccome spesso nelle storie d’amore si nega l’evidenza (“Mi picchia? E’ perché mi ama, mi vuole bene e tiene a me.” “Mi critica con violenza? E’ perché desidera il meglio per me.” “Mi tradisce? E’ per comunicarmi che vuole più comprensione da parte mia.”), andiamo a scoprire che cosa, davvero, significa quando un uomo ti critica e non ti mostra la sua stima.

Anzi, quando ci tiene proprio a far notare quanta poca considerazione ha di te.

In privato e in pubblico. Simpatico, eh? Amorevole al cento per cento.

"Non ho mai saputo come si possa separare la stima dall’affetto. Jane Austen"

Se devo esprimere un’opinione personale, coloro che criticano gli altri, si tratti di genitori con i figli, partner con partner, colleghi con colleghi, sono quelli che mi stanno meno simpatici. Così, a pelle.

E non solo a pelle.

Il fatto è che criticare gli altri, oltre che estremamente irrispettoso, al limite del disumano (è importante trattare gli altri con umanità, lo sai vero?), è un atteggiamento profondamente maleducato e soprattutto manipolatorio.

Molto brutto. Davvero pessimo. Orribile. Perverso.

Si tratta di abuso. Di violenza psicologica.

Eppure ci sono un sacco di persone che continuano a stare con partner che ci tengono a mostrare zero stima nei loro confronti.

Se tu sei tra quelli che continuano a frequentare amici irrispettosi e criticoni o anche che “sfottono” malignamente, se non riesci a prendere le distanze da famigliari che non perdono occasione per sminuirti o non ti allontani da uomini che abilmente toccano i tuoi punti deboli, ferendoti, ti conviene continuare a leggere.

Ho intenzione di far luce su che cosa significa davvero, quando il tuo uomo non ti stima.

E quando tu accetti il fatto che lui non ti stimi e soprattutto che non manchi di sottolinearlo.

Perché questo può spiegare migliaia punti oscure che riguardano le relazioni, molto, ma molto di più di centinaia di riflessioni o di trattati.

Quando il tuo uomo non ti stima, che cosa devi considerare

Intanto io considero che non si possa stimare qualcuno senza volergli un po’ di bene e che è molto, ma molto difficile, ai limiti dell’impossibile, amare o volere bene a qualcuno senza stimarlo.

Quando si è innamorati o si vuol bene a qualcuno, un velo di benevolenza estrema cade sui nostri occhi; indossiamo delle lenti rosa che ci fanno vedere il meglio dell’altro, sempre, o che ci fanno considerare i suoi difetti a “dimensione ridotta”.

Oltrettutto la stima che si prova per gli altri, nutre il piacere di stare con loro e l’affetto; oltre all’attrazione.

Quindi risulta un po’ difficile essere impietosamente critici verso qualcuno e far credere di amarlo.

I conti non tornano.

Tutt’al più si tratta di amore malato. Ma tanto malato.

E questo è il primo aspetto ad alto contenuto manipolatorio.

Chi ti critica dicendoti di amarti sta dando alle proprie critiche un surplus di cattiveria intenzionale.

“Se ti critico tanto pur amandoti, pensa un po’ quanto sono grandi i tuoi difetti.”

Terribile.

O anche: “Le mie critiche vengono dall’amore, quindi non possono che essere vere, sincere, autentiche.”

Ancora più terribile.

Molti uomini non solo criticano le proprie compagne, ma criticano le donne in generale e le trattano come delle impedite.

C’è della misoginia nemmeno tanto nascosta in questo comportamento e un senso di inferiorità sempre all’erta.

Perché i misogini qualche problemino con se stessi ce l’hanno, altrimenti non sarebbero misogini.

In realtà il cretino di fidanzato o marito o conoscente che ti critica, semplicemente riconosce in te delle capacità che lui non si riconosce e ha il bisogno angosciante di ridimensionare la percezione che lui ha di te e che tu eventualmente potresti avere di te.

E’ anche tremendamente invidioso, perché sa che tu hai qualcosa che lui non solo non ha, ma non avrà mai.

Pensa un po’, io ho bassa considerazione degli uomini che criticano figlie e compagne perché sono convinta lo facciano partendo da un senso di inferiorità e di rivalsa che provano molto forte.

Criticare gli altri e le persone che ci stanno vicino evidenziando i loro punti deboli o le loro colpe presunte è tipico di chi manipola e vuole mantenere il controllo.

Vuole il potere, il dominio. Ed è sempre incerto e timoroso che gli sfugga dalle mani.

Vuole aumentare la propria forza e la propria supremazia nel rapporto.

Ma non crescendo lui, invece mettendo in minoranza gli altri.

Come i bulli, i razzisti. Uguale.E’ lo stesso.

"Amore senza stima è mezzo amore, che malamente vive e peggio muore. Arturo Graf"

Hai idea di quanto amore ci sia in questo atteggiamento?

No, per dire… A camionate, proprio.

Che poi, diciamocelo, con tutte le cose belle da fare nella vita, tipo leggere, studiare, camminare e magari anche altre cose che sono belle da fare in due, quelli che vogliono controllare gli altri, dominarli e sminuirli, non devono aver capito proprio niente del senso dell’esistenza.

E già questo li qualifica. E ci dovrebbe dire quanto è importante stare lontano da loro.

Un uomo ti critica e ti sminuisce perché tu perda la consapevolezza del tuo valore e rimanga soggiogata a lui.

Ma mica perché ti vuole bene, veh, lo fa “solo” perché così lui si sente, per qualche breve istante, un po’ meno melma, un po’ meno nulla, un po’ meno impotente.

E soprattutto perché gode tantissimo e si carica al massimo a vederti credere a quello che lui dice e fa (o non fa, dato che c’è anche l’aggressività passiva) quando ti sminuisce.

Nutrimento per la sua lurida anima nera.

Sempre per sentirsi un po’ meno melma di come si sente e sa di essere.

Quindi è anche perverso il nostro.

Del resto tutti coloro che trattano gli altri come oggetti e non come persone, come esseri umani, sono dei perversi.

Mettiamocelo in testa e mettiamoci il cuore in pace.

Non permettere a nessuno di sminuirti

I simpaticoni che bullizzano, mobbizzano, avviliscono, sfottono, sminuiscono, maltrattano, insultano, criticano, fanno violenza verbale/psicologica, abuso verbale/piscologico e via piacevolmente cantando, vanno eliminati dalla propria vita.

Non ci devono essere, punto.

Quindi non se ne parla di avere un fidanzato, un partner, un marito, o un compagno che non ti stima. E neanche un amante.

Quando il tuo uomo non ti stima, deve smettere di essere il tuo uomo.

Punto. Chiuso. Stop.

E so che una domanda ti ronza in mente: “Perché li incontro tutti io quelli che non mi stimano o mi sminuiscono, sia nelle mie relazioni sentimentali, sia in altri ambiti?”

I simpatici stronzi che manipolano gli altri sminuendoli e cercando di farli sentire delle melme, al di là di essere fallati e falliti loro (e su questo non c’è dubbio e non ti devi far venire nessun dubbio), amano lavorare su terreni già fertili e su persone ricettive.

In che modo? Questi amiconi fanno leva sulle convinzioni profonde che hai su di te e sul tuo valore.

E fanno anche leva sulla tua abitudine a essere trattata e a trattarti in un certo modo e a pensarti in un certo modo.

Ricordi quando solo pochi giorni fa parlavamo di vincere la paura di amare e di quanto la paura in amore di fatto rispecchia la paura di non meritare, di non essere adeguata?

E di non essere adeguata soprattutto per un uomo verso il quale si prova interesse.

Eccoci qua.

Le persone che si sentono inadeguate, accettano di stare con chi le sminuisce, giacché in tutto ciò c’è una coerenza e una continuità e una logica.

Se io credo di valere poco, credo a chi mi dice che valgo poco.

Anzi, di più, non solo gli credo, ma sono convinta che la sua opinione abbia anche tanto valore.

E’ coerente con il mio sentire, con il mio percepire me stessa e con la mia visione del mondo rispetto a me.

Non solo, pensa un po’.

Se una fanciulla, già prima di conoscerlo, pensa di essere inadeguata rispetto a un uomo che le piace, a prescindere, figurati quando con lui inizia una relazione e lui le fa notare quanto è inadeguata.

"La stima di sé è il contenuto più profondo della vita umana. Sándor Márai"

Lei penserà: “Oh perbacco! Ma costui ha ragione da vendere!”

Poi c’è anche l’abitudine, l’imprinting, quella che qualcuno chiama educazione e qualcun altro addirittura programmazione.

Spesso chi si sente inadeguato si sente tale perché fin da piccolo qualcuno l’ha fatto sentire inadeguato.

Che so, magari perfino la mamma o il papà o tutte e due insieme. Capita, eh, molto più spesso di quanto si possa immaginare.

Mamma e papà spesso hanno una capacità straordinaria di fare sentire i propri figli delle melmacce. Anche perché partono da una posizione di autorità.

Esattamente come un uomo dal quale si è affascinate.

Mamma, papà e tutti gli altri usano messaggi espliciti, impliciti, diretti o indiretti.

Tutto vale. E più è implicito, più vale.

Quindi se una persona per 20 o 30 o 40 anni ha avuto accanto qualcuno che ha nutrito la sua inadeguatezza, non è che rimane sconvolta se incontra qualcun altro che le fa notare quanto sia inadeguata.

"Per le persone che non si stimano, il successo vale zero, l’insuccesso vale doppio. Giorgio Nardone"

Per niente, si sente a casa, tranquilla, senza dissonanza cognitiva di sorta.

Magari, invece, guarda un po’, si sente più fuori posto quando incontra qualcuno che la stima, la valorizza, la rispetta.

Quando il tuo uomo non ti stima, chiediti se c’è qualcuno prima di lui che non ti ha stimato e se per caso sei tu che non ti stimi, in conseguenza di questo genere di trattamenti.

E’ una buona domanda che non deve portare a dolori, rancori o lutti.

Siamo di nuovo qui: le schiere di donne che permettono agli uomini di non stimarle, di sminuirle, di svilirle con parole, opere e omissioni, sono donne che sono super abituate a sentirsi inadeguate e a essere sminuite, svilite e poco stimate.

Soprattutto da chi si suppone dovesse/debba voler loro bene.

E sono donne che hanno comprato quello che è stato venduto.

Non è mica così complicato, sai?

Hai presente che proprio in quell’articolo sul vincere la paura in amore abbiamo considerato che la paura dell’amore può derivare da un profondo senso di inadeguatezza?

Ecco, anche il fatto di accettare di stare con persone che non hanno considerazione di te e non ti stimano, anzi colgono ogni occasione per sminuirti, deriva da un profondo senso di inadeguatezza.

Per questo bisogna prendersi cura del proprio senso di inadeguatezza e comprendere che non sta succedendo proprio nulla di buono quando il tuo uomo non ti stima.

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39 Commenti

  1. Avatar di Emilia

    Emilia 2 settimane fa (11 novembre 2017 18:46)

    Ciao Ilaria, in questo articolo esprimi ciò che da un po' di tempo sono riuscita ad evincere da esperienze dirette e indirette: non ci può essere amore se non c'è innanzitutto stima e rispetto. L'inadeguatezza è un aspetto che mi riguarda, fin da bambina. Cerchiamo conferme nelle persone che dovrebbero volerci bene o amare incondizionatamente, pensando che se un padre o una madre ci criticano, lo fanno soltanto per il nostro benessere e così viviamo nella convinzione (errata) che le loro idee siano giuste e che vadano ritenute valide. Poi cresciamo e finiamo per riporre la nostra fiducia in persone sbagliate. E' così che paghiamo il prezzo degli errori commessi dai nostri genitori, fin quando un giorno decidiamo di sbarazzarci del male che abbiamo ricevuto senza meritarcelo.
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  2. Avatar di Elisabetta

    Elisabetta 2 settimane fa (12 novembre 2017 9:49)

    Ciao ilaria! Ho questo problema in ufficio con una persona, precisamente la moglie del capo. È una persona altezzosa che vuole farsi notare da tutti. Ha provato in tutti i modi a sminuirmi davanti al nostro capo e davanti ad altre persone. Fa vedere che fa tutto lei e sa fare tutto lei. Parla con il mio responsabile da sola e in ufficio non riferisce niente. L'altra collega subisce come me questa dittatura, ma lavorano insieme da 10 anni lei ha rispetto dell'altra ragazz, io lavoro da due anni con loro. Premetto che il lavoro che stiamo facendo io lo faccio da 20 anni e loro sono entrambe inesperte. Stanno imparando. Come posso farmi rispettare in quei momenti che io ne so più di lei ma lei deve far vedere che sa e si intromette ovunque? Inoltre dopo avermi umiliata davanti al mio responsabile due volte in pausa mi ha detto ridendo... ah quella volta ho perso la pazienza si è chiusa la vena. Secondo me li devo dirle qualcosa e non sono stat capace. Questo è il mio errore
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  3. Avatar di Anna

    Anna 2 settimane fa (12 novembre 2017 9:35)

    Chi non si stima, neanche se ne accorge, di essere svalutata. Non ultimo perché il bullo di turno ti svaluta su tutti i fronti, ma poi magari ti dice “brava” o “bella” di tanto in tanto, magari quando ti adatti ai suoi standard (che a ben vedere sono spesso bassini). SE ci si rende conto, veramente e fino in fondo, suppongo che non possa neanche venire in mente di restare o di iniziare una relazione con un bullo. Siccome come dici tu, siamo abituate a questo trattamento, tante volte neanche lo registriamo. Sentiamo un senso di gran fatica a fare tutto e pensiamo che sia dovuto alla nostra incapacità.
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 2 settimane fa (12 novembre 2017 10:26)

      Siamo abituate a questo trattamento anche perché è quello che noi per prime riserviamo a noi stesse. Il disco che abbiamo sentito tante volte da piccole lo abbiamo imparato bene a memoria. Oltre ad allontanare le persone che non ci trattano bene e a mettere alti e spessi confini nei confronti di quelle che non possiamo allontanare, dobbiamo essere le prime a rivolgere a noi stesse parole gentili e di amore. Crescendo ed acquisendo più consapevolezza, mi sono accorta che, tra le persone più cattive con me, c'ero io. Riconosciamo nelle parole di queste persone quello che noi per prime pensiamo di noi, magari convinte che sia semplicemente la realtà, ma trattasi solo di pura cattiveria.
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  4. Avatar di Anna

    Anna 2 settimane fa (12 novembre 2017 10:46)

    Ciao, grazie per questo articolo! Vediamo se ho capito .. non mi posso aspettare che il senso di inadeguatezza sparisca così, dall'oggi al domani. In realtà sto provando a farlo sparire da più tempo, ma con poco successo. Però qui suggerisci una cosa diversa, che è prendersene cura. Per esempio, se ho bisogno di fare una buona chiacchierata, giusto per prendere coraggio, posso chiamare una buona amica, di quelle con i numeri. O chiedere un breve feedback ad un collega, di quelli bravi e gentili. Di solito non lo faccio, perchè credo che sia un atteggiamento bisognoso e queste persone ne saranno infastidite.
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  5. Avatar di Anna

    Anna 2 settimane fa (12 novembre 2017 11:03)

    Buongiorno Ilaria! Bellissimo articolo!!! Mi ha fatto tornare indietro e ha aperto un coperchio sulle mie relazioni passate amorose o amicizia. Mi ha confermato quante persone sbagliate ho frequentato,persone che mi facevano sempre sentire sbagliata e fuori posto. Ed è vero...tutto parte da come ci vediamo,consideriamo e amiamo noi!! Graziee!!! Anche se sono migliorata...repetita iuvant😉 Un abbraccio
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  6. Avatar di Rosaria

    Rosaria 2 settimane fa (12 novembre 2017 11:35)

    Grazie Ilaria per questo articolo. Ho vissuto per tutta una vita esperienze sentimentali con edificanti esemplari maschili di questo genere. Credevo fosse normale. Perché per critiche ricevute dall'esterno, dalla famiglia, come racconti tu, e per via anche della mia disabilità, ero convinta di non essere mai all'altezza, di non valere niente. Eppure, voglio dire, sono a detta di molti una persona intelligente, con una cultura, e una bella donna. Ma poi è scattato l'istinto di sopravvivenza. Ho detto basta. Risultato? Ho mollato l'ultimo in 24 ore, fatto le valigie e cambiato città. Ho lavorato duramente e ottenuto un contratto a tempo indeterminato. mi sono ripresa la vita che mi avevano tolto. Ci sono ancora momenti in cui tutto il vissuto torna a galla ma ci sto lavorando. Comunque sia una cosa è certa: Ora so che cambiare vita è possibile. Sempre. Rosaria
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  7. Avatar di Anna

    Anna 2 settimane fa (12 novembre 2017 11:39)

    Comunque, in buona sintesi, ora mi parte il vaffa, più spesso interiore che esteriore, perché stare a sprecare fiato e alimentare emozioni negative non è il caso :) Buona domenica a tutte
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  8. Avatar di Isola-sacra - ex monentourage

    Isola-sacra - ex monentourage 2 settimane fa (12 novembre 2017 10:44)

    Ciao Ilaria, approfitto per dire che la mia bassa autostima ha radici.. genitoriali. Non ho mai sentito mio padre incoraggiarmi, ma spesso criticarmi: l'unica gara di nuoto che feci a 9 anni, ero in testa ma condizionata dalla fortissima capocciata del giorno prima all'allenamento, ad un certo punto ho cominciato a girarmi più e più volte verso il bordo (era una gara di dorso) per evitare di rifarmi male.. perdendo tempo e arrivando terza! ha esultato? mica tanto... Quando in 5° liceo comunicai che volevo iscrivermi a Matematica, mio padre fece presente che ero così disorganizzata (però guarda caso avevo sempre 8 in matematica, dalle medie, e comunque mi era sempre piaciuta anche alle elementari) che non era proprio il caso... Ero timida, insicura che avrei voluto un sostegno, non una critica acerrima. Mia madre? totalmente assente, nel bene o nel male da lei non ho avuto mai nulla. Poi ti chiedi perchè ho sopportato anni di violenza psicologica con l'ultimo ragazzo? c'ero abituata, capivo che non volevo rivedermi nella situazione infantile già passata, ma avevo fatto di me un caterpillar che poteva resistere. Un disastro, insomma. Ora voglio guarire. Basta.
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 2 settimane fa (12 novembre 2017 15:05)

      Non devi guarire, perché non sei malata. Pensando a te come persona malata e sbagliata, non fai altro che proseguire l'opera di svilimento della tua persona da altri iniziata. Prendersi cura di se' con amore non è sinonimo di curarsi. Le persone che si vogliono bene si prendono cura di loro con amore.
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    • Avatar di Isola-sacra - ex monentourage

      Isola-sacra - ex monentourage 2 settimane fa (12 novembre 2017 15:41)

      Grazie, sì. Mi sento distrutta al momento. Mi prenderò cura di me.
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  9. Avatar di Shy

    Shy 2 settimane fa (12 novembre 2017 13:11)

    Fra l’altro volevo aggiungere che è verissimo, i genitori hanno una parte fondamentale. Mio padre non è mai stato amorevole, mi diceva che dovevo dimagrire, che avevo la cellulite, che non ero adatta a fare danza perché ero diventata troppo cicciotto, (mai stata sovrappeso) che ho un brutto carattere, battutine in continuazione (l’ultima riguarda il fatto che non ho un fidanzato, ed ho 23 anni). Mi ha detto “rimarrai zitella a continuare così” e mia madre lo giustifica dicendo “lo fa per spronarti”. Una vita così. Risultato? Sentirmi dire da chi doveva essere colui che mi “amava” che “ero troppo presa da lui, io so che non riesci a non pensarmi, so di avere il controllo su di te, non sei una ragazza con personalità...” eccetera, ed io che nonostante tutto lo riaccoglievo. E adesso, non riesco a pensarmi nè in una situazione felice amorosa nè con figli, mi vedo in futuro come una donna sola e piena di insicurezze. Lavorare su se stesse quando intorno ti minano in continuazione l’autostima non è per niente facile. E quando sai di avere il carattere di tuo padre diventa difficile pure pensare di avere figli, perché non vuoi farli crescere come tuo padre ha cresciuto te.
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  10. Avatar di Stellina3

    Stellina3 2 settimane fa (11 novembre 2017 18:30)

    Ciao Ilaria. Ho un'amica che ha un bimbo di 7 anni. Bravo, educato, ascolta, senza nessun aiuto da casa è bravo a scuola. Più di una volta ho sentito dire da se stesso che è scemo. Sua mamma glielo dice. Sempre i suoi gli dicono che gioca male a calcio, Ok, è vero probabilmente però lui ci va volentieri e già mi ha detto che lo prendono in giro i suoi compagni perché non è bravo. Io credo che se i genitori, che dovrebbero vederti con gli occhi dell'amore, ti criticano per primi puoi pensare che non vali niente per tutti.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (11 novembre 2017 18:34)

      Io non riesco nemmeno a figurarmi di pensare che un bambino di 7 anni giochi male a calcio... Che dire? E' così...
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    • Avatar di Anna

      Anna 2 settimane fa (12 novembre 2017 9:38)

      Abbiamo metodi educativi basati su bravo/non bravo che tagliano le gambe, invece che “educare” all’autonomia e alla crescita. Perché anche “bravo” può creare senso di inadeguatezza. È successo sia a me, che al mio figlio minore. Se gli dici “bravo” inizia a prendere i 3 e i 4.
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    • Avatar di Erika

      Erika 2 settimane fa (12 novembre 2017 15:11)

      Vero! Infatti ho scoperto proprio pochi mesi fa che nelle scuole di stampo Montessoriano gli insegnanti e i bimbi non dicono mai 'bravo', sei stato bravo ! Si usano altre modalità di gratificazione. .. Mi ha colpito molto questa cosa... E notavo anche quanto sia complicato per tutti noi evitare l'uso di questa parolina! La stessa mia amica, insegnante in una di queste scuole, si deve esercitare a casa, prima di andare a scuola! Difficile... Ma penso che sia un modo di educare davvero utile, prezioso e interessante. In fondo, la ns capacità di amare e di farci amare in maniera sana, parte da qui : dall'essere bambini amati e non criticati (ma nemmeno viziati ovviamente!).
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    • Avatar di Cla

      Cla 2 settimane fa (11 novembre 2017 23:49)

      Probabilmente il bambino è già entrato nel loop del 'sono scemo e cerco di farmi piccolo piccolo affinché nessuno si accorga di quanto sono scemo e così non mi prenderanno in giro'... E questo atteggiamento porta a fare autoavverare la sua profezia (visto che nello sport in genere ci vuole grinta e questo modo di fare ne è l'antitesi). La verità è che, in generale, un bimbo di carattere timido e dai modi educati dovrà affrontare il doppio della fatica, nella sua vita adulta, per mettere a posto chi lo vorrebbe schiacciare, perché ha imparato anche troppo bene sin dalla più tenera età a reprimere la propria aggressività 'sana'...
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 settimane fa (12 novembre 2017 10:25)

      Ciao Cla, sono assolutamente d'accordo. Mi sembra di rivivere alcune situazioni della mia infanzia, quando la mia timidezza veniva sottolineata quasi come un handicap che mi rendeva "diversa" da tutti gli altri bambini. Mio padre diceva - e dice tutt'ora - che la timidezza faceva e fa parte del mio carattere. Io invece sostengo che un bambino non può già avere, a soli 7 anni, un carattere; può avere delle caratteristiche o alcune attitudini piuttosto che altre, ma ancora non si può parlare del "carattere" - in senso stretto - di un individuo durante l'età infantile, mentre è in piena formazione. Quindi non ha senso dire: "Questo è il tuo carattere". Quale carattere?!? Questo l'ho capito solo in età adulta e nel frattempo ho sviluppato un atteggiamento remissivo che, ovviamente, mi ha solo danneggiata. Persino i genitori ci dipingono a loro piacimento, facendoci sentire inferiori, ma ciascuno di noi esiste per ciò che è, e soprattutto i bambini vanno incoraggiati, a prescindere da quella malsana necessità di emettere giudizi che pesano come sentenze.
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    • Avatar di Cla

      Cla 2 settimane fa (12 novembre 2017 12:13)

      Cara Emilia, penso che a 7 anni un bambino possa manifestare delle attitudini che prescindono dai vestiti che genitori e insegnanti gli abbiano cucito addosso, come ben noti tu; poi potremmo dissertare per giorni sulla natura umana, sulla differenza fra attitudini e carattere. Io non ho le competenze per farlo, ma le tue considerazioni sui commenti di tuo padre su di te mi portano, ancora una volta, a notare come la più grande risorsa per sedare la propria ansia di non sapersi orientare nelle relazioni interpersonali sia quella di 'etichettare' la persona che ci sta di fronte. Ci sembra così naturale farlo! Eppure è il modo più semplice e indolore per tarpare le ali all'altro, un modo per disegnarne il destino; io addirittura oserei dire che l'intero sistema scolastico sia basato su questo, più che sulla valorizzazione delle risorse del singolo individuo. È la forma di manipolazione più sottile e inconsapevole, l'etichettamento dell'altro, forse anche più della critica a fin di bene, ma si può ben avere uno scatto di orgoglio e buttarsi alle spalle tutti i commenti e i giudizi che ci hanno fatto del male (sempre per restare in tema del sistema scolastico, tutti noi conosciamo persone brave a scuola che non si sono realizzate professionalmente e gente meno brava che ha trovato la propria soddisfacente strada, e tendiamo a rimarcarlo con meraviglia, quasi ci aspettassimo che i voti siano deputati a definire il nostro valore; ma sappiamo benissimo che così non è). Per il resto, anche io, come te, condivido il percorso verso la 'liberazione' da determinate vesti che mi sono state cucite addosso in tempi remoti e che sento non appartenermi più.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 settimane fa (12 novembre 2017 15:25)

      Sì Cla, neanch'io ho le competenze necessarie per fare distinzioni dettagliate riguardo il carattere e il temperamento di ognuno, però mi pare ridicolo evidenziare un solo aspetto della "personalità", per giunta in piena fase di crescita, e farne il fulcro di tutto. Condivido il tuo pensiero e il discorso sull'etichettamento, inutile e svilente. Dobbiamo acquisire più coraggio e fidarci di noi stesse e delle nostre intuizioni. Spesso i genitori fanno appello alle loro presunte esperienze per il solo fatto di aver accumulato più anni di noi, il che non equivale necessariamente allo sviluppo di maggiori abilità, anzi.
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    • Avatar di Cla

      Cla 2 settimane fa (12 novembre 2017 16:26)

      Secondo me hai fatto pienamente centro con le tue riflessioni, Emilia, niente da aggiungere :)
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 settimane fa (12 novembre 2017 16:45)

      @Cla, :)
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  11. Avatar di Ely

    Ely 2 settimane fa (13 novembre 2017 12:11)

    Buongiorno Ilaria, innanzitutto complimenti per il blog che seguo ormai da un paio di anni, anche se silenziosamente diciamo, e che è stato per me una vera "ancora di salvezza". Trovo questo articolo, come tanti altri del resto, intriso di "dolorosa verità". Io che non mi sono mai stimata né amata molto, come da copione sono caduta nella "trappola" di innamorarmi di qualcuno che mi stimava ancora meno. È ovvio quindi che di fronte a frasi come "sei paranoica", "sei pallosa", "non capisci nulla di musica", "sei pesante", "non ti sai valorizzare" "sei troppo egoista" "vorrei che capissi dove sbagli perché ragioni male" (intervallate ogni tanto da qualche sporadico complimento) ho creduto ciecamente. E non è che mi ponevo il problema che la sua fosse una critica! No no, cercavo di adattarmi alle sue richieste. Subito a mettermi in discussione. Ero io che non ero abbastanza per meritare la sua totale attenzione. In fondo lui aveva ragione perciò erano critiche costruttive mica cattiverie. E allora niente richieste di sentirlo un po' di più (visto che spariva per giorni) se no ero pesante, niente domande sulla sua vita privata (visto che era confuso) se no ero troppo paranoica, niente manifestazioni del mio malessere (dovuto al fatto che non mi sentivo importante) perché se no pensavo solo a me stessa  e via così. Il risultato è che mi sentivo sempre peggio, mai abbastanza anche perché onestamente non mi sembrava di esserlo tutto quello di cui mi accusava. Anzi! Ma non riuscivo a reagire perché le sue parole erano perfettamente in linea con quello che pensavo di me e che per anni mi sono sentita dire in casa. "Potevi fare meglio", "le altre hanno preso di più al compito in classe come mai?", "sii un po' più femminile" "non hai fatto abbastanza" ecc.. È stato solo leggendo e rileggendo i tuoi articoli, ( soprattutto come questo) e rileggendoli ancora per sicurezza che ho compreso che non c'era da parte mia nessun errore, in me nulla di sbagliato, e che vado già bene così come sono. E soprattutto che se non c'è stima, davvero non può esserci altro. E così è stato. Grazie quindi per avermi aiutato con le tue parole, e anche con le risposte date a tante lettrici (ho rivisto me in tante di loro) a fare l'unica cosa che avrei dovuto fare già un paio di anni fa, chiudere. (come ripeti instancabilmente ogni giorno).E guarda un po' Ilaria, proprio come avevi previsto tu, ora sto bene! Un abbraccio. Ely
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  12. Avatar di Vesper

    Vesper 2 settimane fa (13 novembre 2017 7:21)

    Buongiorno a tutte/i! A me è capitato qualche mese fa di troncare ogni rapporto con un'amica che come ha scritto Ilaria nell'articolo "sfotteva malignamente". Non mi dilungo nei particolari,ma anche se ,purtroppo, ci è voluto del tempo per allontanarmi,quando l'ho fatto ho provato un senso di liberazione incredibile e tutt'ora quando penso che non ho più a che fare con questa persona mi sento sollevata! Mi auguro che anche qualcuno/a che si trovi in questa situazione con un amico/a o partner ecc abbia il coraggio di troncare,perché la sensazione che di sollievo che si prova dopo è bellissima!Provare per credere!😊
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  13. Avatar di Ale

    Ale 2 settimane fa (13 novembre 2017 22:41)

    Ciao Ilaria, seguo il tuo blog in modo silente da diverso tempo, e la lettura di questo articolo mi ha fatto spuntare un sorrisone, per cui mi fa piacere commentare. Provengo da una famiglia disfunzionale, in cui i rapporti erano basati sulla violenza psicologica, e ho avuto, di rigore, una lunga relazione con un uomo non meno disfunzionale della mia famiglia d'origine. Faticosamente ho preso consapevolezza di tante cose e fatto diversi percorsi per imparare a prendermi cura di me. E pian piano ho avuto qualche relazione leggera ma serena, fino a un annetto fa quando ho incontrato una persona che mi piace e con cui sto bene. Quello che mi ha toccato e fatto sorridere, appunto, è stata questa frase: "Magari, invece, guarda un po’, si sente più fuori posto quando incontra qualcuno che la stima, la valorizza, la rispetta.", perché mi sono ricordata il terrore sacro e il disorientamento che mi prendeva (e a volte mi prende ancora, mannaggia!!) davanti alle numerose gentilezze, alle attestazioni di stima, alla presenza e alla cura. La mia storia affettiva, come figlia e come compagna, manca di coerenza nell'espressione dei sentimenti, per cui l'amore espresso e vissuto in maniera coerente per me è controintuitivo. Se razionalmente capivo che se un uomo (o, declinato in modo diverso, un'amica, ma vale anche per colleghi, clienti, conoscenti e passanti) è innamorato, è anche gentile, affettuoso, sincero e dedito, al tempo stesso tutta questa coerenza mi spaventava, la serenità era un salto nel buio dopo decenni di manipolazione. A volte mi chiedevo "Ma perché mi cerca, mi aiuta, mi sostiene?" e poi accendevo i neuroni e mi dicevo "Ti ha detto che ti stima, che gli piaci, che ti vuole bene ... Magari ti cerca, ti aiuta e ti sostiene per questo motivo?". Una faticaccia, ma è valsa (e vale) la pena farla. :)) Ciao Ilaria, grazie
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  14. Avatar di Stella

    Stella 2 settimane fa (13 novembre 2017 22:45)

    Ciao Ilaria. Questo articolo capita proprio a fagiolo ora nella mia vita. Io mi sono lasciata con mio ex tre mesi fa. Tanti sono i motivi. . Alla fine ho preso questa scelta e lui mi ha detto di prendermi io tintanto la responsabilita. Quest' anno e' stato pesante x noi e lui spesso mi metteva a disagio con atteggiamenti che rimorchi in questo articolo. Io credo quindi di aver preso la decisione giusta. Ma allora perche' ho la sensazione ci sia qualcosa di sospeso e irrisolto tra me e lui?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (14 novembre 2017 9:25)

      Hai questa sensazione perché ti piacerebbe tenere vivo il legame, che però sai bene è la cosa più sbagliata da fare; poi perché una storia negativa lascia tracce per un bel po'; e poi perché questo signore ha fatto di tutto per minare la tua sicurezza. Stagli lontano e recupera la tua serenità.
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  15. Avatar di Eleonora

    Eleonora 1 settimana fa (15 novembre 2017 22:54)

    I criticoni fanno così perché non hanno NULLA di che raccontare di sé stessi...e credono di esser superiori,il bello. Personalmente,oggi,li lascio cantare e se posso,li evito così da rodersi il fegato x il semplice fatto di non esser considerati. Perché questo a loro rode sul serio. Miserabili in tutto.
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  16. Avatar di Shy

    Shy 2 settimane fa (12 novembre 2017 12:44)

    Buona Domenica a tutte. Non starò ad elencare quante volte mi sono sentita sminuita dal mio ex ragazzo perché non merita così tanta attenzione, ma volevo aggiungere una cosa se mi permetti Ilaria, a quello che hai scritto. Tutte le forme di violenza fisica non sono nemmeno da prendere in considerazione dalla gravità, per quelle di natura psicologica, che feriscono dentro, mi permetto di aggiungere anche quando LUI vi fa sentire fastidiose perchè vi preoccupate per lui. Anche il “non voglio parlare di questa cosa non ho voglia” “smettila di fare la mammina” “sono nervoso con te perché sto male io quindi ti allontano” sono degli ENORMI campanelli d’allarme. Se il tuo uomo sminuisce il tuo aiuto allontanandoti allora non è con te che vuole passare la vita.
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    • Avatar di LIA

      LIA 6 giorni fa (18 novembre 2017 19:48)

      Ciao, mi sono rispecchiata pienamente nel tuo commento, tutto quello che hai descritto io ,purtroppo , l'ho sopportato negli ultimi due anni e mezzo da mio marito sperando di salvare la nostra relazione e il nostro matrimonio. Mi ha sempre allontanata ...infatti non era con me che voleva passare il tempo...Ora che ho saputo e voluto rivalutarmi nella vita sociale e nel lavoro e quindi ho trovato la forza di prendere le distanze da lui... è smarrito e confuso. Tutto torna ..è vero...e non immagini quanto è gratificante. un bacio
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