Come trattare gli uomini: è una domanda che ha senso?

come trattare gli uominiHa senso chiedersi come trattare gli uomini e soprattutto ha senso la risposta a questa domanda? E’ giusto darsi da fare per scoprire come “come trattare gli uomini”? Cioè, è giusto per se stesse o è svilente?

"Il mio animale mitologico preferito è un uomo che se dice una cosa, la fa. Barbyeturica, Twitter"

Talvolta, in particolare dalle lettrici più appassionate e anche più ansiose e preoccupate, mi viene rivolta una domanda che assomiglia più a una critica. Ti cito le parole di una lettrice:

“Trovo molto utili e incoraggianti i tuoi articoli però le ultime volte ho notato che con frequenza si parla di come deve essere una donna per attrarre un uomo quasi dovessimo adattarci alle loro esigenze.

Che è un po’ l’analogo di quelle che si lamentano: “Oh, ma basta di dirci come ci si deve comportare con gli uomini, che facciano anche loro qualcosa per noi! o “Sono davvero stufa, io ho fatto troppo per gli uomini, ora si diano loro da fare per me…

In realtà non è scontato che un uomo intenda darsi da fare per una donna e tantomeno che “debba” darsi da fare, soprattutto se viene “incoraggiato” con tali argomenti e tali toni.

Per carità, non sia mai che le donne vengano esortate ad adattarsi alle esigenze degli uomini, o, almeno, non da me: c’è già tutta una cultura universale e millenaria e una colossale industria di trucchi, parrucchi, abiti, anticellulite, plastica e dimagrimento e chi più ne ha più ne metta che si dedica alla missione con eccellenti risultati, perché dovrei mettermici pure io?

"Riuscite ad immaginare un mondo senza uomini? Nessun crimine e un sacco di donne grasse e felici. Nicole Hollander"

Eppure c’è qualcosa che non mi torna nelle obiezioni delle donne che non accettano di buon grado che si parli di come trattare gli uomini, di che cosa affascina un uomo o lo fa stare bene o gli piace.

Come trattare gli uomini: capirlo è più importante di quanto tu pensi

Facciamo un passo alla volta e vediamo di “fare a fette” la questione così da intenderci meglio.

Tutti gli esseri viventi – tutti, dai più ai meno evoluti – sono sopravvissuti come generi e specie e come individui grazie alla loro capacità di adattamento. Questo è assodato, alla faccia dei no-vax, dei terrapiatisti e dei scie-chimicologi.

Significa che noi sopravviviamo a molte situazioni anche “svantaggiose”, le possiamo affrontare, le superiamo grazie alla capacità di adattamento.

Abbiamo una straordinaria capacità di adattamento agli ambienti, alle condizioni e alle persone che sono intorno a noi anche e soprattutto quando si tratta di situazioni sociali e il nostro adattamento coinvolge tutto il nostro essere, seppure in misure diverse, cioè ci coinvolge sia a livello psicologico, sia fisico, sia relazionale.

Per esempio si sa per convenzione, per cultura e perfino perché lo dicono i genitori, addirittura i più beceri, ignoranti e stolidamente protettivi, che a scuola, in classe, bisognerebbe stare seduti, attenti e in silenzio e con un abbigliamento consono mentre al parco giochi si può alzare la voce, correre e avere le scarpe inzaccherate.

Quello di comportarsi a scuola come ci si comporta a scuola è adattamento.

Chi a scuola si comporta come nel cortile di caso, piaccia o no, è un disadattato.

E tale adattamento, anche se alcuni illuminati a diverso grado di intensità lo ritengono costrittivo, è un adattamento utile all’individuo e alla società.

Assumiamo una serie di comportamenti che ci mettono nelle condizioni migliori per raggiungere gli obiettivi prefissi e lo facciamo soprattutto a livello di relazioni.

"Gli uomini veri sono come gli unicorni. Hai sentito parlare di loro, una delle tue amiche pazze ne ha visto uno, ma non ci sono speranze che tu ne possa incontrare qualcuno. Anonimo"

C’è la buona educazione che è uno strumento di pacifica e serena convivenza civile e che non ultimo ci permette di essere accettati dagli altri e addirittura di essere graditi. Perché senza essere accettati nel mondo delle relazioni non si vive e se si vive, si sopravvive, cioè si vive molto, molto male.

Anche questa è una legge di natura.

Ci adattiamo, in modo naturale, per poter essere accettati dalla comunità in cui viviamo, senza la quale non potremmo vivere o potremmo vivere con molta difficoltà.

Il web e le librerie pullulano di consigli su come affrontare un colloquio in modo vincente (e non si tratta né più né meno di seduzione), di come parlare in pubblico in modo efficace, di come vendere di più (e la vendita non è altro che relazione e seduzione, esattamente, anche se le romanticone si scandalizzano).

Non sono altro che consigli che ci permettono di adattarci per ottenere i risultati che desideriamo.

Di quelli che sono i dettami della moda in fatto di abiti, di taglio di capelli e di forma fisica già abbiamo accennato e non voglio infierire per non urtare la sensibilità delle “pure” che, no, non intendono più fare qualcosa per gli uomini, a parte spendere tutti i loro risparmi dall’estetista e in palestra a sfondarsi di fatica.

Quando glielo fai notare ti rispondono che loro mica lo fanno per gli altri, lo fanno per se stesse…

Eh già.

Tutta la nostra vita è adattarsi e adeguarsi. Ci adattiamo agli strumenti tecnologici, anche se chi li produce sostiene che sono loro ad adattarli a noi.

Li adattano a noi di modo che noi ci adattiamo a loro, questa è la verità.

Ci adattiamo a usi e costumi, al clima in ufficio e alla “cultura” aziendale, anche quando è vomitosa.

E’ tutto un adattarsi che poi si trasforma in “disadattamento” palpabile quando si parla sproposito di “libertà” e di “democrazia” e allora, appunto, ci sono le mamme e i papà che si lamentano del fatto che gli insegnanti fanno gli insegnanti con i loro figli e chiedono loro di scrivere “ha” voce del verbo avere con l’h, mentre, secondo loro, creatività e libertà di espressione dovrebbero concedere al loro figlio genio di scriverlo senza l’h.

Oppure il “disadattamento” si manifesta attraverso quegli orribili commenti pieni di odio che affollano i meravigliosi social network.

E infatti il punto di equilibrio non è l’adattamento a oltranza – che è la perdita di sé e la morte, alla fine – ma l’adattamento a condizioni che ci risultano utili.

Se siamo persone un minimo assennate – e qualcuna ce n’è al mondo – in realtà adattiamo sempre i nostri comportamenti e a persone e contesti per lo più in modo naturale.

Ai bambini e agli anziani ci rivolgiamo in un modo che riteniamo più efficace e che di sicuro è diverso dal modo e dal tono con cui ci rivolgiamo al barista, a un collega, al nostro responsabile d’ufficio o all’impiegato dell’anagrafe. O allo straniero che ci chiede un’indicazione per strada.

Non si tratta di asservimento o di discriminazione, semplicemente di adattamento, che ha la funzione di rendere la vita più facile a tutti, a partire da noi stessi.

Questo è il punto riguardo a come trattare gli uomini: quanto migliora davvero la tua vita sapere come interagire al meglio con i rappresentanti dell’altro sesso per creare rapporti soddisfacenti e sereni?

E’ da qui che si deve partire e scegliere consapevolmente se si desidera adattarsi oppure no.

Chi rifiuta categoricamente di adattarsi attraverso una maggiore comprensione delle persone con le quali vuole relazionarsi entra un po’ in un circolo vizioso.

Stiamo parlando di relazioni sentimentali, non di guerra. Chi sostiene: “Io ho fatto tanto per gli uomini, ora facciano loro qualcosa per me” si riferisce a uomini diversi, quelli per i quali si è data da fare, che sono diversi da quelli che entreranno d’ora in avanti nella sua vita.

"Poi un giorno vorrà sottolineare che lui non è come tutti gli altri. Esattamente come tutti gli altri. kikka75, Twitter"

Chi ci dice che i secondi siano uguali ai primi? Forse prima ha scelto uomini sbagliati, e se il prossimo fosse quello giusto o, in qualsiasi caso, i successivi dovrebbero pagare pegno per i precedenti?

Che cosa c’entrano gli “altri”?

Ogni uomo come ogni donna è responsabile del proprio comportamento, non di certo di quello di tutti gli appartenenti al suo genere.

Questa è una posizione di ostilità, di rivalsa, di conflitto.

Come ci si può avvicinare, come si può sedurre e iniziare una relazione sana con persone (gli uomini in questo caso) verso le quali si nutre tanta voglia di rivincita?

Non solo, l’affermazione: “Io non mi dò più da fare per gli uomini, è ora che loro si diano da fare per me” se sottintende un senso di frustrazione – probabilmente ben motivato dal cattivo comportamento di alcuni – sottintende anche che non solo i prossimi debbano saldare i conti dei precedenti, come dicevamo prima, ma che abbiano dei doveri o dei debiti nei confronti dell’interessata.

In realtà nessuno deve niente a nessuno, a livello esistenziale. Un uomo ipotetico, ancora sconosciuto non ti deve niente, né in sé e per sé né, come risarcimento dei tuoi dispiaceri passati, per quanto questi dispiaceri siano stati importanti per te e per quanto abbiano influenzato sulla tua vita.

Come certo tu non devi niente a nessun uomo che deve ancora entrare nella tua vita.

Che cosa è utile per te?

Allora, che cosa è giusto fare? E’ giusto fare quello che ti permette di raggiungere maggiore sicurezza e maggiore serenità innanzitutto.

Ne parlo alle donne e a te come donna, perché, guarda un po’, io mi rivolgo a te e alle donne.

Gli uomini avrebbero bisogno di scoprire come trattare le donne? Certo che ne hanno bisogno ma per ora e in questo momento non è a loro che io mi rivolgo.

E loro ne hanno anche più bisogno dato che spesso la loro non è opposizione sofferta, ma chiusura indifferente e poi perché al contrario delle donne, in genere, non sono stati per nulla educati alla connessione emotiva e all’empatia.

Rivolgendomi alle donne è a loro che mi interessa far scoprire come trattare gli uomini.

Io dubito che quell’atteggiamento di sfida, di opposizione o di rivendicazione, che riscontro spesso tra le mie interlocutrici, sia utile a creare un rapporto sano ed equilibrato con gli uomini e in particolare un rapporto giusto con l’uomo giusto.

Credo che un atteggiamento di quel genere risulti invece rischioso in quanto rende più possibile l’incontro con persone sbagliate e con relazioni sbagliate.

In fin de’ conti se ti interroghi sulle relazioni e anche se hai questo senso di opposizione, seppure inconsapevole, verso gli uomini, è perché desideri una relazione sana e appagante con un uomo e senti il peso delle delusioni passate.

Se non ti interessasse per nulla il rapporto con gli uomini non ti faresti certe domande e davvero non ci penseresti proprio. Non saresti in una modalità di “strisciante opposizione”.

Costruire relazioni autentiche

Il modello della donna che compiace l’uomo e si comporta in tutto e per tutto per piacergli e soddisfarlo non è un modello vincente, non ha dignità, e per quanto sia il modello prevalente e sempre incoraggiato ed esaltato dalla maggioranza, non ci piace. Punto e basta.

Da un atteggiamento del genere non possiamo che aspettarci relazioni insoddisfacenti, frustranti e anche disfunzionali e distruttive.

"Per secoli le donne hanno avuto la funzione di quegli specchi dal potere magico e delizioso che riflettono la figura dell’uomo al doppio della sua grandezza naturale. Virginia Woolf"

Allo stesso tempo per creare delle relazioni autentiche è importante che si incontrino persone autentiche, evolute e mature.

Cioè persone disposte a riconoscere l’umanità dell’altro, la sua unicità, le sue caratteristiche peculiari; non solo bisogna essere disposti a riconoscere tutto ciò, ma a comprenderlo, rispettarlo e anche certo “averci a che fare”.

Questo deve essere fatto reciprocamente, è sottinteso, sennò di che cosa stiamo parlando, della solita vecchia storia della Bella e la Bestia?

Non si può pensare di andare d’accordo con una persona senza conoscerne gusti, preferenze o idiosincrasie.

Gli uomini hanno certi gusti, preferenze e idiosincrasie, conoscerli e sapere come relazionarsi con loro tenendone conto in modo positivo e soddisfacente per tutte le parti, non solo è utile per gettare un ponte verso di loro e creare una relazione con un partner amabile, ma è un’espansione delle proprie competenze, un passo evolutivo, uno slancio verso la propria crescita di persona e di donna.

Gli uomini sono portatori di valori, punti di vista e percezioni del mondo che sono diversi e importanti.

Di solito per esempio detestano i drammi, i pettegolezzi e hanno un approccio più pratico e più “orientato alla soluzione” rispetto alle donne.

Molte donne non possono che beneficiare dal “rubare” agli uomini un atteggiamento mentale meno emotivo e più distaccato.

Dal “respirarlo” giorno per giorno nel rapporto con un maschile sano e ben definito.

Pensi che se una donna che è portata alla drammatizzazione ridimensionasse questa sua tendenza anche per andare d’accordo con un uomo, perderebbe la propria dignità e i propri naturali talenti?

Di solito le donne sono capaci di maggiore empatia e di una visione più inclusiva delle esperienze del mondo che non solo affascina gli uomini, ma è molto utile a loro per ampliare il loro potenziale.

Mi riferisco a persone sane, orientate a comportamenti sani e a un rapporto sano con il mondo e con gli altri.

Di chi non è sano ed è merce buona solo per rapporti disfunzionali ovviamente non si può nemmeno discutere. E questo è il presupposto essenziale.

Mi pare chiaro che qui non stiamo parlando di rinunce, sacrifici o sfide perse che ci obbligano ad arrenderci all’altro e alle sue pretese.

Si tratta di vivere come umani tra gli umani, in coppia, in squadra, in comunità, dove l’incontro tra diversi (due individui, a qualsiasi sesso o genere appartengano sono per definizione portatori di diversità) è una ricchezza, una condivisione, un’apertura reciproca.

E dunque un momento di crescita e di evoluzione che cambia il destino di un’esistenza.

Siamo abituati a un mondo sempre meno generoso, sempre meno aperto all’altro, sempre più concentrato sull’”io” e nel quale ciascuno è concentrato in modo sterile esclusivamente sulle proprie esigenze.

Si tratta di un atteggiamento molto poco intelligente e profondamente sterile perché nulla di buono può venire da un egocentrismo (che non è egoismo, l’egoismo è un filo più intelligente e lungimirante) che isola dagli altri o spinge a considerarli solo come “utili”.

Tale isolamento impedisce non solo la comprensione, la collaborazione e la cooperazione, ma priva di sostegno emotivo, che è la vera fonte di vita autentica. Perfino di vita, ecco.

Se parti dal presupposto che un rapporto di coppia non è una sfida, ma un gioco di squadra in cui tu sei sostenuta dal tuo partner nella stessa misura in cui tu lo sostieni probabilmente lasci andare l’idea fastidiosa di dover cambiare e rinunciare a te stessa per lui.

E’ per te che scopri il mondo e gli altri. E’ per avere una vita piena, per realizzare il tuo potenziale. Anche nella coppia, nel rapporto gratificante con gli uomini.

Aspetto le tue opinioni su come trattare gli uomini.

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80 Commenti

  1. Avatar di Claudiaorabasta

    Claudiaorabasta 2 settimane fa (11 ottobre 2017 0:47)

    Purtroppo ni rendo conto che oramai considero senza rendermene conto tutti gi uomini come il "nemico". Saranno le esperienze traumatizzanti, sarà che che da 15 anni a questa parte ho incontrato tre uomini uno più sbagliato dell'altro ma in effetti il mio è un atteggiamento che più che in difesa definerei addirittura in attacco. Adesso mi rendo conto che questo mi porta solo ad allontanare gli uomini veri e attira solo soggetti patologici. C'è da lavorarci
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    • Avatar di PAMELA

      PAMELA 2 settimane fa (11 ottobre 2017 10:28)

      Claudia hai visto in quante siamo a lavorarci? e alllora facciamolo tutte insieme con convinzione e serietà, abbiamo un blog Utilissimo e una gran professionista che ci sta concretamente aiutando, senza mai esser mielosa anzi ci dice le cose in modo davvero unico diretto e deciso: quindi forza e non perdiamo piu' tempo prezioso
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    • Avatar di Anna

      Anna 2 settimane fa (11 ottobre 2017 11:12)

      Di solito, nel nostro modello di coppia "normale", una donna aiuta l'uomo a fare la sua vita, mentre il viceversa avviene raramente. Quindi bisogna essere molto determinate, più che "difendersi" o "attaccare".
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    • Avatar di max

      max 2 settimane fa (11 ottobre 2017 11:45)

      Confesso anna che non vedo un nesso in quello che dici rispetto al discorso di claudia...se non che da quello che scrivi prima del punto mi sembra che anche tu ancora filtri tutto da una posizione di difesa/attacco..
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    • Avatar di Anna

      Anna 2 settimane fa (11 ottobre 2017 13:44)

      Intendevo dire che non serve stare ne in difesa ne in attacco, ma solo avere chiaro i propri obiettivi di vita. Così se uno ti chiede di trasferirti in Groenlandia, decidi in base alle tue priorità. Non sono gli uomini ad essere pericolosi.
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    • Avatar di Claudiaorabasta

      Claudiaorabasta 2 settimane fa (11 ottobre 2017 16:36)

      Anna ti capisco, ma dopo esperienze devastanti, e ti assicuro che lo sono state anche se non entro nel dettaglio, non è semplice superare la diffidenza verso un uomo . Certe esperienze, che non auguro alla mia peggior nemica, lasciano un segno profondo. Sto tentando di superarle ma ho difficoltà. La cosa positiva è che se si ha la mente aperta, se si usano gli errori non per piangersi addosso ma come esperienza, si impara a riconoscere la manipolazione e la violenza abbastanza in tempo per poter fuggire. Peccato che ogni volta si perde sempre più fiducia e diventa una spirale che si alimenta da sola
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    • Avatar di Anna

      Anna 2 settimane fa (11 ottobre 2017 20:46)

      Lo capisco benissimo. Per quello dicevo che anche in condizioni "normali", la cosa migliore è pensare a far andare avanti la propria vita. Giorno dopo giorno, non ci si pensa proprio più. Quando ci si è rafforzati (e ci vuole tempo), in primo luogo si attirano meno questi soggetti, o li si fa scappare subito; e in secondo luogo, quando anche fosse, non li si calcola proprio più. Non c'è più trippa per gatti manipolatori.
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  2. Avatar di Shy

    Shy 2 settimane fa (10 ottobre 2017 14:01)

    Grazie per i consigli, mi impegnerò. E ovviamente, vi farò sapere :)
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 2 settimane fa (11 ottobre 2017 13:25)

      Buongiorno Ilaria e a tutti del blog...mi allaccio al tuo intervento Shy perché alcuni punti da te descritti li sento anche miei. Riguardo l'amica che catalizza l'attenzione degli uomini e il fatto che lo fa da quando é dimagrita. Anche io sono dimagrita, sto bene e mi sento bene, ma, come più volte ho esposto qui, l'amica storica con cui giravo e gli ambienti che frequentato mi facevano sentire isolata, oltre che single...poi ad un certo momento, un mese fa, ho detto si alla proposta giusta che mi ha aperto un canale verso un ambiente sano, senza barriere dove ci sono persone single come me che hanno deciso di condividere momenti belli insieme. É bellissimo, dopo anni di isolamento coatto, la mia anima ha ricominciato a respirare...mi ascoltano, sono cercata e io cerco loro. Però una cosa non ho fatto, non ho condiviso questo canale con l'amica storica... é come un tesoro che per ora custodisco gelosamente...da quando frequento queste persone ho tangibilità che in me non c'è niente che non va, sono più serena e sorridente e sul lavoro i colleghi apprezzano di più la mia compagnia ed io la loro. Insomma per me é un grande carburante per affrontare le giornate. Perciò non ho ancora condiviso la cosa...a mia discolpa noto che lei fa lo stesso. Non sopporterei di rivedermi nel solito teatrino...tutti a lambiccarsi e appassionarsi dei suoi discorsi complicati e io ignorata e punto...a questo punto della conoscenza, non credo che succerderá più in quanto ho avuto modo e tempo per farmi conoscere ed apprezzare senza che questa presenza ingombrante mi carpisse le ali, ma nonistante ciò non me la sento. É una cosa normale secondo voi? Grazie
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    • Avatar di Gea

      Gea 2 settimane fa (11 ottobre 2017 18:40)

      Ciao Claudine, il nuovo ambiente di cui parli e' quello dei tizi che ti hanno ignorata per strada o si tratta di altra gente ancora? Sul rapporto con la tua amica e il tuo tacere non mi pronuncio, anche perche', sia da single sia in coppia, non ho mai avuto voglia di "far coppia fissa" con una data amica per le uscite. Buona serata!
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 2 settimane fa (11 ottobre 2017 20:03)

      Si' anche io penso che non sia cosa buona far "coppia fissa" con una data amica per le uscite. Purtroppo, però, in passato ho commesso parecchi errori sul punto a causa di una serie di schemi disfunzionali che mettevo ripetutamente in atto: bisogno di un appoggio, paura di stare sola, senso del dovere, senso di colpa, rapporti con persone manipolatrici ecc. Adesso, anche grazie ad Ilaria, li ho capiti e sradicati. Non è stato affatto semplice perché ho dovuto allontanare alcune persone, ma ho riacquistato la mia libertà e decisamente maggior serenità. Per me paradossalmente è sempre stato molto più difficile uscire da rapporti amicali disfunzionali piuttosto che da rapporti amorosi disfunzionali. Ma, alla fine, forse bisogna ragionare nello stesso modo: con un'amica/o sto bene, le/gli voglio bene, ho un rapporto sereno e sincero con lei/lui, di fiducia, ci rispettiamo reciprocamente, mi sento libera di essere come sono...allora la/lo frequento. Se non è così, è meglio lasciar stare e prendere le distanze, anche se magari il rapporto è di lunga data.
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 2 settimane fa (11 ottobre 2017 22:27)

      Ciao Gea...sí sono gli stessi che ho deciso di non allontanare come facevo un tempo per un mancato saluto, creandomi il solito vuoto e aurea negativa con conseguente isolamento...Ho deciso di lasciargli il beneficio del dubbio che non mi abbiano vista...e sorpresa, per ora l'effetto é positivo, perché e ho poi passato dei bei pomeriggi di sole in loro compagnia a parlare di tutto con la massima serenità... Poi se la cosa si ripresenta allora domanderò spiegazioni o semplicemente mi volterò altrove, ma per ora rimango e godo di questa nuova compagnia e di tutte le iniziative stimolanti che mi offre. :-)
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 2 settimane fa (11 ottobre 2017 20:18)

      Aggiungo una cosa per Claudine. È bello se hai trovato delle persone con cui stai bene, ma attenzione a non aspettarti troppo dagli altri e a non "mitizzare" le persone per il bisogno di sentirti accolta. Penso che sia importante vivere i rapporti, soprattutto all'inizio, con un po' di sano distacco. Altrimenti si rischiano sonore delusioni...
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 2 settimane fa (11 ottobre 2017 22:40)

      Grazie Carlotta per i tuoi consigli. Si. Credo anche io che é meglio non fare coppia o avere rapporti disfunzionali con un'amica. Riguardo la nuova compagnia, sono migliorata. Non mi aspetto niente di fatto, solo godo della loro compagnia, senza castelli per aria o altro...godo di fatto dello spazio che riesco ad avere per essere nuovamente libera di esprimermi come tempo fa quando la vita e le relazioni mi sorridevano...sono veramente felice di questo...non ho fatto niente di diverso e le cose si sono sbloccate. Forse qualcosa é cambiato: la mia apertura e disponibilità a nuove conoscenze. Appena é arrivato l'invito ho accettato con entusiasmo; tempo fa non lo avrei fatto, frenata dalla negatività che mi bloccava. Spero sia solo l'inizio di un circolo positivo che si ampli sempre di più.
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    • Avatar di max

      max 2 settimane fa (12 ottobre 2017 1:03)

      Esatto claudine, amplia ancora senza esagerare nell' altro senso ovviamente... altre 2-3 mini cerchie di conoscenze, in modo da avere stimoli diversi e alternative, è l' ideale secondo me
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 1 settimana fa (12 ottobre 2017 17:54)

      Ciao Max, si oltre non ci darebbe almeno almeno per me né il tempo né energia. In tal senso non intendo esagerare...tu in che senso intendi invece di non esagerare?
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    • Avatar di max

      max 1 settimana fa (12 ottobre 2017 18:57)

      esattamente quello che dici tu, perché sennò poi il rischio è di avere comunque amicizie che poi in rialtà sono solo delle conoscenze, perché non si ha il tempo per coltivarle tutte...poche, variegate, ma buone ;)
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    • Avatar di Claudiaorabasta

      Claudiaorabasta 2 settimane fa (12 ottobre 2017 10:52)

      Ciao Claudine, secondo me tu hai fatto qualcosa di diverso: hai cambiato atteggiamento mentale. E i risultati si iniziano a vedere. Tutto cambia quando noi iniziamo a cambiare. Concordo con te che dobbiamo smettere ci aspettarci qualcosa dagli altri e prendersela se non questi soddisfano le nostre aspettative, ma piuttosto valutare se quello che hanno da offrirci va più o meno bene per noi e cambiare strada se è il caso. Mi auguro di arrivare presto a questo anch'io
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 1 settimana fa (12 ottobre 2017 18:15)

      Ciao Claudiaorabasta! Te lo auguro con tutto il cuore e nel più breve tempo possibile :-D Io ho impiegato due anni...ero in un isolamento relazionale totale. Si sono realizzate queste due tappe: raggiungimento dell'obbiettivo di dimagrire e ricerca di ambienti nuovi ascoltandomi se veramente mi interessava questo o quello. Il primo mi ha reso veramente fiera di me, fierezza che era indipendentemente dal riscontro esterno, in quanto l'obhiettivo non era per compiacere gli altri, ma me stessa e per la mia salute; la seconda mi ha reso indipendente dalle altrui pretese sul mio tempo e sui luoghi da frequentare, senza temere di stare da sola. Poi grande merito lo ha avuto questo blog. In questi anni é stato un continuo assorbire piano piano, con la frustrazione di non poter estraniare quanto apprendevo, tanto che pensavo che queste nozioni non avrebbero mai funzionato per me...però le registravo. Adesso che ho l'occasione mi rendo conto che sono parte del mio pensare ed agire e ne ho un riscontro positivo , sia in me che negli altri. Perciò adesso posso dire, con fatti alla mano, grazie Ilaria e grazie a tutti del blog Grazie!
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  3. Avatar di Emilia

    Emilia 1 settimana fa (14 ottobre 2017 11:35)

    Ciao Ilaria, era da un po' che non aprivo il tuo blog... Che bella sorpresa trovare questo articolo. Sembra che tu l'abbia scritto di proposito, a posta per me. Mi stimola a riflettere sui miei atteggiamenti mentali, su ciò che andrebbe cambiato per cercare di ottenere il meglio per se stesse. Grazie mille!
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  4. Avatar di Sally

    Sally 1 settimana fa (14 ottobre 2017 23:07)

    Grazie per il bel articolo. Forse mi sono fissata e ho perso di vista me stesso. Ti posso chiedere un consiglio? Ilaria, come è meglio comportarsi quando in gruppo c'è un'altra donna che fa la vamp con tutti i maschietti del gruppo compreso tuo moroso? Fare la vamp a mia volta, fregarsene, far finta di nulla, andarsene?
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  5. Avatar di Angela

    Angela 4 giorni fa (19 ottobre 2017 8:36)

    Beate loro! Tanti auguri!
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  6. Avatar di Sa

    Sa 4 giorni fa (19 ottobre 2017 12:59)

    Capisco perfettamente quello che dice Angela e mi ci ritrovo. Oltre tutto il lavoro su se stessi che è la base, alla fine manca la materia prima. Concordo con Pamela sull'importanza di fare quello ci piace, indipendentemente dal fatto di incontrare qualcuno o no. E infatti lo sto facendo, mostre, escursioni, gite, trekking...non vivo in attesa del principe azzurro: la mia vita da single è tutt'altro che una tristezza, è piena, viva e completa ma mi piacerebbe innamorarmi e condividere il mio percorso di vita, ma alla fine di uomini interessanti single semplicemente non ne incontro. E come me molte mie amiche....forse alla fine è solo questione di fortuna
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  7. Avatar di Vale.M.Cri

    Vale.M.Cri 4 giorni fa (18 ottobre 2017 23:38)

    Angela, ti capisco benissimo. Sono d'accordo con te. Tutti abbiamo bisogno d'amore, di coccole, tenerezza e condivisione. E non c'è nulla di male ad ammetterlo, anzi! fa parte della natura umana. Chi è felice di star da solo che ci stia! Ma è un gran bugiardo!!!!!
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    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 4 giorni fa (19 ottobre 2017 9:42)

      C'è chi da solo ci è rimasto per scelta, non perché bugiardo o altro di ignobile. Si parla di persone che nella propria vita hanno degli ideali e degli interessi e li vogliono perseguire. Rita Levi Montalcini scelse di non sposarsi, pur avendo un interesse sentimentale per un uomo, perché per quella che era la cultura dell'epoca lei non avrebbe più potuto fare o essere ciò che poi è diventata. Ho letto effettivamente solo una volta uno stupido commentare alla sua morte con un " cent'anni di solitudine", e quando si riduce l'intero valore di una persona o di una donna al fatto di avere un uomo affianco o meno, si è davvero poveri.
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 3 giorni fa (19 ottobre 2017 14:28)

      Secondo me è anche significativo che, in base ad alcuni studi, l'uomo più felice del mondo sia un monaco buddista..😂
      1
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  8. Avatar di Angela

    Angela 5 giorni fa (18 ottobre 2017 10:17)

    Cara Ilaria, va bene imparare a comportarsi e vanno bene tutti i tuoi consigli; ma il nodo che non si affronta è che gli uomini non si trovano a ripetizione e noi non ci sentiamo attratte da qualcuno una volta al mese (io, almeno, funziono così); e se anche ci attrae qualcuno, bisogna sperare che ci ricambi e che ci ricambi nel modo che desideriamo noi (ossia, con la medesima finalità). Negli articoli di voi coach, per quanto diciate cose giustissime, non si considera quest'aspetto di "rarità dell'attrazione". Io, per esempio, da anni non incontro un uomo che mi piace, che mi faccia sentire un'emozione e nessuno mi manifesta un interesse; eppure mi dicono tutti che sono una bella donna, intelligente e simpatica; non ho problemi a socializzare, eppure mi sto domandando spesso, ultimamente, se "morirò zitella". Spero di no. Che tristezza!
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    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 5 giorni fa (18 ottobre 2017 11:59)

      Angela, se si chiede ad una guida un locale dove mangiare bene, poi non è che ci si lamenta perché però non si ha fame.
      -13
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 4 giorni fa (18 ottobre 2017 14:34)

      Ciao Angela, da un certo punto di vista sono d'accordo con te: gli uomini interessanti e di valore non sono tanti. Dall'altro lato, però, sono d'accordo con Emanuela, nel senso che spesso noi donne "abbiamo fame" di cibi avariati, cioè ci interessano uomini sbagliati. Soprattutto però mi chiedo, perché insistere su questo discorso che la vita da single è una tristezza? Perché ostinare a sentirci "zitelle"? Non mi fraintendere anche io spero che il mio futuro mi riservi la possibilità di vivere di nuovo (o forse, per certi versi, per la prima volta..) l'esperienza di un amore vero e condiviso, ma mi urta questo discorso della vita da single come una tristezza e soprattutto non credo sia vera. Penso, invece, che sia una scusa per non trovare la felicità nella vita di tutti i giorni e anche per sentirsi in diritto di lamentarsi. Io credo che ci siano tantissime persone single assolutamente felici.
      8
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    • Avatar di Gea

      Gea 4 giorni fa (18 ottobre 2017 18:03)

      Concordo pienamente, Carlotta!
      0
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    • Avatar di Angela

      Angela 4 giorni fa (18 ottobre 2017 19:58)

      Io non sono felice della mia singletudine: mi fa sentire sminuita come donna ( incapace di conquistare un uomo). Quanto al paragone col cibo, lo so che ci sono uomini bravi e meno bravi; ma noi uno ne scegliamo, per un rapporto di coppia, e se tanti, anche bravissimi, non ci piacciono, è perché uno ci colpisce; mica possiamo sceglierlo come al mercato, sulla base delle qualità, se manca la "chimica"... inoltre: quanti se ne trovano, che ci corteggiano, tra cui scegliere?
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    • Avatar di Anna

      Anna 4 giorni fa (18 ottobre 2017 22:52)

      Suggeriamo allora a Ilaria di dedicare qualche post alla ricerca di uno qualunque... perché perdere tempo a cercare la persona giusta?
      -1
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    • Avatar di Angela

      Angela 4 giorni fa (19 ottobre 2017 8:51)

      Bisogna trovare la persona giusta, ma dobbiamo metterci d'accordo su chi sia. La brava persona piena di qualità che non desideriamo baciare? Il farabutto che desideriamo? No: la brava persona che desideriamo ( sperando ci corrisponda); ma quanti ce ne sono? A me non capitano a ripetizione una volta al mese...e gli anni passano...
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    • Avatar di Anna

      Anna 4 giorni fa (19 ottobre 2017 13:07)

      E allora mettiti con uno qualunque, non riesco a capire il problema. Hai il problema di non provare emozioni? Hai il problema di provarle per farabutti? Hai il problema che le persone di qualità sono poche? Se cerchi una brava persona che ti susciti emozioni e ti ricambi, devi stare tranquilla ed aspettare, e nel frattempo fare cose utili per te stessa invece che darti della sfigata da sola. Altrimenti, come fanno tante, ti metti con uno qualunque, sperabilmente perbene, e sarai tale e quale a tante coppie delle quali fantastichi chissà che amore. Iscriviti ad un sito di incontri, e conta quanti sposati ci sono.
      2
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    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 4 giorni fa (19 ottobre 2017 8:21)

      @Carlotta, anche se trovo simpatica l'estensione che hai fatto del mio esempio il mio commento era più semplice. Visto che la commentatrice lamentava alcune carenze nelle informazioni trasmesse dai vari coach come Ilaria, evidenziavo con l'esempio come non sia nel compito degli stessi risolvere aspetti di altra natura. Per questo dicevo che se si chiede qualcosa che è di loro competenza e su questo si riceve una risposta adeguata, non si può lamentare l'assenza di altro che va eventualmente risolta diversamente o in altri ambiti, come il fatto di non trovare uomini interessanti e che suscitino emozioni nel parco delle proprie conoscenze.
      0
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    • Avatar di Gea

      Gea 4 giorni fa (18 ottobre 2017 15:32)

      Ciao Angela, se non ti interessa nessuno, non sei mica obbligata a farti piacere qualcuno. Se pensi che il fine ultimo dell'esistenza di una donna sia stare con un uomo, non so se morirai "zitella", ma dubito vivrai felice, almeno finche' non avrai superato la "sindrome della zitella" (chissa' perche', poi, in Italia degli uomini single si dice "scapoli", cioe' senza cappio al collo, e delle donne si dice tristemente "zitelle"...). Il lavoro di Ilaria non e' accasare la gente... e meno male! 😉
      4
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    • Avatar di Angela

      Angela 4 giorni fa (18 ottobre 2017 20:04)

      No, non sono obbligata; ma mi piacerebbe innamorarmi, finalmente corrisposta. Capita a molte, perché a me no? Perché dovrei rinunciare ai baci, agli abbracci, alla presenza di un uomo che desidero, nella mia vita? Sono stanca di essere sola. Beato chi è felice di esserlo!
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    • Avatar di Cla

      Cla 4 giorni fa (18 ottobre 2017 23:04)

      Ciao Angela, il desiderio di stare in coppia è sano e legittimo, però secondo me ciò che ti allontana dalla serenità necessaria per raggiungere ciò che desideri è una sorta di 'esasperazione' per la tua mancanza di interesse romantico verso chicchessia. E aggiungo: sicura che lo stare in coppia, in questo momento della tua vita, sia davvero la tua priorità? Oppure sarebbe il mezzo per sentirti più sicura, bella, desiderata, 'normale', valorizzata come donna, confortata dalle preoccupazioni, sollevata da alcune difficili situazioni del quotidiano, e chi più ne ha più ne metta? So che possono sembrare domande antipatiche e giudicanti (ma il mio intento non è certo quello di offenderti: non posso conoscere la tua situazione personale!), e non è necessario neanche che tu risponda in questo spazio; credo tuttavia che ti sarebbe utile formularle e provare a risponderti sinceramente e anche impietosamente, perché se questo desiderio di avere una relazione celasse altri tuoi bisogni insoddisfatti o punti critici sarebbe utile per te cominciare a occupartene. Per quanto riguarda il tema della rarità dell'attrazione: credo che Ilaria non abbia mai dedicato articoli specifici al riguardo, ma se ci pensi è un po' il presupposto, il convitato di pietra di tutte le tematiche affrontate nel suo blog. Infatti, nell'attesa di trovare una persona giusta di cui neanche possiamo immaginare i caratteri e le fattezze, bisogna armarsi di santa pazienza, sforzarsi di scacciare le paure che ci irrigidiscono e ci rendono meno attraenti, e continuare a costruirci nei minimi dettagli, in modo tale da assomigliare sempre più alla persona che vorremmo essere, che ha valore di per sé e non deve sentirsi affatto sminuita per la mancanza di un uomo :)
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    • Avatar di Angela

      Angela 4 giorni fa (19 ottobre 2017 8:46)

      Ovvio che prima di iniziare una relazione devo conoscere la persona, ma se non conosco nessuno che mi interessa o a cui interesso, che faccio? Vado a dirgli:"Usciamo? Ci conosciamo"? Finora le mie relazioni sono nate spontanee, inaspettate, per un interesse reciproco coincidente, che poi si è sviluppato, senza programmazioni ragionate.
      1
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 4 giorni fa (19 ottobre 2017 9:41)

      Ciao Angela, non conosco i dettagli della tua situazione, ma mi piace pensare che tu sia in una posizione favorevole. Se ti capita raramente di provare interesse per qualcuno, io - se fossi te - penserei che sia un segnale positivo. Significherebbe che non ti lanci in qualsiasi avventura per il solo gusto di trovare un uomo con cui stare insieme. Prova a guardare il lato positivo! :)
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    • Avatar di Angela

      Angela 3 giorni fa (19 ottobre 2017 15:23)

      :-) Quello, sicuramente. Non sono capace di scendere a compromessi. Ma se mi innamoro una volta ogni tot anni (e se mi va male) arrivo all'età della casa di riposo, senza aver concretizzato una normale vita di coppia (che mi pare pure abbastanza diffusa e non è certo chiedere la luna)! Comunque, grazie per la solidarietà...e buona giornata!
      3
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 giorni fa (20 ottobre 2017 14:48)

      @Angela, hai ragione! Purtroppo non è facile trovare la persona giusta, anche se si fa tutto ciò che andrebbe fatto. Bisogna essere fiduciose...
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    • Avatar di PAMELA

      PAMELA 4 giorni fa (19 ottobre 2017 11:43)

      Angela io sono sola da 5 anni ( con qualche tentativo di frequentazione andato male ) e mai piu' di adesso ho proprio voglia di innamorarmi davvero, vivere un amore reale , totale, pieno. pproprio ora perche ho trovato hobbies, amiche, tante cose belle che mi rendono serena e quindi credo di poter vivere una relazione nel modo finalmente giusto senza troppe gelosie, morbosità, con maturità e consapevolezza. Da qualche parte ho letto che troverai chi ti ama nel fare ciò che ami. Credo riassuma tutto. Certo che se si girano i locali dove vanno tutti i caproni della città...swempre la solita gente non conosci nessuno di nuovo no (e te lo dico perchè da Noi un pò funzuiona cosi: si va dove vanno tutti fa più figo ). Io sto invece andando a fare escursioni, gite, sport e comunque cose che adoro fare e li magari incontrerò qualcuno affine e che farà la differenza facendo intanto una cosa che mi piace fare indipendentemente dal fatto che lo incontrerò o meno
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    • Avatar di Anna

      Anna 4 giorni fa (19 ottobre 2017 13:13)

      Anch'io come Pamela, ho smesso di frequentare luoghi generici di ritrovo. Faccio poche cose, solo quelle che mi interessano veramente ... e si vedrà.
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    • Avatar di Angela

      Angela 3 giorni fa (19 ottobre 2017 15:26)

      Odio i locali modaioli! Non ci vado mai, nonostante qualche amica insista. L'amore, in realtà, nasce dalla conoscenza e frequentazione nel quotidiano (a parte il colpo di fulmine): in fondo, ci si innamora a scuola, all'università, sul posto di lavoro, in un viaggio, a cena con amici...tutte situazioni che mi appartengono...speriamo bene! :-)
      1
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 4 giorni fa (18 ottobre 2017 18:55)

      Aggiungo una cosa. Sono convinta che il fatto di essere attratta da un uomo dipenda, ancora una volta, dalla nostra serenità. Se una persona è serena, vive con serenità il suo stato di single, è molto più aperta al mondo e anche predisposta all'interesse e all'attrazione verso uno o più uomini. Magari poi molti di questi "interessi" non finiscono in nulla.. però, che dire, finché c'è vita c'è speranza..😉. Io ho riscontrato questo in me.
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    • Avatar di Vittorio

      Vittorio 4 giorni fa (18 ottobre 2017 23:14)

      Leggo i vostri interventi e non so quanto le mie parole possano essere simili a un elefante che entra in una cristalleria. Infatti io sono un uomo e quindi ho un modo di pensare e di essere diverso, e poi sono pieno di dubbi ... Quello che mi sento di dire, per quello che è il mio personale sentire, è che per istinto condivido l'idea di stare insieme a un "altro" (nel mio caso una donna) ... di condividere la vita insieme, di progettare insieme ... di essere insieme ... ma al tempo stesso sento che quell'insieme non può essere un "troppo insieme" ... Quando qualcuno cede troppo all'altro, vive troppo per l'idea dell'altro allora smette di vivere per se stesso. E l'altro a quel punto può fuggirti o può sfruttarti (magari anche le due cose insieme) ... Ma è pur vero che c'è un rischio anche nell'essere single: l'essere coppia non è un'esigenza vitale? Magari no, ma allora perché viviamo l'idea di vivere in coppia come una necessità vitale? Ora parlo per me: non sono affatto contento di essere single ... sento che non è la mia strada ... ma come giungere alla mia strada ancora non so ... E allora rimango in attesa ... ma questa attesa che cos'è? il momento di fermo per ricaricarmi di energia oppure una sopraggiunta pavidità? Io non ho risposte ... forse voi avrete consigli ... ma al tempo stesso credo che i consigli stessi possono essere solo indizi e non risposte. Perdonate la confusione ... spero che siate riusciti comunque a comprendere il senso di queste riflessioni. Grazie
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 4 giorni fa (19 ottobre 2017 9:17)

      Ciao Vittorio, penso che sia semplicemente opportuno accettare l'essere single come una delle molteplici fasi della vita. E anche se dentro di te senti che staresti meglio in coppia (il che è assolutamente legittimo) cercherei di cogliere tutti i lati positivi che l'essere single comporta e che sono tanti. Io, per esempio, è da single che sono rinata, ho scoperto le mie passioni, ho preso consapevolezza della donna che sono e ho riacquistato una buona fetta di serenità che quando ero in coppia non avevo per niente..... Non devi attendere niente, devi semplicemente vivere.
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    • Avatar di Vittorio

      Vittorio 4 giorni fa (19 ottobre 2017 13:34)

      Grazie ...
      2
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    • Avatar di max

      max 4 giorni fa (19 ottobre 2017 1:17)

      Si ma Angela, rimanendo alla metafora del cibo, non puoi neanche aspettare che il cameriere passi a portarti la pietanza, se tu non ordini mai qualcosa da assaggiare...per sapere se una cosa è buona, la devi assaggiare oltre che guardarne l' aspetto, per sapere se una persona è giusta la devi conoscere...quella che tu chiami "chimica", da sola, rischia di fare solo danni sentimentali
      -1
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